Malagueñas “Guapa de la Trini” (Paloma mia) 2º stile

malaguenas_de la triniIl secondo stile di Malagueñas de la Trini detta“La Guapa de la Trini”, Pepe Navarro lo colloca come 3° fra i quattro che attribuisce alla Trini. Secondo lui, questa Malagueña è una conseguenza della collaborazione di Fernando de Triana con la cantaora e sostiene che la letra fu composta dall’amante di lei Agustín el Caracolero, o meglio la plagió, dato che José Blas Vega la riscontrò nel folclore de la Baja Alpujarra almeriense in una copla praticamente uguale. Gregorio Valderrama chiama questa Malagueña “La Guapa de la Trini” e dice di averla ascoltata in una vecchia registrazione di Paca Aguilera con la seguente letra:

Yo recuerdo que una vez
fuiste la paloma mía
que arrullabas de placer
pero unas habladurías
mataron nuestro queré

Le opinioni di Gregorio Valderrama arrivano dalla registrazione di un’intervista nel quale egli canta la Malagueña in questione con lo stesso aire datogli da Paca Aguilera con una letra diversa. Anche in questa occasione ci troviamo di fronte a due versioni, che arrivano entrambe dalla stessa Malagueña de la Trini che ci sono pervenute attraverso due strade attribuibili a Paca Aguilera e a Chacón, rispettivamente. Le versioni sono piuttosto diverse potendosi considerare due stili distinti. L’origine comune ci porta a trattarli invece come varianti.  Sul libro Las Malagueñas y los cantes de su entorno si distinguono come vediamo di seguito: 

Variante del 2º stile della Trini di Paca Aguilera. È una delle più belle Malagueñas conosciute; la cantaora introduce un verso corto, quasi un grido di appena tre sillabe, per proseguire con un cante vibrante e nervoso, fiero e dolce al tempo stesso, di versi corti però intensi, proprio come dovevano essere gli stili della Trini. Da questo cante di Paca Aguilera sembra essere derivata un’altra Malagueña che il Chato de las Ventas presentò qualche anno più tardi e benché abbia una familiarità, si separa sufficientemente dalla versione di Paca Aguilera nella sua forma melodica come per poter essere considerata un nuovo e indipendente stile. Di questa Malagueña di Paca Aguilera conosciamo solo due versioni moderne, entrambe dovute a Diego Clavel, una delle quali contenuta all’opera con titolo “31 Malagueñas”. Entrambi i cantes di Diego Clavel, benché differiscano dalla versione di Paca Aguilera, sono piuttosto ben riusciti e adattati alle condizioni del cantaor morisco. La cantò anche Chacón, però la versione di Don Antonio ci perviene da uno dei suoi discepoli che è Bernardo el de los Lobitos, squisito cantaor di Alcalá de Guadaira, con la letraSiquiera por compasión”. È una delle più belle Malagueñas che si conoscono, e inizia con un tercio corto di tre versi, che Martín Salazar definisce con “è un grido e segue con un cante di tercios cortos però intensi, forti e melodiosi al tempo stesso”

