Malagueña doble del Mellizo (Dime donde va a llegar)

malaguenasNella classificazione delle Malagueñas lo stile o meglio i due stili (doble e chica) del Mellizo rappresentano un raggruppamento a parte che, sviluppatosi in parallelo con la Malagueña Vieja e quella di Transición permetterà il successivo instaurarsi della Malagueña nueva (Chacón e Fosforito el Viejo) che altro non è se non la fusione di questi due filoni separati: Cadice (Pepe Marchena la chiama infatti Malagueña gaditana) e Málaga.
Ma se quest’ultima si ispira al Fandango abandolao, rallentandolo e scorporandolo dal compás, quella del Mellizo si presenta come una creazione che, pur ispirandosi alla monotonia dei canti liturgici gregoriani e alla cantilena dei Romances, riesce con la sua malinconica grandiosità musicale a superarli fino a diventare un cante maestoso e pungente che tocca temi di amore e morte in un impeto di solennità; di monotono e cantilenante non rimane più niente, persino quei 3 ayeos, virtuosi e non, prendono una loro identità assumendo un significato sempre diverso, sempre attuale ed universale.
Se siano stati più i canti liturgici o i Romances o chissà quale altra “musa” a porre le prime pietre di questa creazione avrebbe forse poca importanza. Poiché comunque sia flamencologi che musicologi hanno speso molte parole in merito, sembra giusto segnalare alcune cose.
La tesi classica dice che la provenienza spetta ai canti liturgici: Angel Alvarez Caballero nella sua opera Historia del Cante Flamenco riporta un commento del padre di Manolo Caracol: “…cuando acababa su trabajo en el matadero…le daba por meterse con su papelon de pescao en la Iglesia de Santa Maria pa escuchar los cantes del cura…luego salia a la calle con su pescao, tarareando la musica que habia oio, metiendole el su forma flamenca…”. Questa è una visione romantica della creazione della Malagueña del Mellizo che a tratti descrive la sua personalità sensibile, semplice e malinconica che lo portava a ritirarsi in solitudine per cantare alle onde del mare o ai ricoverati dell’ospedale psichiatrico dei Cappuccini.
Ma la tesi dei canti liturgici è suggerita anche dal contesto nel quale viveva: gitano e di conseguenza profondamente legato al culto, viveva in un barrio che di chiese e di canti liturgici era intriso: da una parte la chiesa di Santa Cruz (antica cattedrale della città) e dall’altra le chiese della Merced e di Santa Maria; come è stato giustamente detto non era lui che doveva andare in chiesa per ispirarsi ma era il cante legato al culto che, per forza di cose, lo avvolgeva.
Sicuramente sostenitori di questa tesi sono quei cantaores che hanno omaggiato il Mellizo facendo riferimento alla sua musa liturgica o con parole o con l’accompagnamento strumentale a questa Malagueña. Tra questi ricordiamo David Palomar con una letra scritta di suo pugno (“Santo Domingo”- 2008):

Santa Maria Iglesia de Santo Domingo
del regreso del mataero
alli nació lo que marco la historia
ay pa Cai, pa el flamenco
malagueña de El Mellizo

Chaquetón che, oltre alla letra canta accompagnato dall’organo di Paco Gomez (“En el altar” 1998):

El Mellizo se ponía
a oir misa en el altar
cuando el órgano sonaba
él se ponía a pensar
su malagueña creaba

José Mercé con la chitarra di Moraíto e l’organo di Angel Horta (“Bajo un jazmin de verano” 2002) e Rafael Jimenez Falo accompagnato da uno splendido canto gregoriano condotto da Antonio Fouro Moron (“A Enrique El Mellizo” 1996).

