Romances de Los Condes

romances_condesIl seguente Romance è un pò problematico, risulta piuttosto difficile capire chi siano le figure storiche citate. Purtroppo quindi non abbiamo raccolto molte informazioni. Questi i personaggi presenti con una breve descrizione di chi potessero essere:

  • Conde Martin de Luque. Luque è un comune in provincia di Cordoba, Andalucía. Il nome Luque è originato dal paese Luque, un tempo situato nel Reino de Córdoba. Alla fine del secolo XV si produsse un esodo di luqueños, e fra gli emigranti di allora figura Martín López de Luque, che nel 1500 prima di partire si certificò di questa origine. Nel Catálogo de Mercedes Reales, figurano fra gli altri un Martín de Luque, vicino ad Antequera, scudiero dei Guardas, che ricevette terreni. Non sappiamo chi sia quindi il Martin Luque citato nel Romance che trattiamo, poiché le notizie reperite non sono sufficienti a raccontarcelo. Il Reino de Córdoba fu provincia della Corona di Castilla dalla Reconquista fino alla divisione territoriale di Spagna nel 1833. Era uno dei 4 Regni d’Andalucía.
  • Conde León. León è una provincia della Castilla y León. Il Reino de León era uno dei regni medievali della penisola iberica, successore dell’antecedente Regno di Asturias, che ebbe ruolo da protagonista nella Reconquista e formazione dei successivi regni cristiani dell’occidente della penisola. Prima della creazione della Corona de Castilla ed il Reino de Castilla, il Reino de León abbracciava le comunità di Galicia, Principado de Asturias, le province di León, Zamora e gran parte della provincia de Salamanca, così come parte dell’attuale provincia di Cáceres, Badajoz e il Nord di Huelva. Ne fu Re Alfonso III el Magno, in seguito fra gli altri Fernando I che lascerà a Sancho  II – “Sancho I de Castilla” la Castilla e ad Alfonso VI, appunto il territorio leonese; entrambe queste figure unite alla figlia Urraca sono ampiamente raccontate nel Romance del Cid. Chi sia questo Conde non è dato sapere, con le informazioni reperite.
  • Conde Oliveros. Ci si riferisce probabilmente e non sicuramente all’amico immaginario di Roland, si veda Chanson de Roland
  • Conde de Calatrava. Questo Conde potrebbe essere il Conde del Moral de Calatrava, titolo nobiliare creato nel 1894 a favore dello jerezano Alvaro López de Carrizosa y de Giles. Il periodo storico comunque non coicide con gli altri personaggi fino ad adesso analizzati. Non abbiamo riscontrato nessun altro personaggio con questo nome che potesse collocarsi  storicamente prima del 1500.

Ci sono poi due cose da valutare rispetto al Conde Partinuplés o Martinuples. Due figure piuttosto diverse, all’ascolto si capisce Martinuples, è invece riportato in nel libretto che accompagna Cultura Jonda.

  • Conde Partinuplés: El conde Partinuplés è un opera teatrale del secolo XVII, scritta  da Ana Caro Mallén de Soto, drammaturga del secolo d’oro della quale non è chiaro se il luogo di nascita fosse Sevilla o Granada, e del quale non sappiamo né data di nascita né di morte. L’opera presenta il mito di Amore e Psiche in forma inversa attraverso il travestimento di Leonor in uomo. Il conde Partinuplés presenta Rosaura, regina di Constantinopla, obbligata a nascondere il marito ai sudditi e condizionata dal destino astrale. Grazie alle arti di sua cugina Aldora, conoscerá i suoi 4 pretendenti dei quali sceglierà Partinuplés, sposato con la bella Lisbella. Dopo l’apparizione di un ritratto di Rosaura, il Conte sarà completamente rapito dalla sconosciuta e partirà per cercarla, abbandonando Lisbella. Il Conde Partinuplés è una commedia cavalleresca sulle leggende artúricas e carolinge, arricchita da storia mitologica. 
  • Conde Martinuples è invece citato in Bernardo del Carpio, e nella seguente traccia del Negro del Puerto, Cultura Jonda Vol.19 – Raices del cante jondo en la memoria de Jose de los Reyes, Romance de Gerineldo – Romance. 
  • Conde Sol: ( si veda articolo già pubblicato)

