Malagueñas de la Trini “Clásica” (Haciendo por olvidarte)

malaguenas_de la trini

De su pena va llenando
los aires de La Caleta
que está La Trini cantando
y la mar se quea quieta
pa escuchar su alma llorando
letra di Salvador Pendon Muñoz

Risulta incredibile che una cantaora del suo calibro, che morì molti anni dopo l’inizio delle registrazioni discografiche e mentre erano in auge i discos de pizarra, non sia mai arrivata a registrare nessuno dei suoi cantes, che ci provengono infatti da alcuni suoi discepoli e non da lei stessa. Le si attribuiscono con sicurezza due cantes por Malagueñas. Blas Vega dice che i suoi cantes sono conseguenze di quelli di Chacón, alla quale Trini aggiunse carattere e sapore personale, opinione che coincide con quella già espressa nel 1904 da Núñez de Prado. Al contrario Martín Salazar, con maggior criterio sostiene trattarsi di cantes de transición fra la Malagueñas antiguas dei quali conservano un aire più vivo, e le Malagueñas nuevas, che sono come detto quelle di Fosforito e Chacón. Tre sono invece gli stili attribuiti da José Luque Navajas alla Trini e quattro secondo Pepe Navarro; ma poiché gli autori espongono letras senza discografia, risulta difficile capire e riscontrare. Se paragoniamo, come dice Martin Salazar nel suo La Malagueñas y los cantes de su entorno, le Malagueñas attribuite a la Trini nei vecchi dischi con quelli registrati da Chacón, sarà evidente e risulterà quindi difficile pensarla come Blas Vega. Gli stili della Trini possiedono alcune caratteristiche primitive e un aire dinamico, difficile da riscontrare nei cantes molto più elaborati di Chacón. Núñez de Prado chiamò la Trini “El Chacón hembra del cante malagueño”; se con questo volesse stabilire la dipendenza dell’arte della Trini rispetto a Chacón, crede Martin Salazar, di non trovarsi d’accordo, mentre concorda col fatto che si potesse fare un paragone fra le due figure rispetto alle capacità espressive, interpretative e creative.

Il 1°stile di Malagueña de la Trini o Clásica (Haciendo por olvidarte): è un cante registrato da Sebastián El Pena e Paca Aguilera però con differenze tali fra loro che quasi potrebbero considerarsi stili diversi. El Pena la registrò con la letraEl camino de la vida” e Paca Aguilera con la letraA mi mare por su alma”. Lo stile che è arrivato ai nostri giorni e ritenuta la vera Malagueña de la Trini è stata quella registrata da Sebastián Muñoz el Pena, nel 1907, anche se non è da questo disco che lo hanno appreso i moderni cantaores, ma attraverso Diego el Pijín o el Perote, cugino e discepolo del Pena. La prima registrazione del Pijín è del 1964, 57 anni dopo quella del suo parente e comunque piuttosto fedele all’originale benché il cantaor fosse ormai vecchio al momento della registrazione, ragion per cui è una registrazione un’pò “stanca” e quindi diversa da quella di Sebastian, diversa a sua volta da quella della Trini; resta comunque la versione più interpretata, come si può dedurre dall’ascolto del disco del moderno Fosforito. Sebastián Muñoz Beigveder el Pena, nacque ad Álora nel 1876 e morì a Málaga nel 1956. Oltre alle versioni di Pena e di Diego el Pijín, si conosce un’altra versione del 1º stile della Trini, già nel 1922, interpretata da Joaquín Vargas Soto-el Cojo de Málaga, nato a Málaga nel 1880 e morto a Barcelona nel 1940. Questo cantaor gitano fu, con Manuel Escacena uno dei massimi esponenti del cante de Tarantas. Benché segua la linea di Sebastián el Pena rispetto al cante de la Trini, si percepisce la specializzazione del Cojo de Málaga nei cantes mineros poiché abusa dell’allargamento eccessivo di alcuni versi, cosa normale nelle Tarantas, ma assolutamente fuori luogo in una Malagueña del tipo che stiamo trattando. Paco Vargas aggiunge: “È uno stile di grande tensione flamenca, che richiede conoscenza e forza nell’interpretazione. È un cante d’obbligo in qualsiasi recital por Malagueñas” 

Questa del Pena è la letra più conosciuta per questo stile, quantomeno la più utilizzata nelle registrazioni:

