Romances

“Il Romance è un esercizio di memoria popolare. Un popolo senza memoria è come ghiaccio nel Sahara. La memoria è verità, perché è nella memoria che sta tutto il nostro vissuto”

José Manuel Gamboa.

Cante: José de la Tomasa – Guitarra:  Pedro Peña

Il Romance, cante flamenco anche chiamato Corrido o Corrida, Carretilla Dedicura, ha avuto origine da una speciale intonazione in forma individuale dei Romances populares andaluces senza accompagnamento alcuno, ed è probabile che sia il più antico degli stili flamencos. Ha influenzato una serie di cantes primitivi come i Polos e le Cañas, Jaleos, Tonás e Martinetes, Villancicos, Soleares, Romeras, Alboreás, NanasPeteneras, Saetas, Bulerías.

Il Compás
Come cante a palo seco, senza accompagnamento della chitarra, il Romance si interpreta in maniera libera, senza una metrica definita. Quando si accompagna con la chitarra adotta solitamente il compás della Soleá ballabile  (a volte molto simile all’attuale Jaleo Extremeño) così come quello delle Bulerías. In casi più rari vengono accompagnati anche por Tangos.

Tonalità musicalità e chiave.
Il cante por Romance è stato accompagnato da diversi strumenti: bandurrias, mandolini… e in altri casi lasciato libero, senza accompagnamento musicale, specie nella tradizione dei gitani nomadi, alfareros e  venditori di bestiame dell’Andalucía e dell’Extremadura. Successivamente adattato al ritmo della Soleá dai maestri del cante degli inizi del secolo XX, la chitarra diviene strumento principale e nella maggior parte dei casi unico accompagnamento per questo cante. I Romances hanno per la maggior parte, una melodia particolare, una cadenza ben identificabile, con un primo verso ascendente che chiude con uno discendente. Mantiene sempre la “tensione” tipica dell’argomento, concludendo con cadenze discendenti il verso finale di ogni strofa. Ci sono Romances in modo maggiore e minore, però il Romance con chitarra si esegue, come le Bulerías por Soleá, in tonalità modale andalusa.

Il cante e la letra: struttura e caratteristiche
L’origine del Romance è da ricercare nel XV secolo in Castiglia, anche se successivamente sarà interpretato in tutta Europa. Altri componimenti prevedono una parte recitata in maniera libera in corrispondenza della ripetizione dell’andamento melodico. Il Romance, comunque sia, è sostanzialmente il racconto di una storia. Attualmente quando si interpreta un Romance e se ne specifica il titolo, si è soliti eseguire una serie di letras di metrica diversa che evocano stralci di racconti diversi e non necessariamente la storia completa. Non sarebbe questa comunque la sua natura. Le tonadas de romance, ossia le linee melodiche sopra le quali si intonano i Romances, variano in base alle diverse zone geografiche. È possibile che lo stesso Romance venga cantato seguendo diverse melodie. Gli Andalusi ne conservano un buon  repertorio e con la nascita dell’arte flamenco i Romances furono efficace supporto letterario alle prime versioni flamenco.

La varietà di stili canori e accompagnamenti che possono essere presenti nel Romance sono talmente numerosi che ci sembra giusto spiegare come abbiamo affrontato il lavoro stilistico e soprattutto per quale motivo abbiamo fatto certe scelte nel presentare e analizzare certi stili piuttosto che altri. Sebbene il Romance possa essere cantato nell’ambito del flamenco in molteplici modi ci sono senza dubbio dei punti di riferimento che emergono dalle tracce che abbiamo analizzato. I canti più antichi provengono dall’area gaditana, si tratta di Romances che vengono cantati-raccontati utilizzando un’unica modalità di cante che ha preso una precisa forma stilistica e che, sebbene modificatasi nel corso del tempo, non è mai scomparsa all’interno del Romance e ancora oggi ne rappresenta il punto di riferimento. La modalità-stile di cui stiamo parlando non è valiente, ha una tonalità medio alta, è cadenzata, monotona, ci racconta una storia e nello stesso tempo ci culla. Lo stile di riferimento è “Cuatrocientos”. Questo stile rappresenta il fulcro del cante por Romance, potremmo dire che è il Romance stesso. Un modo di cantare e raccontare storie. Questa usanza si accompagnava inizialmente a parti completamente recitate creando un alternanza tra la melodia del cante e il suono della voce che racconta. Questi Romances rappresentano il punto di partenza, non sono ancora un palo ben definito nel flamenco, sono solitamente privi di accompagnamento e hanno un’affinità enorme con il canto gregoriano e con le ninnananne tanto che venivano utilizzati frequentemente per questo scopo: addormentare i bambini. Per fare un esempio sia Chaqueton che El Flecha dicono che venivano cullati mentre la madre cantava loro il Romance di Bernanrdo El Carpio.

