Tangos Extremeños

Los tangos de Badajoz
hay que cantarlos con ritmo
y ponerle el corazón

Una delle zone geografiche in cui si sviluppò una specifica variante stilistica dei Tangos è l’Extremadura spagnola (ne esiste una analoga in Portogallo) è una terra di confine; la carenza di infrastrutture e l’arretratezza socio-economica la rendono ancora selvaggia, primitiva e per certi aspetti incontaminata. I suoi Tangos hanno letras semplici che attingono da canzonieri popolari, stili e melodie che si ripetono come in un girotondo di bambini. L’Extremadura è una comunità autonoma nella parte sud-occidentale della Spagna che comprende le province di Cáceres e BadajozMérida, anche chiamata la “Roma di Spagna”, per la forte presenza di reperti risalenti al periodo romano, è un altro dei luoghi implicati nella nascita di questi stili. È infatti nelle feste di San Juan a Mérida che si dà inizio al più importante incontro fra i gitani di tutta la penisola, dove arrivano famiglie intere per conoscersi. É la Feria del Ganado. Plaza de España si popola di cavalli da monta, i più giovani si scambiano sguardi e sorrisi, altri che si erano precedentemente conosciuti, sigillano le loro promesse di matrimonio. Un ambiente allegro e in cui le chitarre suonano a ritmo di Tangos extremeños. Cantano i gitani, e le gitane ballano circondate da un semicerchio di olés e compases di palmas di familiari e amici.

La presenza di queste fiere del bestiame è antica, sappiamo infatti che erano già presenti nel 1300; l’epoca in cui raggiungono il massimo splendore è però ben più recente e collocabile intorno al 1850. Molte le città in cui la feria del ganado è rituale annuale e che da Settembre fino alla fine dell’inverno permette incontri tra gitani di più città e famiglie: Fregenal de la Sierra, Casares, Trujillo,Torrequemada, Arroyo de la Luz, Miajadas, Guareña, Barcarrota, Albuquerque e Zafra, e Mérida appunto. Eulalia Pablo Lozano scrive: “I primi di Ottobre le strade di Mérida si riempiono di un brulichio di gitani, alcuni vendono miele e formaggio, altri ceste, mandorle e garofani, alcune donne gitane leggono la mano o  maledicono chi non vuole ascoltarle. Ma il vero incontro durante la feria è tra gitani, quello è il momento in cui  le famiglie decidono la sorte dei figli e si preparano per i matrimoni dell’anno seguente, i giovani incontrano le donzelle in cerca di marito e ne chiedono la mano”. 

Vengo de los San Migueles                 
se no me caso este año                
me caso en el año que viene
*In questo caso il riferimento non è a Mérida ma alla feria de Los San Migueles di Zafra.

Un’altra feria importante è quella di Fregenal de la Sierra, dove ha luogo la Romería in onore de la Virgen de Los Remedios che i gitani considerano la loro patrona dal 1970 ma sappiamo da Francisco Tajada Vizuete che già nel XVII secolo venivano eseguite danze gitane in onore della Vergine.  

La Virgen de los Remedios
tiene su cara morena
y el niño que lleva en su brazos ole
más blanco (o bonito) que la azucena

Ay si si
ay no no
la Virgen de los Remedios
patrona de los caló

In questa terra, in particolare lungo le sponde del fiume Guadiana, nella provincia di Badajoz, dove l’ambiente gitano era propizio, si “acclimatarono” alcuni cantes, fra i quali i Tangos, che con il tempo acquisirono un carattere proprio. Si tratta comunque ancora una volta di una evoluzione dei Tangos de los Negros o degli schiavi che attraverso questa regione entravano in Spagna, chi proseguendo il suo viaggio, chi decidendo di rimanere.