La tesi che vede come musa i Romances è riportata da Blas Vega nella sua conversazione con Aurelio Selles in cui egli afferma che tale creazione si ispirasse alla melodia del Romance di Bernardo el Carpio. Come vedremo successivamente nella descrizione dello stile l’alternanza di parole e ayeos possono avvicinarla in un certo senso alla struttura di questo Romance che nelle registrazioni più antiche si presenta con un’alternanza di parti recitate e cantate in una cantilena a volte ipnotica.
Se ascoltiamo la traccia di Israel Paz el MoniEl molino” possiamo constatare che vi è una certa monotonia che ricorda proprio questi canti, soprattutto se la paragoniamo alle tracce di Antonio MairenaDe nuovo a quererte” e Manuel de Paula che, pur cantando la stessa letra, la interpretano con una maggiore solennità.

Cosa ci sia di vero in tutto quello che abbiamo appena detto non possiamo saperlo ma possiamo comunque basarci sull’ascolto e sicuramente le due tesi possono essere ambedue valide sebbene, come ci suggerisce Faustino Nuñez:“Yo nunca me he creído la historia del gregoriano. Todo está en el gregoriano, aunque la salida de esa malagueña nos recuerde más que otros pasajes al canto llano de la liturgia católica. Pero eso de que se inspiró ahí no lo veo la verdad. Aunque no seré yo quien quite la ilusión a quien le inspire ese hecho para cantar de forma solemne ese bellísimo cante.” Ma come ci dice il figlio del Mellizo, Antonio Jimenez, un conto è ispirarsi e un altro è copiare.

La Malagueña grande, larga o doble del Mellizo è giunta a noi grazie alle incisioni di illustri cantaores tra i quali spicca tra tutti Pericón de Cádiz. Di questo stile ritroviamo numerose versioni tanto che Francisco Vallecillo dice che potremmo considerare questa Malagueña come una forma indipendente di cante chiamata “mellicera”. A ribadire tale concetto Luis Caballero: “por muchos cientos de veces que oyera cantar la malagueña del ilustre gaditano Enrique El Mellizo, jamas la oia de la misma manera”.
Nella descrizione dello stile faremo riferimento ad una delle interpretazioni di Pericón, le varianti a questa descrizione sono, come detto in precedenza, numerosissime pertanto non entreremo nel dettaglio se non in rari casi.
Due sono fondamentalmente le caratteristiche di questo stile:
1- La letra di 5 versi si articola in 6 frasi dove la prima rappresenta un anticipo della seconda o della terza, questo primo verso corto è spesso formato da una sola parola (non in questo caso) e si presenta più o meno allungato crescendo di tonalità. È proprio questo inizio che ricorda in maniera preponderante i canti religiosi ed in maniera particolare il Prefacio de la misa; se ascoltiamo Pericón de Cádiz nella traccia dove canta tale Prefacio e successivamente la Malagueña del Mellizo (“Por lo mucho que te quiero” con Felix de Utrera y Juan Muñoz el Tomate) si comprende bene come il “Perdon” e il “que te quiero” abbiano una partenza comune sebbene in quest’ultimo si introduca una solennità superiore che caratterizzerà da questo momento tutto lo stile.
2- Ogni due frasi ritroviamo un Ayeo per un numero totale di tre. A differenza della Caña e del Polo non si presentano minimamente ripetitivi, crescono e scendono di tonalità secondo il gusto del cantaor, a volte brevi, a volte lunghi sembrano quasi un lamento che si unisce al raccoglimento della preghiera.
Questi tre Ayeos rappresentano uno dei punti più difficili nell’interpretare questa Malagueña, ciò non è dovuto al virtuosismo, che in realtà non è richiesto, ma all’impatto emotivo-interpretativo, questi Ayeos seguono delle parole, dei concetti, dei pensieri, ne intensificano il significato, lo innalzano, lo rendono universale. Come li cantasse il Mellizo non lo sappiamo, racconta però Diego el Pijin che non erano particolarmente allungati come vengono per la maggior parte cantati oggi.
Sappiamo invece che ad un certo punto non riusciva o non voleva più cantarli e li ha ridotti, accorciati, abbozzati, alcuni perfino eliminati e ha dato vita a un’altro stile chiamato Malagueña Chica.

