Romeras

“Desde Ronda, la torera a las salinas de Cádiz cante como la Romera en toda España no lo hay”

http://www.facebook.com/video/video.php?v=1323732504342

Cante: María Vargas – Guitarra: Manolo Sanlucar

(Letra, Primo stile di Romera)
“Las coplas por alegrías
se visten de primavera
y el ángel de Andalucía
se alegra con las romeras”

(Juguetillo)
“Vaya salero
que no se compra
con los dineros”

(Letra, Primo stile di Romera)
“Desde Ronda, la torera
a las salinas de Cádiz
cante como la romera
en toda España no lo hay”

(Juguetillo)
“Que la romera
tiene la gracia
de España entera”

(Aire de Romera)
“Porque tú has sido
el cuchillo en mis manos
que me has herido
que el quererse en vano
es tiempo perdido”

(Juguetillo)
“Ay, no quiero
y anda pa’ lante
con tu dinero”

 La Romera è uno stile di Cantiña che segue un proprio andamento melodico. Esistono due teorie circa l’origine etimologica del termine: la prima si basa sul fatto che sia uno stile che deriva dai canti delle romerías, ovvero quei canti che vengono eseguiti durante i pellegrinaggi dei fedeli spagnoli. Questi canti vennero adattati al compás di Alegrías fino a diventare vere e proprie Cantiñas. La seconda teoria invece vede Romero el Tito artefice principale di questo stile, che prende il nome dal suo inventore: da Romero, Romera appunto.

Il Compás
Il compás delle Romeras è quello proprio delle Cantiñas,  eseguito a ritmo sostenuto e marcando insistentemente gli accenti.

Tonalità e chiave
La tonalità della chitarra è abitualmente e indistintamente Mi maggiore o La maggiore.

Il cante e la letra: struttura e caratteristiche
Il cante por Romeras è caratterizzato da una ritmica piuttosto veloce e si esegue generalmente su una copla di quattro versi ottosillabici, quasi sempre con rima assonante fra le pari. In altri casi si utilizzano strofe di Seguidilla, anch’essa composta da quattro versi, dove però il primo e il terzo sono composti da sette sillabe (eptasillabi), e il secondo e il quarto da cinque (pentasillabi). Un altro elemento caratteristico è l’utilizzo del  Ayeo, solitamente eseguito per scaldare la voce ma che a volte diventa un vero e proprio verso di apertura

Di seguito riportiamo schematicamente quelle che sono le principali componenti di un cante por Romera, ricordando che perstile”  si intende la linea melodica che segue la letra stessa. Quindi due letras possono essere cantate nello stesso stile ma presentare un testo diverso. Per agevolare la comprensione di quanto verrà esposto, riportiamo come esempio una Romera cantata da El Chocolate:

Ayeo (minuto 0.20 – 0.36)
Come detto la Romera utilizza un tipico “Ayeo” come verso di apertura, che segue una linea melodica più o meno definita, con una prima parte ascendente seguita da una discendente più ornamentata dove si è soliti realizzare ampie fioriture vocali.

Primo stile di Romera (minuto 0.43 – 1.13)
“Romera de mi romera
no me cantes más cantares
como te coja en el hierro
no te salva ni tu madre”

Questa è una delle letras più comuni cantate por Romera, ma non è esclusiva di questo palo visto che ne esistono anche alcune interpretazioni por Mirabrás.
Una delle caratteristiche di questo stile di letra è il melisma che si realizza sull’ultima vocale del primo verso.

Secondo stile di  Romera (minuto 1.22 – 2.15)
“Se han enredao
tu cabello y el mío
se han enredao
como la zarzamora
por los vallaos”

Questo secondo stile, anche chiamato Aire de Romera o Macho de Romera, possiede una leggera modulazione verso il modale che è distintiva di questa Cantiña. Un cante simile si esegue nel Mirabrás. Caratterizzato da una marcata “potenza vocale”, può anche essere utilizzato per terminare una qualsiasi Cantiña generica, dove il finale necessita di un “innalzamento” di tono, senza che sia stato cantato il primo stile.

Juguetillo (minuto 1.22 – 2.15)
“Ay que tío que tío
a la medianoche no lo he conocío

Ogni letra di Romera può essere seguita da un juguetillo generico di Cantiña. In altri casi invece, non viene eseguito un juguetillo qualsiasi, bensì uno dove si riprende solitamente nel testo un verso o una parola della letra cantata precedentemente. In questo caso parliamo di Juguetillo de Romera.