Malagueñas de la Trini (haciendo por olvidarte) 1°stile

Yo creí que adelantaría
Haciendo yo por olviarte
cuando pasaron tres días
como un loco fui a buscarte
porque sin ti vivir no podía

Ripetizione dei versi:

Haciendo yo por olviarte
Yo creí que adelantaría
Haciendo yo por olviarte
cuando pasaron tres días
como un loco fui a buscarte
porque sin ti vivir no podía

Oppure:

El camino de la vía
Regando voy con mi llanto
el camino de la vía.
Son tan grandes mis quebrantos
que tengo la fe perdía;
el mundo me causa espanto

Per quanto riguarda la variante di Paca Aguilera, che nacque a Ronda intorno al 1860 e di cui non sappiamo la morte, deve essere stata contemporanea della Trini e per questa ragione colei che seppe riprendere meglio gli stili di quella cantaora, al punto che Fernando de Triana arriverà a scrivere di lei: en ciertos momentos y detalles, no le faltaba más que llamarse Trinidad”. Si conoscono due registrazioni di speciale importanza di questa variante di Paca. Una di questa è una ricostruzione di una registrazione fatta nel 1911, che è quella più diversa da quella di Sebastián el
Pena. Il cante di Paca Aguilera non porta gli ayes che aprono il primo e il terzo verso nel caso del Pena e in cambio, introduce con un ay prolungato alla fine del quarto verso che non appare nella versione del cantaor. Anche il verso finale suona più alto e vibrante nella cantaora di Ronda. Senza dubbio queste differenze hanno un significato minore se si tiene in conto che nei versi di Paca Aguilera non appare la caduta finale che caratterizza la versione del Pena e che si è arrivati a definire imprescindibile segno di identità del 1º stile della Trini. È qualcosa che potrebbe farci invece pensare che la menzionata caduta non fosse propria della Malagueña originale della Trini, ma una successiva apportazione personale di Sebastián el Pena. L’altra registrazione di Paca Aguilera, realizzata nel 1908, continua a farci venire dubbi poiché è identica alla precedente, ma è presente al terzo e al quinto verso la caduta che caratterizza appunto la versione del Pena. Dunque la caduta non era caratteristica esclusiva del cantaor di Álora, doveva quindi appartenere allo stile originale ma forse la Trini, allo stesso modo di Paca Aguilera, non sempre la introdusse. Sembra fuori questione dunque che le versioni di Pena e Paca Aguilera abbiano un origine comune. Lo conferma comunque una vecchia registrazione della Malagueña in questione interpretata da Niño de Triana (nella registrazione una voce lo annuncia come Rafael Fontanilla, anche se il Diccionario de la Editorial Cinterco appare scritto come Rafael León). Questa versione del Niño de Triana benché carente della caduta finale dei versi, quindi simile alla prima versione di Paca Aguilera, per la sua struttura e posizione degli ayes, risulta molto vicina alla versione di Sebastián el Pena. Paco Vargas riporta che la letra più conosciuta di questo stile sia quella che segue: Yo me recuerdo que una vez/fuiste la paloma mia/y olvidaste mi querer/por una habladuría

Questo primo stile della Trini è il più importante e rappresentativo di tutti gli stili di Malagueñas a questa cantaora attribuiti. Malinconico e romantico allo stesso tempo è considerato dagli esperti in materia uno dei più belli. L’assenza di una registrazione diretta della Trini ci costringe ad utilizzare i suoi seguaci per poterne analizzare le caratteristiche, come detto due sono i cantaores presi in causa come reali trasmettitori di questo stile, da una parte l’allieva Paca Aguilera, a cui, a detta di Fernando de Triana mancava solo di chiamarsi Trinidad, e Sebastian El Pena. In ambedue le tracce è evidente che si tratta di una Malagueña di transizione. Il cante è scorporato dal compás di accompagnamento della chitarra che però ancora presenta le caratteristiche tipiche del Fandango abandolao, origine della Malagueña stessa. In realtà per questo stile dobbiamo fare delle precisazioni perché, mentre per Juan Breva l’ispirazione alla creazione proveniva senza alcun dubbio dal Fandango abandolao tipico delle sua città natia, (ovvero il Verdial), nella Trini si sentono echi dell’area almeriense e precisamente della Cartagenera e della Taranta come sua diretta ispiratrice; rimanderemo il dettaglio di questa spiegazione allo stile della Trini che chiameremo “Paloma mia” dove il collegamento è maggiormente presente.