Variante di Chacón del 2º stile della Trini nella versione di Bernardo el de los Lobitos. Secondo quanto riferito da José Blas Vega in Vida y cante de don Antonio Chacón, Bernardo el de los Lobitos ricordava di aver ascoltato la Malagueña de la Trini “Paloma mía” proprio da Chacón, probabilmente con l’aggiunta di dettagli personali che il grande Antonio era solito aggiungere a qualsiasi cante gli capitasse per le mani. Lo schema di questa versione chaconiana del cante della Trini che interpreta Bernardo el de los Lobitos ha alcune similitudini con la Malagueña di Paca Aguilera anteriormente commentata, anche se ci sono diverse differenze: con Bernardo, i versi diventano più pausati e l’influenza di Chacón è riconoscibile negli ayes, nei mezzi toni e soprattutto nel modo di eseguire il verso finale. Il cante di Bernardo el de los Lobitos non è nervoso e vibrante come quello di Paca Aguilera, anche se è intriso di quella delicatezza e dolcezza che questo cantaor sapeva dare ad ogni sua interpretazione. Un’altro buon esempio, è una versione di Pepe de Algeciras, che la canta con un’altra delle letras originate dalla gravissima operazione alla quale la Trini fu sottoposta nel 1897. Enrique Morente è un altro dei cantaor che era solito interpretare in maniera notevole il cante al quale ci stiamo riferendo. Martin Salazar dichiara di averlo ascoltato dal vivo con la letra Paloma mía”. Bernardo el de los Lobitos fu esperto conoscitore dei più diversi stili di cante. Il suo vero nome era José Álvarez Pérez e nato ad Alcalá de Guadaira (Sevilla) nel 1887; morì a Madrid nel 1969. Il suo soprannome gli arriva da alcune Bulerías che era solito cantare che iniziavano così “Anoche soñaba yo que dos lobitos me comían…”. Fu cantaor di grande sensibilità e di gusto squisito. María José Pérez, include il cante corto della Trini nel suo primo disco, eseguendo una versione di Enrique Morente. con la letra classica “Paloma mía”. Carmen Linares, nel suo cd, Antología de la mujer en el cante registrò due suoi stili. Il primo stile da lei cantato (Escríbeme alguna vez) ha la forma “estranea” della Malagueña de El Canario iniziando ripetendo l’ultima parola del secondo verso. Sensuale, soave e molto sentimentale. Il secondo (Haciendo por olvidarte) è il più conosciuto e il preferito della Trini, il più valiente, più esteso, più profondo e creato per dimostrare le grandi capacità possedute dall’artista, a detta di chi la ascoltò. Gema Jimenez nel 2004 ottenne il Premio a la Mejor Malagueña de La Trini e Mejor Cantaora Joven nel Concurso de Juan Casillas, de Antequera (Málaga).

Ma passiamo alle considerazioni legate la nostro ascolto: chiamato anche La Guapa de la Trini, Malagueña corta de la Trini o 2° stile della Trini, è uno stile che rappresenta ancora una volta una delle perle più preziose tra gli stili por Malagueña. Caratterizzato da una malinconia dolce si presenta come uno stile di difficile interpretazione, la sua dolcezza mal dosabile, così personale in ogni individuo, lo rendono mal riproducibile e tendente ad una personalizzazione cantaora che in alcune tracce può diventare una malagueña personale. Sebbene molto affine allo stile “Haciendo yo por olvidarte“, se ne discosta per la brevità dei versi e per l’introduzione del così detto “verso quebrado”.  L’ispirazione della Trini è da ricercarsi nella Cartegenera del Niño de San Roque.  Alcune le osservazioni che ci fanno comprendere questo collegamento, come infatti ritroviamo nel libro “Los cantes mineros a traves de los registros de pizarra y cilindros di Rafael Chaves Arcos e Norman Paul Kliman, la letra con cui la Trini cantò questo stile era Paloma mia, una letra di approccio maschile  che fa dedurre che ella l’avesse ascoltata da altri, inoltre, come detto, Blas Vega afferma trattarsi di una letra che appartiene al folclore della Baja Alpujarra almeriense; stessa cosa vale per la letraAlguna vez“, nella tradizione popolare almeriense e di Alhama di Granada ritroviamo infatti una letra molto simile:

Amor mio escribeme
aunque sea en una piedra
que yo te contestaré
sin que se entere la tierra

oppure

Amor mio si te vas, 
escribeme en el camino
y si no tienes en que
en un granito de trigo

In definitiva è quindi possibile che il soggiorno della Trini in terra cartagena all’età di 21 anni (nel 1889 la cantaora si esibì a Murcia durante l’inaugurazione del Café España, antico Café cantante de la Rambla) abbia influito in maniera determinante nella creazione dei suoi primi due stili di Malagueñas e in particolare nello stile in questione.