La frequente usanza di cantare Romances all’interno di Alboreá collega stilisticamente questo palo con un’accompagnamento por Bulería e por Bulería por Soleá. Si inseriscono quindi all’interno del Romance modalità differenti di cante  dove si alternano stili valientes, che presentano caratteristiche di virtuosismo canoro provenienti da stili tipici della Bulería, con stili non valientes, anche questi con la medesima provenienza. In relazione alla struttura del Romance si sostituiscono al racconto + cante, due modalità canore differenti che  si ripetono in maniera più o meno cadenzata all’intero dell’intera traccia. Ritroviamo quindi stili valientes come “Il picaro moro”, “Esta noche voy a ver” e “Salió Bernardo a cazar” e stili non valientes come “La verde oliva” che sono stili por Bulería non specifici del Romance, ma in questo comunemente cantati. Spesso allo stile valiente si alternano stili vari di Bulería, con o senza letras di Alboreá, allontanandosi da uno schema preciso da seguire nel racconto; del resto spesso queste tracce non presentano un unico Romance,  ma solo dei frammenti o più racconti insieme.

È grazie alle registrazioni di Mairena che il Romance assume una struttura definita, l’accompagnamento – eccetto per le due Gilianas e “Un ramito de locura” che vanno por Bulería e “Il Gloria” con accompagnamento por Soleá –  è por Bulería por Soleá che lui definisce come antigua Soleá bailable. Secondo quanto ci dicono Luis Soler Guevara e Ramon Soler Diaz sul libro dedicato a Los cantes de Antonio Mairena si tratterebbe di una melodia che comunemente veniva cantata dai gitani della bassa Andalusia durante i matrimoni gitani unita all’Alboreá. Il termine bailable pare abbia origine da quello che oggi noi chiamiamo Ballata, che indica una canzone narrativa dal tono popolare. Il termine “Ballade” nel settecento e nell’ottocento venne utilizzato, guarda caso, come sinonimo di Romance intendendo per quest’ultimo un genere letterario nato in Spagna tra il trecento e il quattrocento e che indica una canzone epica di origine popolare e di contenuto narrativo. Gli stili maireniani sono fondamentalemte due, uno con caratteristiche valientes “La puerta de Celinda” e uno di minor virtuosismo “Buenos dias tengais mora”. Il primo non è altro che una variante degli stili valientes usati por Bulería ma in questo contesto assume un’entità tipica che caratterizza il Romance; il secondo non è altro che una versione maireniana di “Cuatrocientos”, le caratteristiche stilistiche sono infatti identiche. Da considerare che, mentre gli stili con accompagnamento por Bulería sono tipici di questo palo, quelli por Bulería por Soleá non lo sono, rappresentano quindi dei reali stili del Romance.

Fra gli stili che raccontiamo in singoli articoli troveremo anche “Que desgraciaito” poiché è una variante di “El picaro moro” frequentemente utilizzato nel Romance, e i due stili del Chozas che, sebbene unici, presentano tutte le caratteristiche tipiche del Romance: può essere senza accompagnamento o andare por Bulería por Soleá e si ritrovano nuovamente due stili in alternanza, uno stile valiente e uno no che sono assimilabili a “La puerta de Celinda” e “Buenos dias tengais mora” e che prendono il nome di “Y sale Cilinda al balcon” e “Por el castillo de luna”.

Come si può comprendere dall’analisi delle tracce tutti gli stili da noi riportati non presentano accompagnamento o sono cantati al ritmo di Bulería o Bulería por Soleá. Sono rare, ma comunque presenti, le tracce dove gli stili analizzati seguono un un accompagnamento differente come è il caso di Calixto Sanchez por Tangos e Enrique Morente o Mairena por Soleá.

Abbiamo segnalato e nominato altri stili che non abbiamo analizzato nel dettaglio in quanto usati sporadicamente e senza uno stretto legame con il Romance, ovvero non presentano caratteristiche virtuose in alternanza con stili cadenzati più consoni al racconto, questi non saranno linkabili nell’elenco sottostante, e saranno a momento debito spostati nelle rispettive famiglie di appartenenza. Ovviamente le versioni solo narrate non sono riportate in elenco. Qui proponiamo gli stili canori riscontrati nei Romances:

  1. Romances – Bulerías romanceadas (A la verde oliva)
  2. Romances – Bulerías romanceadas (El picaro moro)
  3. Romances (Ya sabes Constanza)
  4. Romances/Bulerías romanceadas (Esta noche voy a ver)
  5. Romances (Por la puerta de Celinda)
  6. Romances (Cuatrocientos)
  7. Romances (Buenas dias tengais mora)
  8. Romances (Por el castillo de luna)
  9. Romances (Y sale Celinda al balcón)
  10. Romances (Salió Bernardo a cazar)
  11. Romances/Bulería (Qué desgraciaíto)
  12. Romances/Bulería de Lebrija (Entre mares y montañas)