Malagueña doble del Mellizo “Dime donde va a llegar”
Este querer tuyo y mio
dime donde va a llegar;
tu tratas de aborrecerme,
yo ca vez te quiero más.
¡Que Dios me mande a mi la muerte!

Ripetizione dei versi: 

donde va a llegar
Este querer tuyo y mio
ayeo
dime donde va a llegar;
tu tratas de aborrecerme,
ayeo
yo ca vez te quiero más.
¡Que Dios me mande a mi la muerte!
ayeo

Esistono tracce che per la struttura degli Ayeos si presentano ibride tra doble e chica, a tale proposito si consiglia l’ascolto di Chano Lobato in “A mi me han dicho que la venganza” oppure “A quien contarle” magistralmente accompagnata dalla chitarra di Pedro Sierra; in ambedue le registrazioni gli Ayeos sono solo due e non particolarmente lunghi e il numero di versi supera i classici 6. Interessante a questo proposito anche la traccia del nipote del Mellizo El Chico Mellizo.

Guida all’ascolto:
1) Tracce antiche:
Niño de la Isla, traccia datata 1910, era amico e discepolo del Mellizo e si suppone pertanto che lo abbia potuto ascoltare in prima persona. La sua interpretazione è lievemente al di fuori dei canoni classici (si ascolti soprattutto la parte iniziale) e può quindi far pensare ad uno stile personale ispirato alla Malagueña doble del Mellizo, tesi che sostiene Pepe Navarro nel suo Muestrario de Malagueñeros y Malagueñas. In coda riportiamo la traccia di Manuel Avila che, con una letra utilizzata da Aurelio Selles per la Malagueña Chica, ci dice che canta lo stile del Niño de la Isla, all’ascolto si tratta chiaramente della malagueña doble del Mellizo.
L’interpretazione del Sernita de Jerez, fedele a quella che oggi riconosciamo come Malagueña doble del Mellizo, rimane a nostro avviso una delle tracce tra le più belle, considerando sia le versioni antiche che quelle moderne. Anticipata da una Granaína “strappalacrime”, la Malagueña irrompe come un grido disperato di sofferenza, la perdita della madre accettata con rassegnazione di fronte alla fede (letra analoga a quella di Cayetano Muriel nella sua Malagueña chica del Mellizo) un tema ricorrente tra le letras di questo palo e interpretato come canto di addio e facilmente inseribile nel contesto dei canti di chiesa che si accompagnano ai funerali.
Nella traccia del Pena Hijo l’accompagnamento iniziale della chitarra rimanda al Fandango abandolao, mentre l’interpretazione non solenne e meno virtuosa risente degli stili di Malagueñas tipici del periodo di transizione. Chi ha realmente saputo trasmettere tutte le caratteristiche tipiche di questa Malagueña coi suoi sentimenti, solennità, grandiosità e che ancora oggi molti tentano di imitare e riprodurre è stato il grande Pericón de Cádiz, allievo dell’allievo del Mellizo, Aurelio Selles, rimane a tutt’oggi insuperabile per la sua interpretazione di questo stile di Malagueña. La letra da lui utilizzata nella prima traccia che riportiamo è quella che ha dato per noi il nome allo stile. Quasi 20 anni prima il Niño de la Huerta registra questa stessa letra con una interpretazione più melanconica e romantica, più affine alla Malagueña di transizione.
La seconda traccia di Pericón “A mi Dios me encomende” rappresenta, a nostro modesto parere, la sua interpretazione più significativa; la solennità del primo verso che inizia fievole e cresce successivamente ci riportano con evidente chiarezza ai canti di chiesa, una preghiera nella sofferenza dell’amore.