La cartagenera del Niño de San Roque ha ispirato molteplici cantaor nella creazione di Malagueñas personali tra i quali ricordiamo, oltre alla Trini, La Peñaranda, Gayarrito, El Maestro Ojana e il Canario. Una delle coplas più conosciute è stata utilizzata anche come interpretazione del primo stile della Trini, che come abbiamo precedentemente esposto, a volte viene chiamata Cartagenera de la TriniEn San Anton me prendieron/ en Cartagenera sali/conducio a Murcia fui/y alli mis quebrantos fueron/al acordarme de ti. Tale copla sembrerebbe una creazione personale del Niño de San Roque basata su un episodio reale della sua vita.

Yo recuerdo que una vez
fuiste la paloma mía
que arrullabas de placer
pero unas habladurías
mataron nuestro queré

Ripetizione dei versi:

Paloma mía
Yo recuerdo que una vez
fuiste la paloma mía
que arrullabas de placer
pero unas habladurías
mataron nuestro queré

Due le caratteristiche principali dello stile:

–       il primo verso si presenta “quebrado” ovvero il cante inizia con l’ultima parola del primo o secondo verso, cosa che ritroveremo anche in altre occasioni come nella Malagueña del Canario.

–        il secondo verso, di media o alta tonalità, deriva chiaramente dalla Cartagenera del Niño de San Roque.

L’analisi dello stile è possibile in riferimento a tre tracce che a tutt’oggi sono considerate le più rappresentative sebbene differenti tra loro. Anche in questo caso infatti non abbiamo registrazioni della Trini e dobbiamo fare riferimento a cantaores che l’hanno interpretata e che si suppone l’abbiano sentita cantare. Prendiamo quindi in considerazione tre versioni o varianti: la traccia di Paca Aguilera, Bernardo de los Lobitos e El Cojo de Málaga.

La traccia di Paca Aguilera è caratterizzata da una dolcezza quasi sconcertante alla quale segue una intensa malinconia, il verso quebrado è quasi una supplica di passione, il secondo e l’ultimo verso sono introdotti da un Ay che nel primo caso ne accentua la crescita tonale. È l’unica traccia, tra quelle analizzate, che presenta un’accompagnamento abandolao come si addice a una Malagueña di transizione; la traccia nella sua interezza è composta dai primi due stili della Trini e termina con il Fandango abandolao della cantaora. In realtà sul libretto del CD di Paca Aguilera 25 Aniversario de la Peña Tobalo de Ronda questo stile è considerato una reinterpretazione della  Trini, una Malagueña personale di Paca Aguilera. A sua volta El Chato de las Ventas si ispirirà a questa Malagueña per crearne la sua personale. L’interpretazione di Diego Clavel –  ne abbiamo ben due tracce –  si ispira a Paca Aguilera sebbene il suo verso quebrado sia più un sussurro che una supplica di passione. El Cojo de Málaga interpreta la Trini con un aspetto più melanconico che dolce avvicinandosi maggiormente al primo stile a lei attribuito. L’influenza dei cantes mineros è rafforzata dal verso quebrado che, come ci dice Luque Navajas, si avvicina alla Taranta di Fernando el de Triana, un verso che non è una supplica, non un sussurro ma la concretezza di un momento passato che non può ritornare. Curro Lucena in parte e José Valencia totalmente, si avvicinano a questa interpretazione e quest’ultimo la rafforza unendo alla Malagueña una splendida letra di abandolao. L’ultimo nostro punto di riferimento per questo stile è l’interpretazione di Bernardo de los Lobitos. Per l’ascolto non siamo riusciti a trovare Pepe de Algeciras con la letraNo se borra de mi mente” e Enrique Morente. Maria Jose Perez interpreta con la letra tipica e se ne rispetta la melanconia ma senza dubbio non ha le caratteristiche di una Malagueña corta:  i versi sono estremamente allungati e cantati con una pacata lentezza; il virtuosismo quasi eccede. Paco Vargas la definisce “Languida y inconcreta”. È cantata con tutti i criteri giusti per una Malagueña ma è da considerarsi chiaramente una Malagueña personale.

