Cantiñas

“Las Cantiñas son capaz de hacer rusucitar un muerto y hacerlo tomar los palillos para bailar y levantar el ánimo de profundo estado de tristeza…”
Demófilo, 1881

Classificazione.
In base alla classificazione dei cantes redatta da José Blas Vega ( “Magna Antología del Cante Flamenco” – Hispavox) nella famiglia delle Cantiñas, oltre alle Cantiñas propriamente dette, troviamo:

  • Alegrías
  • Caracoles
  • Mirabrás
  • Romeras
  • Cantiña de las Mirris
  • Cantiña de La Rosa
  • Cantiña de La Contrabandista
  • Cantiña de Romero el Tito
  • Cantiña del Pinini
  • Cantiña de Córdoba

Las Cantiñas, originarie della terra di Cadice e facenti parte della famiglia dei “cantes de atrás” (ovvero cantes por el baile)  rappresentano una delle forme più ricche, allegre e vivaci del cante flamenco e costituiscono un complesso mondo di stili differenti accomunati da una stessa struttura musicale ma caratterizzati da una diversa tonalità attraverso la quale si accompagna ogni cante.
Esse formano un complesso sistema di stili flamenchi formato da Alegrías, Romeras, Mirabrás, Caracoles, e tante altre Cantiñas che si conoscono per il nome del loro autore, per alcuni elementi a cui fanno riferimento le letras (quindi per la tematica), oppure per la loro zona di origine (fermo restando che le Cantiñas sono gaditane; infatti ne esistono altre di diversa provenienza che sono per certo meno numerose e che comunque sono influenzate dall'”aire gaditano”). Si può ben capire quindi come il repertorio delle Cantiñas sia estremamente variegato, sia nella musica che nelle letras.
Proprio per questa complessità abbiamo deciso, in via eccezionale, di apportare una piccola modifica alla classificazione redatta da José Blas Vega (speriamo voglia perdonarci :-)) che può aiutarci nell’esposizione dei contenuti della nostra ricerca. Classificheremo così las Cantiñas:

Abbiamo trovato anche:

  • Cantiña Caracoleña , si intende quella solitamente proposta daManolo Caracól, è possibile un riscontro in Letras por Alegríasn° 206.
  • Cantiña Paquera, si intende quella solitamente proposta dallaPaquera de Jerez, è possibile un riscontro in Letras por Alegríasn° 208 e 209.

La localizzazione.

La bahía de Cadiz

Tutti gli stili di Cantiñas sono conosciuti come los Cantes de Cádiz, perché, come detto, proprio in questa provincia hanno avuto origine. Cadice… ma anche El Puerto de Santa María, Puerto Real, Rota e San Fernando, e soprattutto Sanlúcar de Barrameda, patria di prestigiosi creatori di Cantiñas (fuorché la Cantiña de Cordoba  e quella del Pinini, che era di Utrera, ma che comunque si ispirano fortemente all’ “aire gaditano”). Le Cantiñas costituiscono il frutto dello spirito di questo popolo: festoso, vivace, colorato.
È comunemente accettato che las Cantiñas propriamente dette sono originarie dei territori della bahía, mentre las Alegrías nascono soprattutto in Cadice città. In effetti nelle letras di Alegrías ci sono innumerevoli riferimenti al capoluogo. Comunque non è possibile delimitare in maniera categorica las Alegrías ad un luogo concreto visto che il flamenco è un’espressione artistica elaborata da singoli individui, e l’ispirazione creativa non conosce frontiere. Per questo un non-gaditano può essere ugualmente artefice o accreditato interprete di cantes por Alegrías. Basti pensare alla sivigliana Pastora Pavón Cruz meglio conosciuta con il soprannome ‘La Niña de los Peines’, geniale esecutrice di “aires gaditanos” e massima esponente di una prestigiosa epoca del cante flamenco, così come il jerezano Antonio Chacón che consolidò importanti stili di Cantiñas come Mirabrás Caracoles.
Sanlúcar de Barrameda è un porto importante della provincia gaditana, passaggio obbligato delle navi che percorrevano la rotta Cádiz-Sevilla attraverso il fiume Guadalquivir, e il suo contributo nella forgiatura di alcuni stili flamenchi è degno di essere preso in considerazione. Di Sanlúcar furono le famiglie de Los Bochoque, tra loro María La Mica, alla quale si attribuisce la creazione della popolare Cantiña chiamata de Las Mirris. Sempre di Sanlúcar è il cantaor Tío José El Granaíno, fondamentale inventore di Cantiñas e importantissima figura del cante flamenco della seconda metà del XIX secolo; e di Sanlúcar è Ramón Medrano, che ci ha tramandato numerosi cantes tra cui una versione de La Rosa, enigmatico stile imparentato con las Romeras dal quale, secondo l’opinione di molti studiosi, derivano significativi stili di Cantiñas.
El Puerto de Santa María è uno dei principali centri del flamenco, molti furono gli interpreti nati in questa città. Capitale della Seguiriya, El Puerto è anche patria di importanti interpreti di Cantiñas.