Bando alle ciance, come si dice dalle nostre parti. La traccia che proponiamo è un capolavoro del Negro del Puerto, il vero corrido, quasi interamente raccontato. Ancora una volta notiamo come il Negro entri nel vivo del suo recitato, ripete delle frasi, fa delle pause, cambia intonazione a seconda del personaggio che sta interpretando. Come abbiamo detto più volte è lui il vero Romance più che la storia che racconta che, come abbiamo visto con Bernardo el Carpio, è senza dubbio nebulosa. Analizzando la traccia e soprattutto analizzando storicamente i vari personaggi ci rendiamo conto che quei nomi dei Condes sono si famosi, ma inseriti in un contesto non storico. Forse El Negro ha utilizzato nomi conosciuti per raccontare una storia, ma non per riportare dei reali avvenimenti storici; in definitiva questo Romance potrebbe considerarsi come il Romance della Cristiana Cautiva, un generico dove i Condes non sono altro che la cornice del racconto. Se tentiamo di comprendere, per quanto possibile, tutta la storia è chiaro che, più che raccontare degli avvenimenti precisi, il Negro ci fornisce quasi dei luoghi comuni tipici del Romance epico:

– Ci sono i personaggi classici che vivono nel palazzo reale, i Condes che non sono altro che lacayos ovvero servitori. In internet abbiamo trovato più definizioni; si trattava di coloro che aiutavano chi andava a cavallo. Il concetto è che in questo caso i Condes non sono conti con titolo nobiliare quindi è comprensibile anche perché in tutti questi Romances che abbiamo trattato, il Re non voglia fare sposare la figlia o la sorella con questi servitori; c’è l’Escudero, figura nobile, colui che porta lo scudo al cavaliere, nobile di basso rango, il Re, la Principessa o Regina, i Mori.

– Ci sono gli amori, i tre Condes innamorati della principessa e lei che ricambia dando appuntamenti per incontrarsi a tutti e tre.

– C’è la rabbia del re e la sua decisione per un matrimonio che abbia un buon fine.

– C’è la battuta di caccia e la ricerca della preda colpita.

– C’è la burla, mentre l’Escudero cerca la cacciagione (che è poi un coniglio) la principessa viene rapita dai mori.

-C’è l’inettitudine dell’Escudero che dopo aver cercato per tre giorni sua moglie si rassegna e si mette a giocare a domino.

– C’è la saggezza di Roldan che esorta l’Escudero a raggiungere la moglie rapita per liberarla.

Ma in definitiva la vera protagonista è la Jaquita, è lei il vero personaggio fuori dalla righe, è lei l’eroina che porta in salvo la principessa. Alla fine troviamo questi versi come un commento finale, esattamente come nelle favole di Esopo troviamo sempre una “morale”, che rappresenta il significato della storia. 

Esta jaquita que tengo
Yo lo habia echaito cebá (cebada)
Y a Zagueña venia a buscar la Reina mora
Que ya estaba ya cautivá

*Si Ringrazia Maria José Leon Soto per la stesura del testo sotto riportato.

El Negro del Puerto, nato a Puerto Santa Maria (Cádiz) nel 1913; tratto da Raices del cante jondo Cultura Jonda 19 – Romance de los condes – Romance 