Ma cosa differenzia questo palo flamenco dai suoi fratelli Tangos? I punti fermi sono el “Habla extremeña” e il virtuosismo. Come ci dice Manuel Ariza “…nel “gergo/dialetto/parlata” extremeña c’è una convergenza di influssi: andaluso, castellano, leones e portugués”. L’alta Extremadura risente del castillano e leonese, mentre la bassa Extremadura risente soprattutto dell’andaluso e portoghese, in realtà la differenza non è così semplice e netta, infatti Antonio Viudas Camaraza aggiunge che “Casares risente maggiormente del leonese e castillano a differenza di Badajoz dove l’influenza è senza dubbio andalusa e portoghese”. Il virtuosismo che ritroviamo nei Tangos e non solo, non è altro che un adattamento dell’ habla extremeña ed in particolar modo della sua intonazione, pertanto diventa caratteristico l’allungamento della frase (tercio) e la cadenza rallentata fino all’elaborazione di melismi, vedremo come Porrina de Badajoz esalti questa particolarità dando luogo al “tirabuzón de Porrina”.

Per localizzare la genesi dei Tangos, bisogna far riferimento alla Plaza Alta de Badajoz, dove originariamente fu concepito, e chiamato infatti Tangos de Badajoz, per poi diffondersi in tutta la parte meridionale dell’Estremadura. Così, il “sentir gitano” di Porrina de Badajoz, Juan Cantero, “La Marelu”, El Moro incontrò un nuovo veicolo per esprimersi. Normalmente si cantavano all’interno di feste e riunioni familiari, accompagnati da estribillos cantati in coro e quasi sempre ballati da qualcuno dei partecipanti.

Plaza Alta, Badajoz

I Tangos extremeños sono fortemente influenzati dal Jaleo; il Jaleo extremeño è infatti un altro palo tipico di questa regione, da cui il tangos riprende la tonalità e alcuni aspetti melodici, così come il forte legame con la musica folclorica. In Jaleos y Tangos – Vengo de mi Extremadura di Eulalia Pablo leggiamo: “Il Tango extremeño è riposato e cadenzato e segue, come gli altri Tangos, un compás binario. Presenta le stesse caratteristiche tonali del Jaleo e conserva la medesima cadenza tipica, sviluppandola con “estiramientos” e “subidas” anche più intense, e con una maggior ricchezza melismatica”.

La ritmica di questi Tangos è quindi ariosa, più riposata rispetto agli altri Tangos, possiamo quindi dire che sono una via di mezzo tra i Tientos, molto lenti, e i Tanguillos gaditanos, più briosi, e che ben si adatta al compás binario, ricordando molto, come detto, la cadenza del Jaleo. In alcuni tratti si effettuano giochi di melismi e ornamenti vocali detti gorgoreos, molto difficili da interpretare, alternati a semplici estribillos che si prestano ad essere cantati in coro.

Le letras dei Tangos extremeños affrontano generalmente temi amorosi creando un bel gioco tra terzine e quartine ottosillabiche, e un simpatico estribillo di curiosa vocalizzazione ma di scarsa poetica.

Si suonano “por medio” (LAM) e il loro inizio è fortemente caratteristico poiché passano dalla tonica alla superdominante (VI – FAM). Per distinguerli dal resto dei Tangos bisogna affidarsi all’intonazione del cantaor, che si mantiene nella superdominante (VI) all’inizio delle strofe. La strofa che lo distingue dal resto dei Tangos presenta la seguente armonia:

VI – II – (VII7) – III – VI – II – (VII7) – III – VI – II – III – I
Fa – Si – (Sol7) – Do – Fa – Si- (Sol7) – Do – Fa- Si – Do – La

All’inizio degli anni ’70 del secolo scorso, quando si registrò la serie “Rito y Geografía del Cante” diretta da José María Vázquez Gaztelu, si dedicò un capitolo della serie ai cantes de Extremadura. In questo capitolo si possono ascoltare i Tangos extremeños di Flora Saavedra presi come esempio e modello. Alla chitarra l’accompagna Juan Salazar (Porrina hijo):

Tangos extremeños (Si tuvieras tu verguenza) Plaza Alta La Flora
Si tuvieras tu vergüenza
como la tiene la gente
no pasaría por mi puerta
que mismo la acera de enfrente

