Malagueña del Niño del Huerto (A la mare mía)

malaguenasPoche e discutibili le notizie di questo cantaor. Secondo Jorge Martin Salazar e Blas Vega sarebbe nato a Fuengirola (Málaga) alla fine del 1800. Juan de la Loma afferma invece che si chiamasse Antonio Gonzalez Marfil e che fosse nato a Málaga nel barrio della Pelusa e in seguito trasferitosi tra Almería e Melilla dove sarebbe morto nel 1943 a più di ottanta anni.
L’attribuzione dello stile in questione al Niño del Huerto spetta a Manuel Yerga Lancharro nell’articolo pubblicato dalla rivista Candil n°104 – Anno XIX (Marzo-Aprile 1996) “Enderezando entuertos” – dove riporta la sua conversazione con Vallejo e la lettera a lui indirizzata da Juan de la Loma. Vallejo afferma che “Ay, la mare mía è del Niño del Huerto, mio amico e maestro”. Juan de la Loma scrive: “...Quando imparai la sua Malagueña correva l’anno 1927, lui aveva già problemi alla gola. Mi disse che la Malagueña era sua e me lo assicurò anche Rafael Pareja”.
Come riporta Jorge Martin Salazar nel suo libro Las malagueñas y los cantes de su entorno della stessa opinione era inizialmente anche Blas Vega per la Magna antologia del cante flamenco sebbene successivamente definisce questo stile come “un cante poco definido”.
Altro sostenitore del Niño del Huerto è Luis Soler de Guevara che afferma che le quattro tracce cantate da Vallejo con la specifica di Malagueña del Mellizo sono in realtà del Niño del Huerto; non sembrerebbe della stessa opinione Juan Vergillos che ha curato il libretto Obra completa Manuel Vallejo 1923/1950 in 13 Vol. Pepe Navarro attribuisce invece questo stile a Diego el Marruro, tesi, che a quanto pare, non è considerata possibile.
Lo stile presenta una letra di 5 versi che si articola in 6 frasi, dove il primo verso si presenta “quebrado” e corrisponde all’ultima parte della seconda frase. Ogni due versi ritroviamo un Ayeo per un numero totale di tre. Da tutto ciò si comprende perché si discute ancora sull’attribuzione di questo stile che sembrerebbe effettivamente essere una variante del Mellizo interpretata in chiave melanconica e non solenne, con un primo verso modificato di intonazione e più affine, come ha affermato anche Ramon Soler Diaz, agli stili levantini.

Malagueña del Niño del Huerto (A la mare mía)
Una pena lenta y mala
se había llevaíto a la mare mía
hasta la cama temblaba
en vez de lo que me decía
lo consejo que me daba

Ripetizione dei versi:

a la mare mia
Una pena lenta y mala
Ayeo
se había llevaíto a la mare mía
hasta la cama temblaba
Ayeo
en vez de lo que me decía
lo consejo que me daba
Ayeo

Manuel Vallejo registra questo stile per la prima volta nel 1923 e successivamente nel 1925 e nel 1935 sempre titolata come Malagueña del Mellizo, mentre nel 1929 viene riportata come personale. Nella sua interpretazione lo stile appare estremamente cadenzato con i tre Ayeos che si ripetono sempre uguali. Le interpretazioni successive rispettano questi canoni tanto da pensare che tutti abbiano preso come riferimento Vallejo. Di particolare interesse la traccia di Valderrama e Niño de Alcalá. In tutte le tracce lo stile è cantato in solitario eccetto quella di Diego Clavél dove è rematato con la Malagueña del Personita.

 

Manuel Vallejo, Sevilla 1891; tratto da Manuel Vallejo Obra completa Vol. 01 – A la mare mía – 1925 – Malagueñas – Popular – Chitarra: Niño Perez

Temple

Malagueña del Niño del Huerto (A la mare mía)
A la mare mía
Una pena lenta y mala
Ayeo
se ha llevaíto a la mare mía
hasta la cama temblaba
Ayeo
en ello que me decía
lo consejo que me daba
Ayeo

 

Manuel Vallejo, Sevilla 1891; tratto da Manuel Vallejo Obra completa Vol. 13  – No te hagas ilusiones – 1935 – Malagueñas – E. Mezquita – Guitarra: Manolo el de Huelva

Temple

Malagueña del Niño del Huerto (A la mare mía)
A la vera mía
No te hagas la ilusión
Ayeo
de volver a la vera mía
porque me hicistes traición
Ayeo
tanto como te quería
de mi no aguardes el perdón
Ayeo

Juan de la Loma, Mijas (Málaga) 1913; tratto da Magna antologia del cante Vol. 7 – No esperes perdón – 1965 – Malagueña de el Niño de el Huerto – Guitarra: Paco de Lucia

Temple

Malagueña del Niño del Huerto (A la mare mía)
A la vera mía
No te hagas la ilusión
Ayeo
de vivir a la vera mía
porque me hicistes traición
Ayeo
tanto como te quería
de mi no aguardes el perdón
Ayeo

 

Niño de Alcalá, Alcalá de Guadaíra (Sevilla) 1910; internet –  1929 – Malagueña del Niño del Huerto – Guitarra: Niño Ricardo

https://www.ivoox.com/2664758

Temple

Malagueña del Niño del Huerto (A la mare mía)
A la mare mía
Una pena lenta y mala
Ayeo
se ha llevaíto a la mare mía
hasta la cama temblaba
Ayeo
en ello que me decía
lo consejo que me daba
Ayeo

 

Diego Clavél, La Puebla de Cazalla (Sevilla) 1946; tratto da La malagueña a traves de los tiempos Vol. 01 – A la mare mía –  1992 – Malagueña del Niño del Huerto y del Personita – Diego Andrade – Guitarra: Manolo Franco

Malagueña del Niño del Huerto (A la mare mía)
A la mare mía
Una pena amarga y negra
Ayeo
se iba a llevar a la mare mía
cuando me miró a la cara
Ayeo
se le acabó la agonía
porque mi mare a mi me adoraba
Ayeo

Malagueña del Personita (Ni el viento me respondía)
Aunque lejos de mi estes
en otro brazos soñando
tu alma estara pensando
en quien te enseño a querer
y no podras remediarlo

Per approfondire:

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