Come detto nella nostra Intro, nelle due tracce di Paca Aguilera manca l’Ay di introduzione al primo verso che invece è presente nella traccia del Pena, El camino de la via e che è stato ripreso dai successori. Questo Ay iniziale è di enorme impatto emotivo e ne caratterizza proprio il sentido malinconico, marchio indissolubile di questo stile. Se si ascoltano però nel dettaglio le due versioni di Paca non si può certo dire che dal punto di vista del sentido lo stile cambi, l’impatto è analogo, nella traccia A mi mare por su alma, l’Ay manca ma l’inizio della letra è rappresentato da una A allungata che sostanzialmente va a sostituire l’Ay introduttivo; nella traccia Ni la mires ni la pises la mancanza dell’Ay è compensata da un temple di un romanticismo melanconico quasi sconvolgente. Infine dobbiamo soffermarci sull’ultimo verso: il Pena cade chiaramente di tonalità, Paca non ha un’interpretazione standard, a volte scende e a volte no e la stessa cosa la ritroviamo anche nei successori; a nostro modo di vedere non si può parlare di caratteristica tipica dello stile se ogni volta è differente, quello che invece possiamo decisamente notare è che nelle due interpretazioni di questo finale Paca ci fa pensare a un lamento, un sospiro di sofferenza, il Pena ci borbotta qualcosa. Possiamo dire quindi che i due cantaores riflettono esattamente lo stesso sentido melanconico sentimentale davanti alle comuni sofferenze della vita. In Paca abbiamo l’interpretazione al femminile, più svenevole, più tragica e vittimistica; nel Pena quella maschile, più vicina alla rassegnazione, con maggiore dignità. Potremmo continuare analizzando ogni parola, ma non ha alcun senso. Ciò che può essere detto è che probabilmente la versione di Paca è quella più veritiera se si pensa anche al fatto che inizialmente la versione del Pena è stata considerata una Malagueña personale, benché i successori che oggi ancora ci fanno assaporare questo stile riprendono prevalentemente il Pena.

Analizziamo adesso alcune particolarità che si possono ritrovare nelle interpretazioni successive: El Cojo de Málaga (Recostruccion historicas – Haciendo por olvidarte) introduce una variazione di tono su un lunghissimo penultimo verso; Pepe Marchena (Pepe Marchena Malagueñas y Granainas – Traccia 7) si presenta estremamente virtuoso, con ripetizioni di parte della frase all’interno del verso (il terzo e il quarto) e un allungamento melodico cullante nell’ultimo. La Susi (Quince años de flamenco en la voz de La Susi Cultura Jonda 22 – Traccia 6) presenta un temple molto particolare. Nella traccia di Encarna Anillo (Barcas de plata – Haciendo por olvidarte) l’intro della chitarra di Alfredo Lagos rispetta in pieno la malinconia e il romanticismo dello stile.

Per quanto riguarda lo svolgimento della traccia vediamo che possiamo avere diverse possibilità: a volte viene cantato solo lo stile in questione, a volte vengono cantati più stili di Malagueñas, a volte si termina con un Fandango abandolao. La traccia di Paca Aguilera A mi mare por su alma è da considerarsi completa: canta due stili di Malagueñas, ambedue attribuiti alla Trini (Haciendo yo por olvidarte e Paloma mia) per terminare con un Fandango abandolao. Questo tipo di assemblaggio degli stili è quello che meglio risalta le caratteristiche sia della Malagueñas che dell’Abandolao: la tristezza della prima si assapora con maggior impatto in contrasto con l’allegria del secondo. Qui facciamo un piccolo inciso: Paca Aguilera, nelle sue registrazioni canta solo i primi due stili avvalorando la tesi che solo due sono gli effettivi stili por Malagueñas di Trinidad Navarro.

Altre tracce in cui si uniscono la Malagueña all’Abandolao sono: il Niño de Almaden (Grands cantaores du flamenco Traccia 9), la Susi, Encarna AnilloLa Sole de Málaga (Tira palante – Traccia 11) canta lo stile in questione con la letra che comunemente viene utilizzata nella Malagueña di Baldomero-Pacheco che fa parte di uno degli stili attribuiti alla Trini. El Cabrero (Flamenco vivo CD 1 – Al arbol lo bamboleo) e Carmen Linares (La mujer en el cante CD 1 – Escribeme alguna vez) cantano i due stili della Trini da tutti attribuiti a lei. 