Come detto precedentemente gli stili possibili in un cante por Romances sono numerosi, i Romances vengono in fatti cantati in stili diversi, e in palos diversi. La varietà poetica delle sue letras non ha limiti, tant’è che non a caso il Romance è considerato come uno dei più antichi filoni da cui trae origine il flamenco. La denominazione alternativa ai Romances flamencos, Corridos o Corridas, si relaziona con la continuità argomentale delle sue coplas – che vanno “rincorrendosi”, una dopo l’altra, in contrapposizione al resto dei cantes flamencos, eccetto qualche Martinetes, che sono strutturati con coplas indipendenti, che non seguono nessun filo narrativo e argomentale. È la strofa più comune nella lirica spagnola, poiché è la più semplice. Si tratta di una successione indefinita di rime assonanti nei versi pari, lasciando liberi i dispari. Riunisce un minimo di quattro versi, nel cui caso può quindi denominarsi copla. Il più frequente dei Romances è l’ottosillabico, anche se ce ne sono di “arte maggiore” chiamati Romances eroici.

Nella grandissima varietà delle tematiche dei Romances, si possono distinguere tre principali categorie:

1- Di tipo familiare. In ognuno di questi il conflitto familiare è messo a nudo e costituisce il “motore” del poema; quasi sempre racconta di un triangolo di forze all’interno di una stessa famiglia. Alcuni esempi “Delgadína“, “La Infanticida“, “La mala suegra” , “Blancaflor y Filomena“, “Casadita de lejanas tierras” o “Las tres cautivas“.

2 – Di tipo amoroso. Sono romances d’amore, come ad esempio: “El Conde Olinos“, “La boda estorbada/Conde Sol“, “Los mandamientos“, “La pobre Adela” o “El Desdichado”. In questo secondo gruppo starebbero anche i Romances di tipo picaresco, come “La molinera y el corregidor“, “La dama y el pastor“, “La doncella guerrera” o “El molinero y el cura” in cui il tema dell’onore ha priorità rispetto all’amore, come in “La serrana” o “Isabel ” e per concludere quei Romances che hanno relazione con crimini o tragedie commesse per amore, ad esempio:“El cura y su penitencia” o “Muerte de Santa Elena“. È curioso vedere come in molti casi l’amore e la morte siano unite in queste storie narrate, come nel caso del Romance “El Desdichado“.

3 – Di tipo sociale. Che hanno un carattere tradizionale, come “La loba parda“, “Don Gato” o quelle che appartengono a un piano soprannaturale come “Santa Catalina“, “Milagros de San Antonio“, “Jesucristo y el labrador” o “LaVirgen y el ciego“.

Storici:

Contemporanei e di varia natura:

Federigo Garcia Lorca:

Quintero, León y Quiroga:

Altri Romances:

Altri:

El Chozas registrò il Romance de Zaide.  José de los Reyes Santos “El Negro” sorprese gli studiosi con alcune versioni non solo di Bernardo, ma con altri testi che sono retaggio di Romances fronterizos con ricordi di diverse azioni di capitani spagnoli durante la conquista di Granada, e che erano di moda nei secoli XVI e XVII. Anche i gitani di Mairena del Alcor e Lebrija (Sevilla) hanno conservato resti di Romances antiguosAlonso el del Cepillo registrò il Romance de las flores eseguito anche da Agujetas el Viejo. Un altro Romance che è stato integrato al repertorio flamenco è quello di Blancaflor registrato da Alonso el del Cepillo e il Cojo Pavón. Fu Antonio Mairena che  nel 1958 registró il primo – ‘Romance de Bernardo el Carpio”, stavolta accompagnato da chitarra e adattandolo al compás delle Bulerías al golpe o Bulerías, reperibile nel disco Cantes de Antonio Mairena. Questa interpretazione dette nuova vita ai Romances e da allora sono molti gli artisti che lo interpretano. Mairena disse in merito:”Il Romance flamenco è di una purezza grandiosa, possiede aires di Soleá bailable, che ci riconduce al primitivo aire del Jaleos; è un cante conosciuto da pochi perché i gitani lo custodivano intimamente” e con il quale pare che, arrivati in Spagna, si guadagnassero la vita.