Tangos extremenos, Estribillo (Sanson)
Sanson
sansan
sansan

Tangos extremeño (Si tuvieras tu verguenza) Plaza Alta La Flora
Tu que vienes querelando
porque viene de Madrid
si tu eres de Badajoz
y eso no te alega a ti

Tangos extremeños, Estribillo (Te lo digo cantando)
Yo te lo digo cantando
yo te lo digo bailando
Yo te lo digo cantando
la pena que estoy pasando

Tangos extremeños (Si tuvieras tu verguenza)Plaza Alta La Flora
Los hijos de la María
los hijos de la María
se los llevan al tardon
solo por una porfia

Temple

In questo contesto emerge la forte personalità di Porrina de Badajoz, che divulgó questi Tangos impregnandoli della sua “personalità cantaora”, difficile da imitare, creando un mosaico di stili e varianti e che adornava la salida dei Tangos Extremeños con il carattere personale tipico della sua arte. Ángel Álvarez Caballero ha scritto: “Le sementi che sparse generosamente Porrina fruttificarono non solo nella divulgazione della sua fama, ma anche nella conoscenza del cante extremeño fuori del proprio territorio naturale, visto che il cantaor si trasferì presto a Madrid”.

Temple

Tangos de Cádiz de Manuela la Gitana (De bronce de bronce) – versione extremeña nel primo tercio
De mare
del color de cera mare
tengo yo mis propias carnes
que me ha puesto tu querer
que no me conoce nadie

Tangos extremeños (Que bonita es la amapola)Plaza Alta 1
No te metas con la Adela
la Adela tiene un cuchillo
pa quien se meta con ella

Tangos extremeños (Que bonita es la amapola) Plaza Alta 1
Puñaíto de alfileres
se lo clave a tu novio
cuando lo llamo y no viene

Tango extremeño Estribillo – (La bimbombera)
Ay la bimbombera
flor en el campo
yo me voy con ella

Juan Cantero completó l’ “opera divulgatrice” di Porrina. Fu interprete dei Tangos Canasteros, dei gitani extremeños, che hanno la loro origine nel Jaleo, una variante molto diffusa nei tablaos di Madrid e Barcellona. Nel video che segue è accompagnato da Luis Habichuela e Porrina hijo:

Temple

Tangos Grande extremeños (Me quitan de que te hable) Plaza alta 12 – versione di Porrina
Que vayan los bonitos al coche
y los feos a la tartana
que vaya un refran que ha venío
que de la noche a la mañana

Tangos Grande extremeños (Me quitan de que te hable) Plaza Alta 12 – versione Juan Cantero
Es mi tierra Extremadura
Es mi tierra Extremadura
ay tierra de gitanos nobles
y del tango es la cuna
mira mira mira primo (remate del cuarto tercio)

Tangos extremeños (El agua se va pa lo rio) Plaza Alta 4
Gitana
Gitana te sueltas el pelo
Gitana te sueltas el pelo
ole, anda (forma di remate della seconda frase che sostituisce il juguetillo presente nella versione di Porrina)
y tu cabeza parece
un manto de terciopelo

Tangos extremeños (No te arrimes a los zarzales) Plaza Alta 6
Pensabas, tonta, pensabas
que por ti yo me moría
y era por entretenerte
hasta que la otra venía
lerelerelerelere (remate del cuarto tercio)

Tangos extremeños – Estribillo (Toma toma toma)
Ay toma toma toma
Arriba tu primo
Arriba tu primo
Ay toma toma toma
Arriba tu primo
Arriba tu primo

Altro maestro d’eccezione fu Ramón El Portugués. Entrambi portarono a Madrid queste tonalità di Tangos traslandoli nella capitale e portandoli nei tablaos.

Altri artisti che hanno registrato Tangos de Extremadura sono stati: Camarón, che coltivó questi modelli durante il suo primo periodo artistico, El Indio Gitano, La Kaíta, Remedios Amaya, Carmen Montoya, el Niño de la Ribera, la Marelu, Paco de Montilla e Gabriel Moreno.