Estremamente particolari le tracce che seguono con collegamento diretto dello stile considerato con il secondo stile della Trini “Paloma mia” e lo stile da cui ha preso ispirazione che è la Cartagenera del Niño de San Roque. La traccia del Pena (Catedra del cante Vol. 27  – En San Anton me prendieron) nomina ambedue gli stili interpretati come Cartageneras, in realtà il primo non è altro che “Haciendo yo por olvidarte” della Trini con la letra tipica del Niño de San Roque En San Anton me prendieron, segue la Taranta del Pena, l’accompagnamento è chiaramente differente da quello che abbiamo ritrovato nella traccia dove interpretava la Trini; come abbiamo detto si trattava di un accompagnamento abandolao che ovviamente non si addice alla Taranta e alla Cartagenera. Anche l’interpretazione  è differente da quello che abbiamo ascoltato precedentemente, manca l’Ay introduttivo al primo verso e  il sentido è meno melanconico, evidentemente l’intento del Pena era di cantare una Cartagenera ma il risultato alla fine è lo stile in questione. Nella traccia di Rafael Romero (Cantes de epoca CD 2 – Traccia 22) canta lo stile della Trini con la letra tipica della Cartagenera. Nella traccia (Antologia del cante minero Vol. 1 – En San Anton me prendieron) Curro Piñana, sempre utilizzando la stessa letra, ci canta la Trini chiamandola Cartagenera della Trini, si suppone che il suo riferimento fosse la traccia di Antonio Piñana del 1964 dove sappiamo per certo che veniva cantato questo stile, purtroppo non è stata reperita. Infine la traccia (Selection antologica del cante flamenco Vol. 2 – Voy a encender dos altares) di Fosforito con la splendida chitarra di Paco de Lucia, dove lo stile della Trini viene indicato come Cartagenera grande, la letra è tipica della Rondeña.

Manca all’appello l’interpretazione che di questo stile ha fatto Chacón, per la particolarità è considerato una versione tipica del grande cantaor tanto che viene classificata come una sua Malagueña personale. Altri l’hanno cantata ispirandosi a lui (Morente, Vallejo ecc.). Considerato che con gli stili di Chacon entriamo nella Malagueña nueva e soprattutto considerato che è interessante analizzare tutti gli stili da lui interpretati insieme, queste tracce verranno proposte successivamente.

Riportiamo testualmente quanto riscontrato in merito in più testi: Variante del estilo 1º de la Trini: ¿Cartagenera de Chacón? – Così la chiama Martin Salazar nel suo Malagueñas y los cantes de su entorno. E prosegue: “È sconcertante il titolo “Cartageneras de Chacón” nel disco di Sebastián el Pena che contiene il cante di cui adesso parliamo, poiché è evidente la sua vicinanza con lo stile 1º della Trini, anche registrato dal cantaor di Álora. Influenzato dal titolo del disco, Pepe Navarro attribuisce il cante a Chacón, dandogli la complicatissima denominazione di Malagueña-lorquina-levantina, nonostante ammetta che rifletta fedelmente l’arte della Trini.Procede dunque la versione del Pena da una ricreazione chaconiana del cante de la Trini, o il titolo del disco è semplicemente un errore di etichettatura tanto frequente nelle placas de pizarra?” Martin Salazar decide per la seconda. “Nella versione del Pena è difficile percepire riminescenze di Chacón, e invece si accosta perfettamente alle altre versioni –del Pena e Paca Aguilera– che sono stati classificati come stile 1º de la Trini. Esiste una registrazione di Piñana nel quale l’ultimo verso è sostituito dal finale di una Cartagenera clásica. Comunque benché Piñana mantega il titolo di Cartagenera, attribuisce il cante alla Trini.”

Nel libro di Rafael Chaves e Norman Paul Kliman, Los cantes mineros a trevés de los registros de pizarra y cilindros, questa stessa registrazione è considerata Malagueña de la Trini 1° stile. Si riporta quanto segue: “È possibile che questa Malagueña provenga dal Fandango de la Trini 1° stile, la cui linea musicale simile si capisce in particolar modo nei versi pari di entrambi i cantes. Presenta un primo verso inconfondibile che spinge sopra la prima sillaba cantata, che dopo essere stata alzata discende verso la linea media del cante.  Anche in questo libro si specifica comunque che l’interpretazione di questa traccia si avvicina molto alla Cartagenera di Sebastian el Pena stessa, di cui viene riportata la traccia “Y en San Antonio me prendieron”. Una seconda versione di Antonio el Macareno, con la letra “Haciendo por olvidarte” sembra contenere invece toni della Cartagenera di Chacón.