Fra i principali interpreti ricordiamo: El Planeta, El Fillo, Juan de Dios, María de las Nieves, La PerlaEl Tío Rivas, grande cantaor anche di Tonás, Moroncillo e il gitano Chiclanita. Con le registrazioni fatte senza accompagnamento musicale, nella vecchia usanza quindi,  sono state utili per decifrare l’importanza che questi ebbero nelle Tonás, nei Martinetes e nelle Alboreás. Ascoltandoli è possibile constatare che questi Romances presentano le stesse caratteristiche melodiche cadenziali e espressive. El Negro del Puerto fu anch’egli eccellente romancista come testimoniano le registrazioni del Romance de Gerineldo o quello della Monja e Bernardo El Carpio. Se di norma è possibile riscontrare la formula melodica di Tonás e Martinetes, ci sono eccezioni significative. Il  Romance de la Monja, interpretato da El Negro, che lo apprese in tenera età ascoltandolo da suo padre, gitano di Paterna de la Rivera, nel quale si apprezza chiaramente il giro melodico della Petenera anche se con finale diverso, e quello che canta El Chozas, la cui musica può essere antecendente il coinvolgimento della chitarra nel Corrido. Da un punto di vista letterario il cammino è più facile e ci sono resti di intere strofe di Romances presenti nella letra del flamenco. Estébanez Calderón, quando scrive a Gayangos scrive: «In questi canti si trovano a volte interi versi e quartine quasi integre di antichi Romances». La letra del Polo de Tóbalo registrata da Pepe de La Matrona, e che appartiene al Romance del Conde del Sol ne è un esempio: «Tú eres el diablo, Romera, / que me vienes a tentar. / No soy el diablo, Romera, / que soy tu mujer natural». Un altro esempio dell’adattamento dei Romances a stili successivi si trova nelle Gelianas de los Mellizo, che cantavano una strofa del romance fronterizo che inizia dicendo: «Moro Alcaide, moro Alcaide…»; e soprattutto nelle interpretazioni por Bulerías di El Gloria del Romance La Virgen y el ciego, diffuso in molte regioni spagnole, così come la versione anch’essa por Bulerías de El corregidor y la molinera, con la voce di Pericón de Cádiz. Senza dimenticare l’accorpamento del Romance alla Soleá por Bulerías, di cui fu eccellente interprete Chiclanita ed i membri della famiglia Chaqueta; un accorpamento che ha poi ottenuto la sua maggiore diffusione con Antonio Mairena.

Il baile por Romance.
Riportiamo qualche video allo scopo di illustrare il baile por Romance, che è una danza senza schema fisso, libera ma assolutamente legata al cante come nel caso della Bulería e viene quindi infatti spesso intervallato da letras di questa natura. Partiamo con Andrés Peña e Pilar Ogalla che interpretano in coppia questa danza.

Di seguito cerchiamo di schematizzare, a titolo esemplificativo, la struttura di questo baile: 
• Al min. 1:12 entra il baile al termine del cante
• Escobilla
• Dal min 2:02 letras/marcaje/llamadas
• Falseta
• Letras/marcaje/llamadas
• Estribillo/uscita del baile

Il secondo video proposto è piuttosto curioso perché vede due artisti piuttosto diversi eseguire insieme un Romance che assume un sapore particolare proprio per la diversità interpretativa dei due. Andrés Marín e Concha Vargas.

Un pò di storia…

Il romancero castellano si caratterizzava per la sua ricchezza e adattabilità alle particolarità di ogni zona del Reino de Castilla. I Romances popolari andalusi quindi, si esprimevano musicalmente facendo proprie le linee melodiche  che caratterizzavano i componimenti musicali tipici di questa regione e che a loro volta derivavano dalla fantasia compositiva dei popoli che vi abitavano. Secondo gli studiosi è dunque da qui che si è originato il Romance flamenco, che costituisce secondo un’opinione unanime l’origine del cante flamenco stesso e da cui sarebbero derivati i diversi stili che attualmente lo compongono. D’altra parte se José Blas Vega concorda con quanto riportato, un altro importante esperto, Angel Alvarez Caballero, nel suo Historia del cante flamenco attribuisce alla popolazione gitana arrivata in Spagna nel secolo XV il coinvolgimento dei Romances “di risonanza castellanas” (Gerineldo, Conde Olinos, Bernardo del Carpio, Durandarte, Conde Sol…) al loro repertorio e poi aggiunge: “Credo che l’agitanamiento del Romance castellano possa essere stato il contatto fra la musica popolare e il cante flamenco, definendo un percorso più logico e spiegabile che non promuovere l’idea di una totale rottura fra folclore e le terribili e profonde Tonás” poi prosegue: “Musicalmente il Romance gitano, dopo una prima tappa in cui è lecito integrarlo al gruppo delle Tonás, si avvicina all’Alboreá e alla Soleá“. Caballero Bonald li vede precessori delle Tonás, aggiungendo che proprio alcune letras di Tonás, Debla, Siguiriya  abbiamo delle riminiscenze di vecchi Romances. 