Inserimento dello stile all’interno della traccia:
La Malagueña doble del Mellizo è uno stile valiente e come tale si presta bene ad essere cantato in solitario o come remate. Nella discografia analizzata l’accoppiamento più frequente e probabilmente anche il più consono, è come remate di una Granaína. Così cantava la Malagueña chica del Mellizo Aurelio e forse anche lo stesso Enrique. La Granaína preceduta dagli stili del Mellizo viene esaltata all’ennesima potenza, come se la Malagueña le permettesse di sbocciare come un fiore, ed emanare tutto il suo profumo. Non mancano comunque casi in cui la doble del Mellizo viene unita ad altri stili di Malagueñas come Chacón, la Trini, il Canario e Manuel Torre.
Sebbene non frequentemente può essere rematata da uno o più stili di Abandolao. Tale unione è discutibile a nostro parere poiché nessuno dei due stili rafforza l’altro, ma comprensibile perché è usanza rematare la Malagueña in genere con un Fandango abandolao. Peccato che essendo questo stile sia una creazione personale e non un derivato dal fandango come riscontriamo nella malagueña vieja, di transizione e nueva, di conseguenza, mentre in tutti questi casi l’ abandolao ha la funzione di remate e cambio che ravvivano e rafforzano lo stile di malagueña che li precede, con il Mellizo questo non si verifica, anzi, l’abandolao quasi si affloscia di fronte alla solennità di questo stile.
Un ole a Bernarda e Fernanda de Utrera che riescono a cantarci questo stile por Bulerías. Bernarda “Callejuela de un pueblo perdido”, Reina della Bulería, con il suo gioioso compás canta in chiusura la Malagueña del Mellizo aggiungendo alla letra classica un’omaggio al palmero-jaleador pacense: Eugenio.

Particolarmente interessanti: 

Tra gli interpreti ancora non nominati sono da sottolineare la traccia di Manolo Vargas Eran las dos de la noche e con la stessa letra Porrina de Badajoz Vino mi hermano a llamarne e la Niña de la Puebla Serian las dos de la noche. Pepe el Culata Ay de la muerte, Canela de San Roque con Curro de Jerez, Naranjito de Triana Este querer que te tengo, Antonio Agujetas accompagnato da Rafael Trenas e Miguel Ochando, di notevole impatto emotivo.
Per le tracce anticipate dalla Granaína poniamo soprattutto l’attenzione su: Ricardo Fernandez del Moral Me hizo de prometer in un unico genio cante e chitarra, Curro Lucena A llamarme magistralmente accompagnato da Manolo Franco, José Anillo Gracias, Chocolate Porque le faltaba el riego con la chitarra di Antonio Carrión, Terremoto de Jerez Rosa yo no te cogí con la chitarra di Manuel Morao. Commovente la traccia dei rispettivi figli Terremoto Hijo e Moraíto El limonar con la stessa letra di Malagueña ma senza Granaína e rematata con uno stile di Chacón, El Zambo Pensando en ti, El Torta Flor de fragrancia con letras di suo pugno…che poeta!
Per le tracce accompagnate con altri stili di Malagueña segnaliamo: Antonio Mejias Por la asuencia de su amor che ci canta con un elevato virtuosismo lo stile grande del Canario accompagnato dalla chitarra di Pedro Sierra e remata con la doble del Mellizo con il piano di Daniel Matas.
Per le tracce che presentano uno stile di Abandolao consigliamo l’ascolto di Beni de Cádiz A la muerte si Dios me diera e Antonio Campos Juanillo el Loco.

Doveroso dire qualcosa circa l’interpretazione di Pepe Marchena considerato il numero di tracce riguardanti questo stile. Per chiunque conosca nel dettaglio questo cantaor che rappresenta uno degli esponenti più importanti dell’Opera Flamenca, non appare strano che il suo modo di cantare questa Malagueña sia totalmente al di fuori dei canoni tanto che si potrebbe parlare di uno stile personale chiaramente ispirato a Enrique el Mellizo. Come dice Ramón Rodó Sélles nel suo libro Pepe Marchena El arte de transgredir creando: “…Marchena consiguio cautivar con su cante flamenco a todo tipo de auditorios, con una puesta en escena mucho mas sofisticada, con una voz privilegiada, con una libertad creativa irrespetuosa con los canones dogmaticos imperantes en los palos flamencos y llevando en volandas a esa, su personal forma de entender el flamenco…”.
La sua doble del Mellizo, quasi sempre cantata in solitario, non si presenta maestosa e solenne, non ci ricorda i canti liturgici e neanche il Romance, è dotata invece di un romanticismo tutto personale, tipico di questo cantaor che cantando trasgredisce modificando personalmente e a suo gusto uno stile per crearne un’altro.