Paca Aguilera nata a Ronda (Málaga) nel 1867 ;tratto da Cantes mineros en los piscos de pizarra y cilindros – con Román García (1911) – Malagueñas y Fandangos de la Trini “A mi mare por su alma” 

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Malagueña de La Trini – version Paca Aguilera 1° stile (Haciendo por olvidarte)
A mi mare por su alma
toítas las noches le rezo
a mi mare por su alma
cojo el retrato y lo beso
y entra en mi pecho una calma
que sólo en su muerte pienso

Malagueña de La Trini 2° stile – versione Paca Aguilera (Paloma mia)
Varío
Aborrecerte quisiera
Pensando en tí desvarío
pa vivir de esta manera
no quisiera haber nacío
porque me da mucha pena

Fandangos de la Trini 1°stile
Para lavarte la cara
no sé como tiene gusto
para lavarte la cara
sabiendo lo que me pasa
sabiendo lo que me pasa
sabiendo lo que me pasa

*Jorge Ordoñez Sierra data questa Malagueña al 1911

Bernardo el de los Lobitos nato a ; tratto da  – Estilo 2º de la Trini: variante de Chacón en versión de Bernardo el de los Lobitos – Bernardo el de los Lobitos con Luis Maravilla (1968) – “(Escríbeme) alguna vez”

Malagueña “Guapa de La Trini” 2° stile (Paloma mia)
Alguna vez
siquiera por compasión
escríbeme alguna vez
que yo tengo el corazón
marchito de parecer
que ya no siente ni el dolor

El Cojo de Málaga, nato a Málaga nel 1880; tratto da Recostruccion historicas,  Paloma mia – 1922 – Guitarra: Miguel Borrull *Malagueña

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Temple

Malagueña “Guapa de La Trini” 2° stile (Paloma mia)
Paloma mia
Yo recuerdo que una vez
fuiste la paloma mia
tu arrullabas mi placer
por una habladuría
ya acabó nuestro querer

Diego Clavel, nato a La Puebla de Cazalla (Sevilla) nel 1946; tratto da La malagueña a traves de los tiempos CD 2, Padecer – Malagueñas de Juan Varea y de la Trini – Diego Andrade – Guitarra: Paco Cortes *Malagueñas

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Malagueña de Juan Varea
Ay padecer
Si tenemos que morir
porque tanto padecer
a Dios yo le voy a pedir
si es que tiene algo que ver
que nos quite este sufrir

Malagueña “Guapa de La Trini” 2° stile (Paloma mia)
De querer
Si es que tienes la intención
de dejarme de querer
que te lo castigue Dios
mandandote un padecer
o quitandote la razón

Carmen Linares, nata a Linares (Jaén) nel 1951; tratto da La mujer en el cante CD 1, Escribeme alguna vez –  1996 – Malagueñas de la Trini – Guitarra: Perico el de Lunar *Malagueñas

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Temple

Malagueñas de la Trini (Paloma mia)
Alguna vez
Siquiera por compasión
escribeme alguna vez
porque yo tengo el corazón
marchito de padecer
que no siente ni el dolor

Malagueñas de la Trini “Clásica” 1°stile – (Haciendo por olvidarte)
Haciendo por olviarte
yo crei que adelantaría
haciendo por olviarte
cuando pasaron tres días
a la calle sali a buscarte
porque pensaba que me moría

José Valencia, nato a Barcelona nel 1975; tratto da Solo flamenco, Paloma mia 2012 – Malagueña y Abandolao – Letra: Popular – Guitarra: Juan Requena -Palmas: Carlos Grilo, Bobote, El Penka, El Reque*Malagueña, Abandolao

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Malagueña “Guapa de La Trini” 2° stile (Paloma mia)
Paloma mia
yo recuerdo que una vez
fuiste la paloma mia
arrullaba a mi placer
pero las habladurias
acabo nuestro querer

Abandolao
Solo con oirte nombrar
el cielo y la tierra tiemblan
Solo con oirte nombrar
que repiquen las campanas
muera quien mal pago da
muera quien mal pago da

Per approfondire: 

Fonti web: 

  • Las Malagueñas y los cantes de su entorno, Jorge Martín Salazar
  • Rafael Chaves e Norman Paul Kliman, Los cantes mineros a trevés de los registros de pizarra y cilindros 
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