Non tutti i Romances trattano temi di guerra, ce n’erano anche di novelescos, ovvero novelle abbreviate. Questo fenomeno musicale così importante per l’origine del cante ha un posto di rilievo in maniera specifica negli anni settanta, nelle registrazioni discografiche di vecchi cantaores non professionisti, ed è stato ignorato dalla maggior parte degli studiosi in merito alle ipotesi sull’origine flamenca, come si spiega nel Diccionario Enciclopédico Ilustrado del Flamenco.

Come dice Menéndez Pidal, la totalità dei Romancero viejo tende ad essere dimenticato nella seconda metà del XVII secolo, per poi essere addirittura disprezzato durante il secolo XVIII, sparendo quasi completamente dalla letteratura ma continuando a proliferare nelle campagne, tra il popolo illetterato. È nel secolo dei Romances plebei che diventano di moda i pliegos sueltos, che motiverà la nascita di nuovi temi e nuovi argomenti fra il popolo “incolto”, e dove logicamente i gitani avranno un ruolo fondamentale con la loro interpretazione, insieme ad altre etnie minori ugualmente emarginate, tutti personaggi di vitale importanza per lo sviluppo del cante.

Ramón Menédez Pidal fu colui che individuò per il Romancero due grandi zone geografiche di appartenenza, ognuna con proprie caratteristiche. Il Romancero andaluz è il più innovativo e le sue versioni sono le più moderne e di maggior forza, disseminate su tutta la penisola. Però alla stesso modo c’è da dire che l’Andalucía non ha conservato resti di temi storici o epici antichi. L’eccezione si presenta nel piccolo nucleo gaditano che curiosamente ha nel suo ampio repertorio flamenco alcune versioni del Romancero epico. Fino a questo momento pare che sia fra i gitani del Puerto de Santa María (Cádiz) dove se ne conservano di più.

Il primo che si concentra sullo studio dei Romances andalusi, richiamando su questi l’attenzione e preoccupandosi di ricercarli, è lo scrittore Serafín Estébanez Calderón El Solitario, che da Málaga scrive a Pascual de Gayangos nel 1839: “Per non perdere tempo, sto raccogliendo alcuni Romances oralmente che si trovano nella memoria dei cantaores e jándalos (è conosciuto come jándalo la persona andalusa originaria di Cantabria che emigrava verso l’Andalusia ereditando la pronuncia propria di questa terra o adottando costumi e usanze andaluse), Romances che non si trovano in nessuna collezione pubblicata, né antica né moderna. Uno è il Romance de Gerineldos, un altro è quello del Ciego de la Peña, e mi hanno promesso di cantarmi e lasciarmene apprendere uno che si chiama de La princesa Celinda che sono probabilmente appartenuti al Romancero general”. Anni più tardi, nel 1847, quando El Solitario pubblica le sue Escenas andaluzas, nel capitolo Una fiesta en Triana scrive: “Si animava di volta in volta la festa con il cante di qualche Romances antico, conservato oralmente e non meno romantici di quelli più antichi, chiamati Corridas, senza dubbio in contrapposizione ai Polos, Tonadas e Tiranas, che si cantano in strofe distinte. A Sevilla, ebbi la fortuna di assistere ad una di queste feste” .  Assiste infatti al cante di El Planeta che canta il Romance del Conde Sol/Flores e scrive: “la musica con la quale si cantano questi Romances è di ricordo moresco, ed è in alcuni villaggi della Serrania di Ronda, o nella terra di Medina e Jerez che si conserva questa tradizione araba che va perdendosi poco a poco”. Il fatto che questi paesi abbiano nelle loro famiglie discendenza moresca spiega il perché siano riusciti a conservare questi temi. Planeta cantò: “que los amores primeros son muy malos de olvidar”,  versi che ritornano nei palos anche attuali del flamenco, o “Guerra guerra previenen entre España y Portugal”, versi oggi conosciuti come “Grandes guerra se publican“. Agli albori oltre al Planeta si citano fra i cantaor El Ciego de la Peña e Tio Rivas. Arcadio Larrea, Garcia Matos e Gil garcia affermano invece che i Romances di arabo non abbiano niente né nella sua musicalità  e meno che mai nelle tematiche che appartengono appunto alla storia di Spagna e Castilla. 

Un cante basico e fondamentale per gli altri stili. Nessuno ignora che i Romances sono stati la forma poetica più diffusa ed estesa. Però esiste un Romancero gitano latente nella tradizione gitana, che però è quello che è stato importante nella formazione e evoluzione degli stili dell’albero genealogico flamenco.  Il XV secolo è molto importante poiché in quell’epoca arrivano i gitani in Spagna  (1.425?) e il Romancero era in piena auge; Romancero che i calorrós assimilarono con perfezione, qualcosa di naturale in questo popolo che in principio fu accettata e mimata in Andalucía. La squisita qualità di “adattare e ricomporre” dei gitani gli servirà più avanti a, basandosi su canti esistenti folclorici o prefolclorici, trasformare i Romances (cantos populares) nell’attuale Romance flamenco. Qui sta la grandezza di questo popolo. Nessuno può negare che siano stati i gitani a farne versione flamenca. E anche se non è dimostrato che i primi cantaores menzionati nelle “Escenas andaluzas” (1847) – fossero gitani, sarà il cantaor gitano colui che darà forma flamenca ai Romances tradizionali, nelle sue diverse forme: epico, lirico, di frontiera; usanza diffusa nella letteratura spagnola e da sempre attribuita ai gitani. Neppure si può negare l’esistenza del Romancero andaluz con le stesse caratteristiche del Romancero español.