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En palacio había, en aquella epoca había “alacayos” (lacayos)
Dentro de tantos lacayos había, estaba el Conde Martìn Luque, el conde Calatrava y el conde ¿
Y el conde Olivero.
Ahora resulta que en ello el Rey tenia una hermana, tenia una hermana.
El Conde Calatrava, el Conde León y el Conde Oliveros los tres querían a la niña
y la niña resulta que querìa a los tres, que quería a los tres.
Y un dia en el balcón, la citaron, la niña citaba a uno, al otro dìa citaba al otro
Aquella misma tarde los citó a los tres, los citó a los tres
Claro, durmiendo, salieron los tres
La nina subió pa arriba y ahora se encontrò la niña que resulta que la niña estaba esperando a los tres
Y llega el conde Coro que le dice: desafìo el Conde Leon al conde Calatrava. El Olivero paseaba por el rio.
Si es la palabra que ha dicho
Como me ha cogio aqui, si me hubiera cogido en otro lado ya me la hubiera pagado
Y se fueron a un rio que había, a un rio que había, claro Olivero no sabía ná.
El conde Leon estaba citado, coge su caballo y tira pa’llá pa’l río(para allá, para el río) y al llegar al río se encuentra
Olivero se encuentra al Conde Leon: Pues Leon que haces aquí dice…
Nada, aquí, viendo correr la agüita esta del río! Viendo correr la agüita del río!
Al nada llega el Conde Calatrava que estaba citado
Esto me parece a mí que no es lo mismo
Y le contesta el Conde León al conde Calatrava, dice si antes hubiera venío solo me hubiera encontrao
Entonces salta Olivero y dice esta espadita que ustedes tenéis me la llevo yo a mi lao y fue y se la llevó.
Ahora como estaban los dos peleaos, los dos mejores que habian en el palacio,
Resulta que el rey por quitar el disgusto la caso con el escudero que era “guarí” , pa quitarla ¿ de los tres,
Ya ellos como la casó con el escudero
Pues ya no tenian na que hacer
Pero mira por donde un dia que le da por decir al escudero dice: vamos a ir cazar,van a cazar y ahora resulta que encuentra un conejo, y le pega un tiro y al pegarle el tiro, sale él corriendo detrás del conejo llegan unos moros y se la llevan prisionera a ella, claro se la llevan prisionera po (pues) él cuando vio la falta de la mujer, busca pa arriba busca pa abajo, busca pa arriba busca pa abajo que no la encontraba, y se llevo tres días.
A los tres días, ya tiró ella, tiró ella, a ella se la llevaron pa “Zagueña”(¿) a ella se la llevaron pa Zagueña, y a él pues, se tiró pa palacio, pero él contó lo que pasaba.
Y estando ya allí en palacio un día, que estaban jugando al dominó,
Llega Roldan, llega Roldan y dice:
Que lastima de cuerpo que tienes
Que lastima de cuerpo que tienes Galfero
¿Jugando al dominó estás?, ¿por qué no te vas a Zagueña
que tienes a tu mujer cautivá?
Ahora como claro él era el escudero, no tenia caballo, ni tenía lanza ni tenía ná.
Entonces le dice a él: Si usted me empresta su jaca
A Zagueña yo iré
Dice: si te voy a emprestar mi jaca me la vas a acobardar,
Si no fuera usted mi tío, con usted me iba a pelear, dijo el escudero.
Pero claro le gusto esa palabra. Y allá va.
Dice: ahí la tienes. Y cogió la jaca y se la llevó.
Ahora llega a la moreria y estaban los moros alli celebrando el rey de España, que lo estaban clavando con una lanza, se cuela el conde León, y el conde Calatrava, se cuelan en la moreria, estando en la moreria ve que estaban los moros, buuuu clavando al rey una lanza. Dice po (pues) al llegar allí dice
Huye huye huye, otros dicen agua, agua, agua
Corre que ¿ que está enmedio de Granada
Los moros todos se encerraron.
Ahora él claro a lo que iba era a buscar a la mujer
Y le pregunta a una mora que había alli.
Señora, usted quiere hacer el favor de decirme donde esta el palacio del Rey.
Pues mire usted,que vengo buscando a …. no me acuerdo el nombre y no me acuerdo de ella.
Vengo buscando a la Reina,
Pero señor que quiere usted que tenga
Mire usted en el balcón está
La ve y dice, salta y dice: Esa jaquita que relincha
Le habìa echadito yo cebá
Pero señora que quiere usted que es
Que la jaquita es de mi tío Roldan
Entonces cogió él, cogió dos sábanas ella, se descolgó
Y la cogió y se echó, se montó a caballo
En medio de esto se dió cuenta el Rey Moro que le faltaba la Reina, buuuuuuu a buscarlo
Ya venia Conde Calatrava, Conde Leon, Conde Martin Luque, Conde Sol llegaba bbuuu a pelear
Pelearon los dos y uno a otro decía,
Esta jaquita que tengo yo lo habia echaito cebá (cebada)
Y a Zagueña venia a buscar la Reina mora
Que ya estaba ya cautivá
Y se acabó

Fonti web:


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