Niño de la Isla, nato a San Fernando (Cádiz) nel 1877 – (Scaricata in rete) 1910 – Malagueña larga del Mellizo – Guitarra: Ramón Montoya

Temple

Malagueña doble del Mellizo (Dime donde va a llegar)
yo no lo quiero
yo no lo quiero
Gastas bromas con todo el mundo
ayeo
sabiéndolo que yo no lo quiero
la sangre la tengo podrida
ayeo
y el corazón lo tengo negro
vas a acabar con mi vida
ayeo

Manuel Avila, nato a Montefrio (Granada) nel 1912; tratto da Raices del cante,  Traccia 4 A torrentes – Malagueña doble, Niño de la Isla – Guitarra: Manolo Sanlucar

Temple

Malagueña doble del Mellizo (Dime donde va a llegar)
A torrente
En contra de mi torrente
ayeo
voy a publicar yo mis pesares
pa que se entere
la gente
ayeo
lo falso de tus maldades
aunque a mi me cueste la muerte
ayeo

Antonio Agujetas, nato a Jerez de la Frontera nel 1966; tratto da 2 gritos de libertad, Malagueñas – Guitarras: Rafael Trenas y Miguel Ochando

Temple

Malagueña doble del Mellizo (Dime donde va a llegar)
Se la llevo Dios
a la pobre de mi mare
ayeo
porque se la he llevaíto Dios
si era
si era porque Dios lo quería
ayeo
eso lo respeto yo
y porque se la he llevaíto Dios
ayeo

Malagueña doble del Mellizo (Dime donde va a llegar)
No
gastes bromas tu con nadie
ayeo
si sabes bien que yo no quiero
y la sangre
tengo yo podrida
ayeo
y el corazón lo tengo yo negro
y vas a acabar
tu con mi vida
ayeo

Sernita de Jerez, nato a Jerez de la Frontera (Cádiz) nel 1921; A la mare de mi alma – Malagueña del Mellizo – Guitarra: Manuel Morao

Granaína
Lo lejo que estoy de ti
mamaíta de mi alma
no hago más que llorar
luego me pongo a decir
que no te voy a ver más

Malagueña doble del Mellizo (Dime donde va a llegar)
Se la llevo Dios
a la mare de mia alma
Ayeo
porque se la he llavaíto Dios
si se la llevo porque
si se la llevo porque la quería
Ayeo
eso lo respeto yo
se ha llevaíto a quien yo
más quería
Ayeo

José Anillo, nato a Cádiz nel 1978; tratto da Los balcones de mi sueno, Gracias –  2011 – Malagueñas del Mellizo – Popular, Jose Anillo, Rafael Rodriguez – Guitarra: Rafael Rodriguez

Temple

Granaína
Era en el mundo envidiable
este querer tuyo y mio
y tan feliz me considero
que cuentas no le doy a nadie
de la pasión que yo te quiero

Malagueña doble del Mellizo (Dime donde va a llegar)
Se la llevo Dios
A la mare de mi alma
Ayeo
dime porque se la ha llevaíto Dios
si era porque
si era porque El la quería
Ayeo
eso lo respeto yo
se ha llevaíto a lo que yo más quería
Ayeo

Pericón de Cádiz, Cádiz 1901; tratto da Antologia del cante flamenco Vol.1 – Malagueña del Mellizo – secondo Salazar dovrebbe essere del 1955  – Guitarra: Perico el del Lunar

Malagueña doble del Mellizo (Dime donde va a llegar)
donde va a llegar
Este querer tuyo y mio
ayeo
dime donde va a llegar;
tu tratas de aborrecerme,
ayeo
yo ca’ vez te quiero más.
¡Qué Dios me mande a mi la muerte!
Ayeo