Gli scrittori flamencos ammettono che i “Corridos altro non sono che la versione gitana dei vecchi Romances medievali”, così ad esempio dice Luís Suarez Avila in “Festa del Cante de Los Puertos”. Un problema delicato può essere posto dalla musica. Non sappiamo con che tipo di musica i gitani accompagnassero i cantes. Si può affermare che siamo in una tappa pre-flamenca poiché il flamenco appare nel XVIII secolo e già in precedenza il popolo andaluso aveva appreso dai gitani questi cantesMiguel Cervantes de Saavedra (1547 -1616), afferma Pedro Camacho Galindo nel suo Los payos también cantan flamenco constata la presenza in Spagna di questo strano gruppo facente parte della vita quodidiana della penisola, a maggior ragione convivendo con questo pittoresco popolo nella regione andalusa. Cervantes riporta costumi, modi di vita e caratteristiche di questo popolo. E la bella Preciosa, personaggio centrale de La Gitanilla, una delle famose “Novelas Ejemplares” dell’immortale “Manco de Lepanto”. Quando Cervantes descrive Preciosa, ce la presenta così “… Preciosa arrivò ricca di Villancicos, di coplas, di Seguidillas e Zarabandas, e di altri versi, soprattutto di Romances, che cantava con speciale grazia”. E ancora: “…. Arrivò la più originale bailadora che vi fosse in tutto l’ambiente gitano, e la più bella e discreta che vi fosse fra tutte quelle che potevano essere famose, fra le più grandi”. Nella seconda pagina di La Gitanilla, Cervantes presenta Preciosa che canta Romances: “… Fra i suoni del tamburello, delle nacchere e parti di danza, uscirono suoni che meritavano che tutti i ragazzi corressero a guardarla; ma fu quando la sentirono cantare, poiché cantava mente danzava, che fu confermata la fama della Gitanilla; quando si arrivò davanti alla Iglesia de Santa María di fronte all’immagine di Santa Ana, dopo che tutti ebbero ballato, Preciosa prese i sonagli e cantò il seguente Romance:

Arbol preciosísimo,
que tardó en dar fruto
años que pudieron
cubrirle de luto.
Y hacer los deseos
del consorte puros,
contra su esperanza
no muy bien seguros”

In Pedro de Urdemalas, Cervantes propone un lungo Romance che, per la sua struttura di sei sillabe (Romancillo), ha la stessa struttura della Alboreá.

Bailan las gitanas,
míralas el rey;
la reina con celos
mándalas prender”.

Scrittori e musicologi nazionali e stranieri concordano sull’influenza del popolo gitano nel flamenco, pur ammettendo la derivazione dai canti religiosi bizantini o di quelli che entrarono in Spagna con l’invasione araba. Per Manuel de Falla, Joaquín Turina e Claude Debussy non v’è dubbio dell’influenza gitana in questi canti.
I gitani, quindi sono coloro che hanno forgiato i Romances, facendoli divenire flamencos.

Il Romance in Andalucía, ebbe una trasformazione musicale ad opera dei cantaores flamencos nell’adattarlo alla chitarra che pare fosse la stessa utilizzata nella provincia di Cádiz per l’Alboreá, ed in pratica una Soleá bailable. Praticato in privato, i gitani erano soliti interpretarlo in feste intime come ad esempio le nozze dove i Romances e le Alboreás erano gli stili predominanti. Per questo non deve risultarci strano aver incontrato in diverse Alboreás pezzi di Romances. Se andiamo all’articolo già pubblicato sotto la voce di Alboreá de Lebrija y Utrera troveremo uno di questi esempi, spulciando poi le altre sezioni a questa riferita ne potrete ascoltare altre.