La semplicità con cui la Trini affronta un luogo comune della vita come la sofferenza – non angoscia, non tragedia –  ma sofferenza, ha reso questo stile sublime di facile interpretazione emotiva perché chiunque di noi può capire e condividere. Quelle che ci hanno particolarmente colpito sono: Niño de Almaden, La Susi, Porrina de Badajoz, Naranjito de Triana, Antonio de Canilla.

Dunque buttiamoci nell’ascolto😉

Paca Aguilera nata a Ronda (Málaga) nel 1867 ;tratto da Cantes mineros en los piscos de pizarra y cilindros – con Román García (1911) – Malagueñas y Fandangos de la Trini “A mi mare por su alma” 

Spotify

Malagueña de La Trini – version Paca Aguilera 1° stile (Haciendo por olvidarte)
A mi mare por su alma
toítas las noches le rezo
a mi mare por su alma
cojo el retrato y lo beso
y entra en mi pecho una calma
que sólo en su muerte pienso

Malagueña de La Trini 2° stile – versione Paca Aguilera (Paloma mia)
Varío
Aborrecerte quisiera
Pensando en tí desvarío
pa vivir de esta manera
no quisiera haber nacío
porque me da mucha pena

Fandangos de la Trini 1°stile
Para lavarte la cara
no sé como tiene gusto
para lavarte la cara
sabiendo lo que me pasa
sabiendo lo que me pasa
sabiendo lo que me pasa

Sebastian El pena, nato ad Álora (Málaga) nel 1876; tratto da Viejas voces flamencas de Málaga “Los Penas”, El camino de la vida – Malagueñas de la Trini – Popular – Guitarras: Joaquinillo El Hijo del Ciego, Pepe de Badajoz, Manolo de Badajoz

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Malagueñas de la Trini “Clásica” 1°stile – (Haciendo por olvidarte)
El camino de la vía
Regando voy con mi llanto
el camino de la vía.
Son tan grandes mis quebrantos
que tengo la fe perdía;
el mundo me causa espanto

Malagueñas de la Trini “Clásica” 1°stile – (Haciendo por olvidarte)
Haciendo por olvidarte,
yo creí que adelantaría.
Haciendo por olvidarte,
Cuando pasaron tres días
como loca fui a buscarte
porque ni el sueño cogía

Cojo de Málaga, nato a Málaga nel 1880; tratto da Recostruccion historicas – Malagueña: variante de Sebastián el Pena –  con Miguel Borrull (1922) – “Haciendo por olviarte”  – Guitarra: Miguel Borrull

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Malagueñas de la Trini “Clásica” 1°stile – (Haciendo por olvidarte)
Haciendo por olvidarte,
yo creí que adelantaría.
Haciendo por olvidarte,
Cuando pasaron tres días
como loca fui a buscarte
porque ni el sueño cogía

Diego El Perote, nato ad Álora (Málaga) nel 1884; Malagueña de la Trini 1964 – Guitarra: Antonio Vargas

Qui il link per l’ascolto.

Temple

Malagueñas de la Trini “Clásica” 1°stile – (Haciendo por olvidarte)
la via se le acababa
A la mujer que más queria
la via se le acababa
y en su ultima agonia
me dio que no llorara
que hasta muerta me queria

Diego El Perote, nato ad Álora (Málaga) nel 1884; Malagueña de la Trini 1966 – Guitarra: Antonio Vargas

Qui  il link per l’ascolto

Temple

Malagueñas de la Trini “Clásica” 1°stile – (Haciendo por olvidarte)
no se borra de mi mente
El día catorce de abril
no se borra de mi mente
porque ese día me ví
en las puertas de la muerte
solo por quererte a ti

Niño de Vélez, nato a Benamargosa (Málaga) nel 1906; tratto da Viejas voces flamencas de Málaga El Niño de Vélez – No se borra de mi mente) Malagueña de la Trini – Popular – Guitarra: J. Maria Pardo

Temple

Malagueñas de la Trini “Clásica” 1°stile – (Haciendo por olvidarte)
no se borra de mi mente
El día catorce de abril
no se borra de mi mente
porque ese día me vi
a las puertas de la muerte
solo por quererte a ti