Pericón de Cádiz, nato a Cádiz nel 1901; tratto da Medio siglo de cante flamenco Vol. 7 e 8, A mi Dios me encomendé – Malagueña del Mellizo – Popular – Guitarra: Perico el del Lunar

Malagueña doble del Mellizo (Dime donde va a llegar)
Me encomendé
Hincaito de rodillas
ayeo
a mi Dios me encomendé
que remedio
buscaría
ayeo
para olvidar yo tu querer
y me dijo que
no lo había
ayeo

Porrina de Badajoz, nato a Badajoz nel 1924; Vino mi hermano a llamarme – Malagueña del Mellizo – Guitarra: Juan Salazar

Malagueña doble del Mellizo (Dime donde va a llegar)
A llamarme
Serian las dos de la noche
Ayeo
cuando vino mi hermano a llamarme
despiertate
porque no te levanta hermanito mio
Ayeo
que nos ha muerto nuestra madre
y nos quedamos orfanitos
Ayeo

La Niña de la Puebla, nata a la Puebla de Cazalla (Sevilla) nel 1908; tratto da Estilos del cante flamenco vol. 1  – Serian las dos de la noche – Malagueña del Mellizo

Temple

Malagueña doble del Mellizo (Dime donde va a llegar)
A llamarme
Serian las dos de la noche
Ayeo
vino mi hermano a llamarme
levantate
por que no te levanta
Ayeo
hermano mio
Ayeo
que nos ha muerto nuestra madre
y nos quedamos solitos
Ayeo

Enrique el Culata, nato a Sevilla nel 1919; tratto da Noche flamenca, Malagueñas del Mellizo – Popular – Guitarra: Niño Ricardo

Malagueña doble del Mellizo (Dime donde va a llegar)
A llamarme
Serían las dos de la noche
Ayeo
vino mi hermano a llamarme
despiertate
porque no te levanta hermano mío
Ayeo
que se ha muerto nuestra madre
y nos quedamos los dos solitos
Ayeo

Beni de Cádiz, nato a Cádiz nel 1929; tratto da Grands cantaores du flamenco Vol. 17, A la muerte si Dios me diera – Malagueñas y Verdiales – Guitarra: Paco Aguilera

Temple

Malagueña doble del Mellizo (Dime donde va a llegar)
A la muerte
Si Dios me diera a mí el mando
Ayeo
como se lo dió a la muerte
yo quitaría
yo quitaría del mundo
Ayeo
quién me estorbe a mí pa quererte
Si Dios me diera
a mí el mando
Ayeo

Abandolao
Viva Málaga que tiene
la Caleta y El Limonar
un parque con muchas flores
donde me puse a cantar
María de los Dolores

Pepe El Culata, nato a Sevilla nel 1911; tratto da Por Malagueñas, Ay de la muerte – Malagueña – Guitarra: Melchor de Marchena

Malagueña doble del Mellizo (Dime donde va a llegar)
Ay de la muerte
Si Dios a mí me diera el mando
Ayeo
como se lo dió a la muerte
yo quitaría
yo quitaría del mundo
Ayeo
quién me estorbe a mí pa quererte
Si Dios a mí me diera el mando
Ayeo

Terremoto Hijo, nato a Jerez de la Frontera (Cádiz) nel 1969; tratto da Terremoto en Sevilla, El limonar – 1991 – Malagueña – Guitarra: Manuel Morao

Malagueña doble del Mellizo (Dime donde va a llegar)
El mando
como se lo ha daíto a la muerte
Ayeo
como se lo ha daíto a la muerte
yo quitaría
yo quitaría del medio
Ayeo
quién me estorbe a mí pa quererte
si a mi me diera el mando
Ayeo

Malagueña di Chacón
Del convento las campanas
si preguntan por quién doblan
dile que doblando estan
por tu muerta esperanza

Canela de San Roque nato a Cádiz nel 1947; tratto da Canela de San Roque, Malagueña del Mellizo – Guitarra: Curro de Jerez