Il Romance era anche interpretato attribuendogli funzione di ninna nanna. Il Romance nella sua forma flamenca passó inosservato ai flamencologi fino al 1960 poiché era un tema sconosciuto e poco trattato. In seguito al recupero dei Romances primitivi, José Blas Vega ha detto: “Questi Romances furono registrati nel 1971 in una delle spedizioni fatte nella provincia di Cádiz. Esattamente a El Puerto de Santa María, luogo di tradizione romancística. 17 le tracce raccolte e sette sono gli interpreti : El Cojo Pavón di Puerto Real; Agujeta El Viejo e El Chozas, di Jerez, e i portuensi El Negro, Dolores, Juana e Alonso del Cepillo. Tutti gitani e nessuno artista professionale. Le loro età oscillavano fra i sessantotto e gli ottant’anni. Li appresero per trasmissione orale in famiglia e sono soliti cantarli in scarsissime occasioni, ragion per cui fecero un grande sforzo per ricordare. E si tratta poi di frammenti e questa è la ragione per cui in un certo Romance si trovano frammenti di altri. Tutti riguardano la lirica tradizionale. E sfortunatamente nessuno di questi di narrativa gitana”. Tutti questi sono inclusi nella Magna antología del cante flamenco e rappresentano un importantissimo documento musicale per lo studio dell’evoluzione del cante flamenco. 

A Cadice inoltre si trova un Romance particolare che prende il nome di Giliana, Gariana, Jelianas, Gelianas, Gariana, o de Galiana, la bella figlia del Re moro Gatafre, emiro di Toledo, cantata nel Romance. Il riferimento più antico è quello trovato da Faustino Nuñez nella Cadice del 1847 che riferisce che il :” Jaleo de la Gariana sarà suonato e cantato dal giovane Guanter” nell’opera La Cigarrera de Cádiz. Ma di questo parleremo a tempo debito. 

Si parla inoltre di Romancero di Juan José Niño El Bengala, padre della bailaora Amparo Bengala e suocero di Pepe Habichuela; era nipote di Juan José Niño y Lopez, prodigioso romancista gitano che nel 1916 fu intevistato da Manuel Manrique de Lara, un documento portato su carta da Teresa Catarella: “El Romanero de Juan José Niño è eccezionale. In un solo narratore si riassume e riunisce tutto il romancero, dal viejo fino a quello moderno del XIX secolo. Si tratta di un Romancero che si differenzia da quello folclorico odierno; la musica infatti non corrisponde al folclore ed è un ceppo legato esclusivamente a Cádiz e Sevilla e cantato solo da alcuni individui di determinate famiglie. 

Suarez Avila, si dedicherà alla ricerca dei Romances non appena apprende che il Puerto de Santa Maria e i vicini villaggi ne esisteva un’ampia collezione, cantes già persi nel resto dell’Andalucia. E scrive: “Mi dicono che nella taverna del porto La Burra, El Caneco, El Negro, Chamarit e Moracillo si riunivano intimamente a cantare Corridos. Ognuno di loro doveva cantare 4 passi; chi sbagliava doveva pagare una bottiglia di vino per tutti i riuninti” José el Negro aggiunse :”Non so da dove arrivano…mio padre mandava via tutti eccetto me che ero il figlio maggiore e si metteva a cantare il Romance de la Monja nel patio…Posso recitare/cantare/raccontare di quando si è formato il mondo, di un Conde piuttosto che un altro, di quando vinsero i Mori e di quando vinsero i Cristiani…”

Ancora nel 1971 Luís Suárez Ávila pubblicò ‘Corridos, corridas o carrerillas, verdadero origen del cante flamenco’, che è un valido opuscolo che ripercorre il romancero gitano de El Puerto de Santa María. Dal 1971 al 1974 nella Festa del cante de Los Puertos, si riuscirono a recuperarequasi 165 cantes di varia natura che si credevano persi, c’erano i più grandi del cante flamenco. Enrique Morente è stato anch’egli eccellente romancista. 

Conclusioni:

1. I Romances flamencos hanno comunemente un carattere frammentario.
2. È frequente trovare fra di loro contaminazioni di composizioni diverse, che gli conferiscono una caratteristica disordinata e caotica.
3. La combinazione di vari Romances in molte composizioni flamencas di questo tipo si riflette nel cambio brusco di rima nel piano strutturale.
4. Metricamente, eccetto in alcuna occasione, sono ottosillabici, cosa abituale in questo tipo di composizioni.
5. Nella sintassi sono presenti inesattezze e ripetizioni superflue(«A mí me han dicho de que tú te casas»).
6. Nel  lessico risulta frequente la comparsa di gitanismi e la sostituzione di certi termini che appaiono in versioni più colloquiali (mujer al posto di esposa, ecc.)

La musica e i testi degli antichi Romances sono stati adattati dai gitani e trasmessi ai propri figli. La progressiva mancanza di “memoria”, ha prodotto un inevitabile fuga di versi e dettagli superflui e in qualche caso versioni frammentarie molto corte, creazioni successive che si appoggiano alla ricca poetica del Romancero, fissati per opera e gusto di nuclei flamencos di tutto rispetto e caratterizzando questo fenomeno. Le versioni da loro cantate, complete o spezzate, sono rimaste come modello degno di essere tenuto in conto e così, intoccabili, continuano ad essere interpretate da chi ancora può proporceli in età odierna.  