La Isla de San Fernando è un altro dei luoghi più flamenchi de La Bahía gaditana, nella Isla nacquero i fratelli Perico Piña ‘El Viejo de la Isla’ e María Piña ‘María Borrico’, cantaores che rivoluzionarono il cante por seguiriyas. La sua vicinanza con Cádiz favorisce un costante scambio di sonorità tra le due città. Proprio la Isla de San Fernando fu la città di nascita di uno dei più grandi cantaores di tutti i tempi, José Monje Cruz ‘Camarón’, superbo por Cantiñas.

Mira que bonitos son
Estos cantes de cantiña,
Se cantan en Cai y los puertos
Y en la Isla de León.

Y en la Isla de León
Porque del puente Zuazo
No paso Napoleón.

Tierra de más alegría
En España no la hay,
Que en ese rincón de Cai
Donde nace Andalucía.

Mira qué bonitos van
Los barquitos de la Isla
Pal estrecho de Gibraltar.

Y relució un lucero
En la bahía de Cádiz,
Y eran tus ojitos negros
Que me decían te quiero.

Los ojitos de tu cara
Si yo tuviera la suerte
Que solo a mí me miraran.

Anche Rota è una delle città de la Bahía che hanno contribuito ad ingrandire il repertorio dei cantes gaditanos.
Puerto Real nacque El Fillo, uno dei principali cantaores della storia del flamenco. Por Soleá e Seguiriyas El Fillo segnò un’epoca. Visse negli anni di “gestazione” del flamenco e i suoi cantes, di sapore arcaico, sottolineano l’importanza della Bahía nella forgiatura dei principali stili del flamenco. È stato anche ambiente propizio per la pratica delle Cantiñas.

La denominazione.
Il termine “Cantiñas” deriva dal verbo andaluso cantiñear, ovvero giocare, scherzare, improvvisare con la voce (Molina-Mairena). In tal senso questi atteggiamenti sono visti come  elementi che riflettono il carattere festoso del sentire gaditano e che rappresentano un prototipo del cante festero del XIX secolo. Las Cantiñas più antiche infatti possono essere considerate come quello che las Bulerías sono state nel XX secolo, ovvero vere e proprie improvvisazioni con caratteristiche peculiari imposte dal cantaor di turno. Dice J.G. Lavernia in El Libro del cante Flamenco: “Si cantiñea abbandonandosi all’ispirazione del momento senza attenersi a nessun canone o forma definita. Las cantiñas devono quindi considerarsi improvvisazioni felici, molte delle quali sono andate perse e altre che sono arrivate fino a noi”.
Circa la loro apparizione nel mondo flamenco non si hanno notizie certe. Sembra che al principio si chiamassero con altri nomi: Jaleos, Juguetillos, Cante por fiestas, etc.