Temple

Malagueña doble del Mellizo (Dime donde va a llegar)
Loco y no sentir
Yo quisiera
de momento
Ayeo
estar loco y no sentir
porque el sentir
porque el sentir causa penas
Ayeo
tantas que no tienen fin
y el loco vive sin ellas
Ayeo

Malagueña doble del Mellizo (Dime donde va a llegar)
Me arretiré
Con el alma
dolorida
Ayeo
de tu lado me arretiré
que tu a mi no
que tu a mi no me querías
Ayeo
me lo diste a entender
cuando ya loco me tenías
Ayeo

Naranjito de Triana, nato a Sevilla nel 1933; Este querer que te tengo – Malagueña del Mellizo – J. Sanchez – Guitarras: Manuel Cano, José Cala

Malagueña doble del Mellizo (Dime donde va a llegar)
Que te tengo
desde que te vi aquél día
Ayeo
este querer que te tengo
me va a costar
me va a costar a mi la vida
Ayeo
si no me quíere de pena
si me quíere de alegría
Ayeo

Antonio Mejias, nato a Montilla (Córdoba) nel 1979; tratto da En su tiempo, Por la asuencia de su amor – 2012 – Malagueñas del Canario y del Mellizo – Antonio Mejias – Guitarra: Pedro Sierra – Piano: Daniel Matas

Temple

Malagueña del Canario (Copos de nieve en tu cara)
Con la ausencia de su amor
y se me esta yendo la via
el no tener yo a mis niños
hace que igual no sonria
aunque me den to el cariño

Malagueña doble del Mellizo (Dime donde va a llegar)
Amigos,
de los que yo me fiara
Ayeo
si tengo pocos amigos
es por que digo
es por que digo a la cara
Ayeo
verdades como cuchillos
que traspasan hasta el alma
Ayeo

Pepe Marchena, nato a Marchena (Sevilla) nel 1903; tratto da Niño de Marchena Obra completa Vol. 7 – 1929 –  Malagueña de Marchena (de Enrique el Mellizo) – Guitarra: Luis Yance

Malagueña doble del Mellizo (Dime donde va a llegar)
Las penas a mi me ahogan
con esta angustia
como quieres tu que yo hable y ría
Ayeo
con esta angustia mortal
si la flor
si la flor que yo más quería
Ayeo
me tengo yo que ?
y que yo la llame hermana mia
Ayeo

Bernarda de Utrera nata a Utrera (Sevilla) nel 1927; tratto da Fernanda y Bernarda de Utrera Cultura Jonda Vol.7 – Callejuela de un pueblo perdido – 1972 – Liviana, canción y Malagueña por Bulerías

Liviana por Bulería
Lo que Jesus en el huerto
yo estoy pasando
estas son las ganancias
que estoy sacando

Bulería
La gran fantasia
como mi hermana Fernanda
nadie cantara en la vida

Canción por Bulería
Callejuela de un pueblo perdio
de la aurora la luz no llego
hay una mare que reza a un Cristo
por el hijo que un dia emigro

Canción por Bulería
Y en sus ojos una lagrima amarga
y en sus labios una corta oracion
y alli adentro muy dentro del alma
solo tiene pena y dolor

Canción por Bulería
Y que hara que hara en este mundo
donde el sol no calienta mas
y en los dias de frio y de lluvia
le gustaba el calor del hogar

Canción por Bulería
El camino de casa esta triste
un camino sin fe ni ilusion
una mare que llora a un Cristo
por el hijo que nunca volvio

Canción por Bulería
Y que hara que hara en este mundo
donde tanto la vida perdio
y las flores del valle no crecen
porque falta su mare y su amor

Malagueña doble del Mellizo (Dime donde va a llegar) – por Bulería
Toíta la noche yo me llevo
sentaíta en mi balcón
y cuando siento tus pasos
a mi se me para mi corazón
primo Eugenio porque te quiero yo a ti tanto

Per approfondire: 

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