Antonio de Canillas, nato a Canillas de Aceituno (Málaga) nel 1929 ; Video – Malagueña de la Trini – Guitarra: Manolo Santos

Malagueñas de la Trini “Clásica” 1°stile – (Haciendo por olvidarte)
a la mujer que yo queria
La vida se le acababa
a la mujer que yo queria
y en su ultima agonia
me dio que no llorara
que hasta muerta me queria

Antonia Contreras, nata a Málaga nel 1963; Video – letra: Salvador Pendon Muñoz – Guitarra: Chaparro de Málaga *Malagueña

Malagueñas de la Trini “Clásica” 1°stile – (Haciendo por olvidarte)
Los aires de La Caleta
De su pena va llenando
los aires de La Caleta
que está La Trini cantando
y la mar se quea quieta
pa escuchar su alma llorando

Porrina de Badajoz, nato a Badajoz nel 1924; tratto da Por Malagueñas, Haciendo por olvidarte – Malagueña – Popular – Guitarras: Melchor de Marchena, Pepe de Badajoz * Malagueña

goear

Temple

Malagueñas de la Trini “Clásica” 1°stile – (Haciendo por olvidarte)
Haciendo yo por olviarte
yo crei que te olviaría
Haciendo yo por olviarte
cuando pasaron tres días
como un loco fui a buscarte
porque sin ti vivir no podía

El Cabrero, nato ad Aznalcollar (Sevilla) nel 1945; tratto da Flamenco vivo CD 1, Al arbol lo bamboleo – Malagueña – J. Carrasco – Guitarra: Jose Cala El Poeta – *Malagueñas

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Temple

Malagueñas de la Trini (Paloma mia)
Al arbol lo bamboleo
de noche me salgo al campo
Al arbol lo bamboleo
al toro bravo lo amanso
y a ti serrana no pueo
acarrearte de mi lao

Malagueñas de la Trini “Clásica” 1°stile – (Haciendo por olvidarte)
En el camino de la vida
Con mi sudor voy regando
en el camino de la vida
son tan grandes mi quebrantos
que tengo la fe perdía
el mundo me causa espanto

Carmen Linares, nata a Linares (Jaen) nel 1951; tratto da La mujer en el cante CD 1, Escribeme alguna vez  – Malagueñas de la Trini – Guitarra: Perico el de Lunar * Malagueñas

Spotify

Temple

Malagueñas de la Trini (Paloma mia)
Alguna vez
Siquiera por compasión
escribeme alguna vez
porque yo tengo el corazón
marchito de padecer
que no siente ni el dolor

Malagueñas de la Trini “Clásica” 1°stile – (Haciendo por olvidarte)
Haciendo por olviarte
yo crei que adelantaría
haciendo por olviarte
cuando pasaron tres días
a la calle sali a buscarte
porque pensaba que me moría

Naranjito de Triana, nato a Sevilla nel 1933; tratto da Antologia cantaora de Naranjito de Triana, Hasta el agua me nego * Malagueña de la Trini

Temple

Malagueñas de la Trini “Clásica” 1°stile – (Haciendo por olvidarte)
Hasta el agua me negó
Cuando de sed me moría 
hasta el agua me negó 
la que tanto me debía
mira que pago me dió
tanto como la quería

Sebastián el Pena, Alora (Malaga) 1876; Tratto da Catedra del cante Vol. 27, En San Anton me prendieron 1908 – Cartageneras – Guitarra: El Hijo del Ciego * Malagueña, Taranta – Variante Malagueña de la Trini 1ºstile:  con El Hijo del Ciego (1907) – “Y en San Antón me prendieron”

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Malagueñas de la Trini “Clásica” 1°stile – (Haciendo por olvidarte)
En San Anton me prendieron
De Cartagena salí
en San Anton me prendieron
conducido a Murcia fui
y allími quebrantaron fueron
al acardarme de ti

Taranta de Sebastian El Pena
en tu puerta da la luna
eres bella, Dios te guarde
en tu puerta da la luna
acaba de desengañarme
mira que va a dar la una
y me precisa retirarme

Per approfondire: 

Fonti web: 

  • Las Malagueñas y los cantes de su entorno, Jorge Martín Salazar
  • Los cantes mineros a trevés de los registros de pizarra y cilindros, Rafael Chaves e Norman Paul Kliman

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