Il Compás.
Il compás delle Cantiñas, come quello della Soleá, è in 12 tempi, ma l’andamento è molto più veloce di quest’ultimo, conferendo al palo un carattere più dinamico e brioso (la velocità è una via di mezzo tra la Soleá e la Bulería). Di seguito riportiamo l’andamento ritmico con gli accenti:
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12
Di regola le palmas vengono replicate, con lievi contratiempos, però marcando sempre gli accenti.
Di seguito un video di esempio:

La tonalità.
Le Cantiñas si cantano in tonalità maggiore (la chitarra solitamente accompagna in Do Maggiore). Fanno eccezione alcuni casi sporadici come los Caracoles e la Cantiña de Cordoba  dove si passa in tonalità modale o minore. La tonalità maggiore è una caratteristica che le Cantiñas ereditano dalla Jota, una rappresentazione scenica che si canta e si balla con l’accompagnamento delle castañuelas e che costituisce  una vera e propria danza folcloristica tradizionale tipica di molte regioni spagnole. È proprio nell’armonia di accompagnamento e nella melodia che si apprezza meglio l’influenza della Jota, che si basa principalmente nella alternanza di tonica e dominante, caratteristica principale anche delle Cantiñas (es. se la tonica è Do, la dominante è Sol; se la tonica è Mi, la dominante è Si). Quando questa alternanza è regolare parliamo di Alegrías, quando invece si includono passaggi alla subdominante o ad altri gradi della tonalità allora parliamo di Cantiñas.

Struttura del cante.
Parlando di Cantiña ci si riferisce genericamente ad un intero brano composto da letras con diversa melodia e struttura. All’interno di questo brano si possono trovare letras di Alegrías o di Cantiñas appartenenti a differenti stili, che come abbiamo già detto prendono il nome in base al tema trattato dalle coplas o in base all’interprete che ha fatto conoscere la copla stessa. Fosforito diceva che  “Las Cantiñas di Mairena sono una mescolanza caotica di Alegrías, Caracoles, Romeras e Mirabrás”.  “Beh… questo sono esattamente las Cantiñas” replicò Mairena.
Molti brani infatti possono essere considerati una sorta di “potpourrí cantiñero”. Come esempio ascoltiamo  “Toma este puñal dorao”, una sorta di “mosaico” di cantiñas classiche rivisitate in chiave moderna:


Cante: Carmen Linares – Guitarra: Vicente Amigo

(Cantiña de la Mejorana)
Toma este puñal dorao

y ponte tú en las cuatro esquinas
y dáme tú de puñalas
y no me digas que me olvidas
y no me lo digas jamás

Que con el aire que tú llevas
que cuando vas a navegar
que hasta el farol de la cola
que me lo vas a apagar

(Cantiña de la Papera)
Cambiaste todo el oro por plata

la plata se volvió oscura
cambiaste todo el oro por plata
que cambiaste una noche muy clara
por una noche sin luna

Que disparate
que yo te quiera
como de antes

(Cantiña de Rosario la del Colorao)
Mira lo que andan hablando

sin comerlo ni beberlo
to lo andan criticando

Dime tú que tienes
dime que te pasa
carita de rosa
dime tú que tienes
dime que te pasa
que estás tan llorosa

Pase por lo que tú quieras pase
yo he rapasaíto mis libros
cuenta me tiene el dejarte

Que a mí me ha enseñao a querer
yo maldigo a la persona
que me ha enseñao a querer
yo tenía mi sentío
y ahora me encuentro sin él

Dime tú que tienes…

Le letras.
Las Cantiñas, come succede per altri stili “festeri” come los Tangos e las Bulerías, ammettono un buon numero di forme strofiche con una predominanza della copla di quattro versi ottosillabici. Un esempio:

Yo le di un duro al barquero
por pasar el Ebro a verte,
los amores de Navarra
son caros pero son buenos.