Possiamo ascoltare come esempio la seconda letra nel video di apertura, cantata da María Vargas dal minuto 1:46, seguita dal relativo juguetillo:

Primo stile di Romera:
Desde Ronda, la torera
a las salinas de Cádiz
cante como la romera
en toda España no lo hay”

Juguetillo de Romera:
“Que la romera

tiene la gracia
de España entera”

Sempre nella registrazione di El Chocolate possiamo notare un altro degli aspetti tipici del cante por Romera: le interruzioni che trattengono la letra inaspettatamente, molte volte a metà di una parola, producendo un effetto sorprendente e spiritoso che permette di allargare il floreo vocale antecedente l’improvviso corte della copla (“tu ca//bello y el mío”).

A quanto esposto, e più comune, vi sono varianti che riporteremo in due articoli distinti che trattano Romera di Vicente Escudero e Romera Antigua.

Teniamo a specificare che a volte, anche se un brano è classificato come Romeras, può contenere letras di altri stili di Cantiñas. Possiamo dire che solitamente quando un cante contiene una letra di primo stile di Romera, viene chiamato Romeras, anche se le altre letras sono di Cantiña generica. Lo stesso discorso non vale per l’Aire de Romera, letra che può essere inserita per concludere una Cantiña o una Alegría senza che queste “diventino” Romeras.
Come esempio possiamo ascoltare “De qué te sirve el saber“, di Carmen Linares, in cui la letra di Romera viene cantata dal minuto 1:39:

Il baile por Romera
In quanto Cantiña, anche la Romera è un cante concepito originariamente para el baile che, caratterizzato da un forte dinamismo, trasmette energia e vitalità. Viene ballata sia dagli uomini che dalle donne, che spesso ricorrono, come per tutte le Cantiñas, all’utilizzo del Mantón e della Bata de cola.
Pur non seguendo una struttura fissa, possiamo elencare alcuni elementi che solitamente vengono proposti in una coreografia di Romera.  Come esempi riportiamo due video di baile, uno al maschile e uno al femminile.

 
Baile: Ricardo Manzano el VenetoCante: José Soto y Toni Maya – Guitarra: Entre y Manchi


Baile: Rosa DuránCante: Canalejas de Jerez – Guitarra: Perico del Lunar

In entrambi i casi l’ingresso del baile avviene durante la prima letra, che nel primo caso è una letra di Romera (primo stile) mentre nel secondo è una letra di Cantiña generica. Non dimentichiamoci infatti che la Romera, essendo una Cantiña, può essere “contaminata” da altri stili e specie in una coreografia di baile, sono molto frequenti i passaggi da un genere di Cantiña all’altro.
In generale possiamo notare che il cante di Romera, caratterizzato come detto da un ritmo sostenuto e da improvvise interruzioni, permette al bailaor di eseguire marcajes energici e ricchi di desplantes e di remates.

Un altro elemento che accomuna le due coreografie è la presenza del silencio,  tipico del baile por Alegrías,  in cui la chitarra esegue una melodia in tono minore, dal ritmo lento e pacato, e il bailaor la segue in maniera silenziosa con paseíllos e marcajes. Nei video abbiamo notato che proprio durante il silencio i bailaores ricorrono all’utilizzo dei pitos (lo schioccare delle dita) per tenere il tempo, cosa non comune nelle coreografie di Alegrías. Non abbiamo la certezza che questo elemento sia tipico delle Romeras, visto lo scarso numero di registrazioni di baile esistenti, ma ci è sembrato interessante sottolinearlo, così come il frequente utilizzo delle palmas per accentuare l’andamento sostenuto del ritmo da parte della bailaora e del bailaor.

Nei video si può inoltre notare che un largo spazio è lasciato alle escobillas, dove i bailaores eseguono il loro “solo”. Il ritmo sale di velocità e il zapateado è il vero protagonista di questo momento.

Al termine delle coreografie il ritmo aumenta sensibilmente e si passa al compás di Bulería, e termina con un estribillo che il cantaor esegue con la stessa tonalità dell’Aire de Romera.

Teniamo a ribadire che, non esistendo una struttura fissa, le coreografie e il cante por el baile potrebbero presentare, da un’esibizione all’altra, sostanziali differenze rispetto a quelle sopra esposte. 