Parleremo adesso invece dell’ influenza granaína. Quale sia il motivo di questa comunione sarebbe argomento da approfondirsi ma  non c’è dubbio  che il Tango extremeño e quello Granaíno si spartiscano letras, melodie,  cadenza ritmica e derivazione gitana. In ambedue i casi si tratta di canti che venivano eseguiti per lo più in coro, durante le riunioni familiari e le feste. Prendiamo alcuni  esempi riportati da Eulalia Lozano per capire. Esistono alcune letras di cui vi è una variante extremeña e una granaína:

De Badajoz han salío
tres gitanos pa’ Alemania
van en busca de trabajo
acompañaos del Lagaña

De Graná han salío
dos gitanos de Alemania
uno lleva la canasta
acompañao de la caña

Esistono letras riprese dalla Zambra Sacromontina come nel caso di questo girotondo che è stato ripreso dagli extremeñi e che è una letra piuttosto diffusa e cantata, dice:

Y si vienes herio
vete al hospital
que te curen las mares
de la Cariá

Abbiamo inoltre “El yeli” caratteristico della boda extremeña che i granaíni convertono in “Yali”.  In merito a ciò che abbiamo ascoltato sembra che i granaíni cantino spesso gli stlili del Tango extremeño mentre gli extremeñi sembrano utilizzarne le letras ma con il proprio stile. Non siamo comunque riusciti a reperire tracce de La Flora e El Madalena che pare invece cantassero anche stili granaíni

È da poco stato pubblicato un bellissimo libro titolato “Tangos y Jaleo Extremenos” di Juan Pedro Lopez Godoy “Perico de la Paula”. Abbiamo perciò affiancato il lavoro da noi redatto a quello proposto in questa edizione, ragion per cui ad ogni stile che di norma chiamiamo con il nome di una letra popolare cantata nello stile proposto, abbiamo aggiunto il numero con il quale questa edizione lo classifica. Poiché gli stili generici del Tangos Extremeños sono 13, e quindi piuttosto numerosi abbiamo reputato necessario l’inserimento di articoli separati. Gli stili personali saranno come sempre trattati in articoli distinti.  

Tangos Extremeños

Stili generici:

Stili personali:

Approfondimenti:

Fonti:

  • Flamencopolis
  • Los Palos del Flamenco
  • Horizonte Flamenco
  • Conocer el flamenco, Juan Vergillos
  • Ayer y hoy del ante flamenco, Manuel Ríos Ruiz
  • Tangos y Jaleos extremeños, Juan Pedro Godoy – Perico de la Paula 
  • Jaleo y Tangos Vengo de mi extremadura,  Eulalia Pablo Lozano

4 responses to “Tangos Extremeños

  • manuel iglesias Segura

    Cari amici. Juan Pedro López godoy e Perico de la Paula sono la stessa persona. Inoltre ne il tango extremeño ne nessun altro ha l´origine nel jaleo. E poi i tangos de Granada e los de Badajoz hanno legerissime somiglianze, pratticamente nulle. Scusate iol mioo italiano e complimenti per il vostro lavoro.

    • Las Tres Gracias

      Buon giorno Manuel, Anzitutto il tuo italiano è molto buono! Perdonami non ci era chiaro che fossero la stessa persona🙂 Provvederemo a correggere! Quello che scriviamo ad eccezione degli stili che sono frutto di un ascolto personale, sono informazioni prese su libri o nel web e di cui tentiamo di riportare le fonti. Sono comunque opinioni contestabili e discutibili, noi tentiamo solo di riportarle in maniera corretta in modo che ognuno possa farsi un opinione propria, senza nessuna presunzione. Grazie infinite per il tuo contributo.

  • PericodelaPaula

    La ringrazio molto per prendere il mio libro come riferimento per spiegare le canzoni del mio paese, sono molto grato, se avete bisogno di qualcosa non essere pigro a contattarmi.

    Lascio la mia e-mail
    pericodelapaula@hotmail.es

    Saluti e complimenti per la tua pagina.

    Juan Pedro Lopez Godoy “Perico de Paula”

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