C’è da dire comunque che la gamma è molto estesa e non ci sono sistemi chiusi.
Anche los Juguetillos, che sono quelle brevi strofe inserite al termine delle letras che servono da complemento e da rafforzamento della letra stessa,  presentano una gamma molto estesa di varianti, ammettendo una maggiore varietà di strofe. Di seguito riportiamo alcuni esempi (tra parentesi riportiamo il numero di versi che compongono ogni strofa e il numero di sillabe che compongono ogni verso. 5-5-5-5 ad esempio vuol dire che la strofa è composta da quattro versi pentasillabici):

 7-5-7-5
Cuando se entra en Cai
por la Bahía
se entra en el paraíso
de la alegría

5-7-5-7
Por el perejil
fue mi niña a la plaza
por el perejil
me ha traío calabaza

5-5-5-5
Eres bonita
bonita eres
la más bonitas
de las mujeres

8-8-8
Que me lo tienes que dar
y que el tacón de la bota
que para taconear

5-5-5
Que disparate
que yo te quiera
igual que ante

6-6-6-6
Que ole ole ole
vivan los toreros
y la cuadrillita
de banderilleros

8-8-8-8
Cuando te vengas conmigo
adonde te voy a llevar
a darte una vueltecita
por la Muralla Real

A proposito di “cantiña” e “juguetillo” riportiamo due brevi estratti a firma di Fernando Quiñones dalla sua opera De Cádiz y sus cantes:
Gli antichi Juguetillos, e le successive Cantiñas, ammesso che non fossero già la stessa cosa, erano storicamente tanto legati fra loro che oggi è  praticamente impossibile distinguere la quantità di elementi che da uno si trasferirono all’altro e viceversa. Di “Juguetillo” e “Cantiñas” si parla in termini simili, come di cantes che si accompagnano. Con questi era possibile creare gradevoli giochi e fantasie musicali, letterarie e ritmiche. Tutto poteva “meterse por cantiñas”, come successivamente successe con la buleria. Juguetillo e Cantiñas diventano insieme, e per sempre, un tutt’uno omogeno, inseparabile e imprescindibile, come il latte e il caffè nello stesso bicchiere.
“Sembra che gli Juguetillos abbiano preceduto le Cantiñas, ed erano come la mercanzia degli ambulanti, o come un libro di Ramón Gómez de la Serna: una vasta miscellanea di graziose sciocchezze, compresi scherzi, battute e canti di venditori che venivano offerti all’inventiva e allo spirito dei cantaores.”

Un po’ di storia.
Las Cantiñas nascono a Cadice all’inizio del XIX secolo attraverso un processo di cristallizzazione di una serie di elementi che fino a quel momento si ritrovavano dispersi in altri generi:

  • Jaleos
  • Jota de Cádiz derivante da quella aragonese… durante la Guerra de Indipendencia – 1808/1814 – infatti, numerosi aragonesi scesero a Cadice e si unirono ai gaditani per sconfiggere l’esercito napoleonico. Da qui l’influenza musicale della Jota aragonese, che a Cadice si “afflamencò” per opera sembra di Enrique Butrón.
  • Juguetillos
  • Canti popolari
  • Inni politici
  • Pregones (i tipici richiami dei venditori ambulanti)
  • Fandango de Cádiz

Parlando di antecedenti musicali, las Cantiñas sono imparentate con le coplas di Jaleo che, durante il secolo XIX, si svilupparono e si diffusero in maniera capillare per tutto il territorio andaluso. Proprio dal Jaleo le Cantiñas ereditano gli elementi ritmici e metrici, che sono poi gli stessi dei generi derivati dalla Soleá . Le Cantiñas quindi non sono altro che Jotas e altre composizioni in tono maggiore (si veda il paragrafo “La tonalità“) messe nel compás del Jaleo (e quindi della Soleá), afflamencando la melodia cantabile.
Una delle coplas di jaleos più antiche dalla quale derivò un famoso Juguetillo sembra essere quella dell’Arandito (chiamata così probabilmente per la presenza della parola “Arandito” nella strofa) che, con l’accompagnamento della chitarra, si cantò a Cadice probabilmente con questa letra:

Arandito, arando
rosas y lirios
vas derramando

Si tratta di uno degli Juguetillos più famosi del repertorio flamenco. Da decenni si canta la letra:

Cuando va andando
rosas y lirios
va derramando

Questo parallelismo dimostra la stretta parentela tra Jaleos e Cantiñas.

Sarà dal 1860 in poi che cominciano a comparire le prime versioni di Cantiñas. Nel 1866 sembra che Tío José El Granaíno  (Hidalgo) si esibì in un “cante alegre” durante uno spettacolo nel Teatro de Moratín a Córdoba, come cante por el baile.

Tre anni più tardi, il 17 di giugno del 1869, fa la sua comparsa a Cadice Teodoro Guerrero ‘El Quiqui’, storico cantaor gaditano, cantando anche lui “por alegre”, accompagnato dal maestro José Patiño, chitarrista di Silverio Franconetti e “pioniere” della chitarra flamenca. Ballavano Vicente El Colorado e el Raspador, riconosciuto bailaor del tempo. 

Negli anni che vanno dal 1864 (il ritorno da Montevideo di Silverio Franconetti) al 1881 (anno di pubblicazione dei “Cantes Flamencos” di Demófilo), il cante por Cantiña acquisì una solida struttura musicale e il baile una definita coreografia così da venire presentato nei cafés cantantes di tutta la Spagna. Specialmente las Alegrías diventarono elemento obbligatorio nel repertorio di ogni bailaor/bailaoras.

Tra i maggiori interpreti ricordiamo nel baile La Mejorana, Gabriela Ortega, La Jeroma, La Macarrona e nel cante, oltre ai già citati,  Macaca, Paco El Sevillano, El Quiqui, Juanaca, El Tiznao, Gloria de Jerez

Antonio Chacón, che conosceva molto bene questi cantes, li arricchì di nuovi dettagli musicali e di nuovi giri melodici, dando loro una propria forza che potesse renderli cantes da ascolto, e non necessariamente destinati esclusivamente al baile. Furono arrangiate, ricreate e modificate con tanto sentimento che quando le ascoltarono i vecchi aficionados commentarono: “Se Romero el Tito potesse sentirle morirebbe un’altra volta!”. Chacón iniziò a cantarle a partire dal 1912, al suo arrivo a Madrid.
Attualmente las Cantiñas compaiono nel repertorio di molti artisti. Tra i tanti: Chano Lobato, Mariana Cornejo, Carmen Linares, José Menese, Rosario la Tremendita, Laura Vidal

Conclusioni.
Riassumendo, las Cantiñas sono accomunate dai seguenti elementi:

  • la provenienza dalla città di Cadice e zone limitrofe (con le eccezioni che abbiamo detto)
  • il Compás (ereditato dal Jaleo)
  • la tonalità in maggiore (ereditato dalla Jota)
  • l’essere un cante concepito por el baile.

Le caratteristiche peculiari di ogni stile di Cantiña verranno descritte man mano che dedicheremo la nostra ricerca alle diverse varianti che popolano il variegato panorama cantiñero.

Per ulteriori approfondimenti:

Bibliografia:

  • José Blas Vega, Magna Antología del Cante Flamenco – Hispavox 
  • José Manuel Gamboa, Discolibro didáctico Cante por Cante
  • Fernando Quiñones, De Cádiz y sus cantes
  • Ricardo Molina/Antonio Mairena, Mundos y formas del cante flamenco
  • Joaquín García Lavernia, El libro del cante flamenco
  • Domingo Manfredi Cano, Geografía del cante jondo

Fonti Web:

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