La parola agli studiosi:

Ramón Menéndez dice: “I Romances sono poemi epico lirici brevi che si cantano al suono di uno strumento, sia in danze corali, sia in riunioni tenute per divertimento o nel lavoro comune”. La parola “romance”nello uso volgare, era attribuita al parlare con il proprio vicino, e da qui passò ad essere una determinata composizione poetica. Tutto questo avvenne fra il XIII e il XV secolo” 

L’illustre novellista Fernán Caballero raccoglie nelle sue opere numerosi Romances popolari, e dice: “quando scende la sera, nel campo si sente in lontananza una buona voce cantare il Romance con maliconconica originalità, si crea un effetto straordinario che può essere paragonato solo a quello prodotto in Germania dai suoni della corneta de los postillones, quando vibrano malinconicamente, e si ripetono attraverso gli echi” 

Fernán Caballero dice: “La tonada del Romance è monotona e non si può dire che la messa in musica soddisfacesse né dilettanti né filarmonici. Ma la sua bellezza, per non dire il suo incanto, consiste nella modulazione della voce che lo canta; sarà il modo in cui almeno note si concludono, il suo salire e scendere soave fino a lasciarlo morire. Il Romance, composto da poche note, è difficilissimo da cantare e  poiché è un canto peculiare del popolo, è davvero raro sentirlo cantare alla perfezione”

Don Juan Valora si sente catturato dai Romances andaluces e scrive: “Il commendatore Mendoza, Juanita La Larga, Mariquita e Antonio si sono occupati di questi.” Vi è un capitolo intitolato «un corrido», dove osserva che “la gente del campo canta anche con la chitarra, in luoghi appartati dell’Andalucía, antichi Romances; però i Romances e la musica si stanno perdendo come l’usanza di cantarli. E già alla fine del 1800 era molto difficile sentirne per bocca di qualcuno”. Stessa cosa di cui si lamenta nel 1899 Menéndez Pelayo.

Washington Irving (1829), disse: “Sono Tonadas crude, delicate, di scarsa inflessione. Le cantano ad alta voce con cadenza larga e pronunciata”.

Antonio Mairena e Ricardo Molina: “…Conservati come qualcosa di sacro dai gitani di Cadice e Sevilla. I quattro o sei Romances che conosciamo si accompagnano a compás di Soleá e sono sevillani.  Quelli di Cádiz, Jerez e Los Puertos sono come gocce d’acqua…nessuno poi li coltiva. La vecchia gitana addormenta i bambini con questi cantes e un  estraneo che passeggia per strada lo canticchia non sapendo assolutamente ciò che canta”.

Agustín Gómez, scrisse “…[Antonio Mairena] ci ha dato in cinque o sei dei suoi dischi il Romance, un romance mairenista…. pretendendo con questo di continuare la tradizione gitana il cui momento culminante diventa storia in ‘Un baile en Triana’ descritto da Estébanez Calderón. Lo scrittore descrive l’ambiente e ci trasporta in una situazione di carattere festivo delle Bulerías por soleá, o Soleá bailable, come dice Mairena e descritto al contrario da Estébanez Calderón sottolineando il carattere tristissimo di queste riunioni. Dopo aver “accettato” il Romance mairenista, ne scopriamo alcuni vecchi presso il Puerto de Santa María, José de los Reyes el Negro, Dolores y Alonso, los del Cepillo, che proteggono come reliquie vecchi Romances castellanos, con lgli stessi temi di ‘Bernardo del Carpio’, di‘Gerineldos’, ecc. e con la stessa espressione flamenca descritta da Estébanez Calderón. El del Cepillo e el Negro pubblicarono più tardi i loro Romances in dischi e nel suo Cantes de Cádiz y los Puertos Mairena incluse gli elementi melodici dei Romances primitivos tramandati da questi vecchi cantaor, però poichè il Romance mairenista era già stato definito tale  e il suo autore non potette slacciarsi da questo, la registrazione non figura come Romance, ma come Tonás.

Per chi volesse approfondire:

Fonti web e Bibliografia:


2 responses to “Romances

  • valentina

    Ho utilizzato alcuni vostri articoli per la mia tesi… è possibile sapere chi si cela sotto lo pseudonimo “Las tres gracias”? Perchè non so se è possibile utilizzarlo come tale in bibliografia… grazie

    • Las Tres Gracias

      Ciao Valentina.
      Ti ringrazio per la fiducia🙂 Noi siamo Katia Di Leo, Chiara Castellani, Claudia Badalini e Paola Amedei. A giorni comunque sarà presente un “Redazione” con Info in merito. Carissimi saluti. Katia

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