Un po’ di storia…
La sua denominazione sembra provenire dalla ripetizione del nome Romera, nelle sue letras più popolari. Simile perciò in questo al Mirabrás. Un’altra linea di pensiero attribuisce il nome alla personalità di un’enigmatica cantaora chiamata La Romera che sarebbe la creatrice del cante. Donna di vita avventurosa e fine tragica, come si legge nella letra di questa antica copla di Siguirya:

Ven acá mi arma,
mar arma tuviste:
como a Romera,
tendida en el suelo
la muerte le diste.

D’altra parte Fernando Quiñones cita le opinioni di Donn Pohren e Andrade da Silva favorevoli ad accreditare le Romeras a Romero el Tito. La Romera è una melodia con alcune caratteristiche singolari e molte altre Cantiñas si muovono nell’ambito di questa melodia madre. Secondo Rafael Pareja, Romero el Tito la cantava al bailaor Raspao, già incontrato nel 1869 ballando a Cádiz por alegre con il cante di El Quiqui.
Altri autori dicono che la Romera è una Cantiña de Romería; una canzone di quelle eseguite durante le Romerías dette “a lo gaditano”. José Manuel Gamboa sostiene che alcune delle coplas cantate si trovano dissemitate in Spagna nei repertori romeros.
Una delle letras che nominano la Romera, è raccolta nell’opera “El pensamiento político en el cante flamenco” di José Luis Ortiz Nuevo:

Por Dios te pío Romera
que a la puerta no te asomes
que va mucha diferencia
en ser tu rica y yo probe

L’origine cronologico di questo stile di Cantiña si colloca a metà del XIX secolo e crebbe probabilmente al caldo dei cafés cantantes tanto fiorenti in quell’epoca, e in cui distaccarono appunto Romero el Tito e Miguel Macaca verso la fine del XIX secolo. Successivamente la Romera smise di far parte del repertorio dei cantaores dell’epoca. Fu al momento della pubblicazione dell’opera discografica “Antología del Cante Flamenco” che si riesuma questo stile attraverso la voce di Antonio El Chaqueta, che incide la celebre letraDebajo de los laureles” in passato interpretata da Macaca :

“Debajo de los laureles
tiene mi niña la cama
cuando se quea dormía
sale el sol y le da en la cara”

“Arrevolcarme
en un capote
que huele a carne.”

In seguito altri artisti la inclusero nel loro repertorio, come Antonio Mairena, María Vargas, El Chocolate, Chano Lobato, Tio José el Granaino , Vicente Escudero, El Sordera, la Perla de Cádiz, El Lebrijano o Camarón, ognuno apportando la sua matrice personale.

La parola agli studiosi
José Manuel Gamboa, Una historia del flamenco: “Il cante por Romeras sembra provenire dalle canzoni popolari della Romería. Dal 1954 conosciamo la versione di Antonio el Chaqueta inclusa nella Antología (Hispavox). Da allora si pratica la musica da lui proposta, anche se ne esistono altre assimilabili a questo cante lasciateci da Vicente Escudero o Pericón,  e recentemente radunate nella traccia “Palma y corona” nel disco “Un ramito de locura”, di Carmen Linares”. 

Manuel Ríos Ruiz, Introducción al cante flamenco:Questi stili così simili fra loro (parlando delle Cantiñas, n.d.r.) – principalmente per le sue melodie – sono semplicemente cantes de fiestas e intrattenimento che col passare degli anni e la professionalità degli interpreti ha ottenuto grandezza e profilo definito”.

Fernando Quiñones, De Cádiz y sus cantes: “Si può notare, nelle vecchie letras de Romera, riguardo la loro indubbia affiliazione gaditana, la mancanza di allusioni a tematiche marittime o a paesaggi e luoghi identificabili con quelli della baia dove nacquero”.

 Per ulteriori approfondimenti:

Bibliografia e Fonti Web:
Flamencopolis
Historia del flamenco
Diccionario Enciclopédico Ilustrado del Flamenco
Ricardo Molina y Antonio Mairena, Mundo y Formas del Cante Flamenco.
Fernando Quiñones, De Cádiz y sus cantes.
Manuel Ríos Ruiz, Introducción al Cante Flamenco.
Ángel Álvarez Caballero, Historia del Cante Flamenco.
José Luis Ortiz Nuevo, Il pensamiento politico en el Cante Flamenco.
José Manuel Gamboa, Una Historia del Flamenco.


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