Malagueña del Niño de Tomares (Tendré que llorar por vía)

malaguenasAntonio Navarro, conosciuto nel flamenco come Niño de Tomares, nasce a Tomares (Sevilla) in anno non precisato ma che certo si inserisce nella seconda metà del XIX secolo, considerato che Fernando de Triana parla del “cuarteto malagueño” formato da Juan Breva, Canario, Perote e il nostro Niño de Tomares.
Discepolo di Concha la Peñaranda ne ha seguito le orme unendo, in uno stile unico, influssi sia della Malagueña che della Cartagenera della maestra che a sua volta si era inspirata sia alla Cartagenera del Niño de San Roque che a quella de Chilares. Come racconta Fernando de Triana nella sua opera “Recuerdos y confesiones”: “…Era un cantaor molto valido anche por malagueña, stile nel quale imitava la famosa Peñaranda, di epoca precedente…”(come sottolineano Rafael Chaves Arcos e Norman Paul Kliman nel loro libro “Los cantes mineros…” in questo caso si indende la Malagueña di Murcia cantata dalla Peñaranda che altro non è se non la Malagueña murciana o Cartagenera). Lo stile presenta una letra di 5 versi che si articola in 6 frasi, ad eccezione della traccia di Diego Clavél che presenta un andamento differente che spiegheremo successivamente:

Malagueña del Niño de Tomares (Tendré que llorar por vía)
Por la muerte de mi mare
tendré que llorar por vía
ahora se ha muerto mi pare
se aumento la pena mia
calor no tengo de nadie

Ripetizione dei versi:

Tendré que llorar por vía
por la muerte de mi mare
tendré que llorar por via
ahora se ha muerto mi pare
se aumento la pena mia
calor no tengo de nadie

L’analisi dello stile presenta notevoli difficoltà considerato che le tre tracce prese in esame presentano differenze importanti. La traccia del Niño Rios si suppone sia la più vicina all’originale non esistente, i due cantaores infatti erano coetanei. La registrazione presa in considerazione è del 1914 con accompagnamento di Nicolas Dominguez, la letra secondo Rafael Pareja faceva parte del repertorio del Niño de Tomares. All’ascolto è facilmente riconoscibile l’eco del Jabegote (soprattutto nel secondo verso) punto di partenza della Malagueña de La Peñaranda. Lo stile è caratterizzato da versi allungati in maniera cantilenante che conferiscono alla Malagueña una monotonia di fondo. Il remate è rappresentato dal Fandango granaíno di Africa la Paceña, perfettamente in linea con le registrazioni del Mochuelo che proprio con questo stile concludeva la Malagueña della Peñaranda. L’accompagnamento di Nicolas Dominguez non varia in maniera sostanziale fra la Malagueña ed il Fandango abandolao. È come se si trovasse in un limbo, non è personale e totalmente scorporato dal cante nella Malagueña ma non è neanche tipico del Fandango abandolao, un chiaro segno di transizione. La traccia di Antonia la Malagueña è un “atto di fede” verso chi dice trattarsi dello stile del Niño de Tomares. La registrazione è infatti estremamente sciupata e di difficile interpretazione. Diciamo che forse l’unico verso riconoscibile è il secondo che effettivamente si trova in linea con lo stile in questione. La letra utilizzata presenta una tematica murciana che probabilmente faceva parte del repertorio della Peñaranda. Inizia con la Cartagenera de Chilares, fonte di inspirazione per la Cartagenera della sfortunata Conchita, e termina con la Malagueña del Niño de Tomares. L’ultima traccia, per il momento presa in esame, è quella di Diego Clavel che inserisce questo stile in un contesto che possiamo considerare della Malagueña “nueva”. L’ascolto ci allontana da ciò che abbiamo assimilato dal Niño Rios. Scompare l’accompagnamento di transizione – ibrido tra fandango abandolao e malagueña – per dare posto ad una chitarra virtuosa e melodica che introduce in maniera sublime l’entrata del cante. Lo stile inizia con un chiaro eco legato allo stile del Mellizo, (trattasi della prima parola del primo verso) per proseguire con i cinque versi della letra in un melodico ricordo dello stile del Niño de Tomares. Buon ascolto. 

El Niño Rios, nato a Málaga nel secolo XIX; tratto da Los Cante Mineros, Traccia 163 Tendre que llorar por via; Malaga esta en cuatro barrios) 1914 – Malagueña de El Niño de Tomares y Fandango granadino di Africa la Paceña – Guitarra: Nicolas Dominguez

La traccia non è reperibile in internet.

Malagueña del Niño de Tomares (Tendré que llorar por vía)
Tendré que llorar por vía
Por la muerte de mi mare
tendré que llorar por vía
ahora se ha muerto mi pare
se aumento la pena mia
calor no tengo de nadie

Fandango de Africa la Peceña
Málaga esta en cuatro barrios
Málaga esta en cuatro barrios
y cinco con Los Molinos
y ninguno me ha gustado
como el de los Capuchinos
como el de los Capuchinos

Antonia la Malagueña, ?; Bien te puedes alabar 1899-1900 (scaricata in rete) – Cartagenera de Chilares y Malagueña del Niño de Tomares – Guitarra: Miguel Borrul 

Cartagenera de Chilares
Bien te puedes alabar
Cartagena de Levante;
bien te puedes alabar
que Murcia con ser tan grande
no tiene puerto de mar
no tiene puerto de mar

Malagueña del Niño de Tomares (Tendré que llorar por vía)
Ya no cantara a Gabriela;
yo no cantara el Morao
Ya no cantara a Gabriela;
para el puesto de la Murta le llevan;
ya el pobre andara muerto
entre Murcia y Cartagena

Diego Clavél, nato a La Puebla de Cazalla (Sevilla) nel 1946; tratto da La malagueña a través de los tiempos Vol. 2, La luz – 1992 – Malagueñas del Niño Tomares y del Calabazino – Diego Andrade – Guitarra: Fernando Rodriguez

Malagueña del Niño de Tomares (Tendré que llorar por vía)
El sufrimiento
El sufrimiento de una “mare”
que nadie lo “pue” consolar
porque se rompe su corazón
de tanto penar y penar
y “pue” morir de dolor

Malagueña del Calabacino
Que no me la quite Dios
La luz del entendimiento
que no me la quite Dios
porque vivir sin razón
es más malo que estar muerto
llorando le imploro yo

Per chi volesse approfondire: 


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