Romance del Conde o Infante Arnaldos

romances_arlnaldosÈ possibile collocare questo Romances fra quelli di tipo novelescos, poiché vi si narra un tema fantastico. Ne esistono diverse versioni tutte incomplete. La versione di Menéndez Pidal fu divulgata dai Cancioneros del secolo XVI. È possibile dividerlo in tre parti: all’inizio, la presentazione di Arnaldos; successivamente la descrizione della nave, del marinaio e gli effetti del suo canto; e infine il dialogo fra Arnaldos ed il Marinaio. Nei primi versi si collocano i due elementi che daranno il clima misterioso del Romance; si tratta delle parole “ventura” e “mar“. “Ventura” significa futuro, felicità, casualità, pericolo. Ognuno di questi termini suggerisce un cambiamento, sia nel bene che nel male. Un passaggio da uno stato all’altro. In relazione con questo, l’elemento “mar” simboleggia il passaggio fra la vita e la morte. Nel mare sta la fonte della vita e la fine della stessa. Tornare al mare è come il ritorno alla madre e per tanto, morire, dato che la madre da vita ad una creatura perché cresca indipendente da lei. Se torniamo alla madre, moriamo rispetto al concetto della vita, che prevede invece una crescita e quindi un allontanamento. Questo tema di mantiene vvo in tutto il Romance poiché in questo clima misterioso non si saprà mai se la “ventura” del bambino è la morte o un cambio di vita. L’immagine del marinaio suggerisce il viaggio, e la possibilità di conoscere altri mondi. Nei primi versi si presenta il personaggio e la collocazione in un determinato tempo (“la mañana de San Juan”) e luogo (“Sobre las aguas del mar”). Entrambe le circostanze determinano il futuro di Arnaldos. Egli sembra incontrarsi li casualmente, facendo altro, ma è distratto da qualcosa che interferisce seducendolo, al punto tale da fargli cambiare radicalmente vita. Il narratore in questo Romance, si presenta in terza persona e narra i fatti oggettivamente senza addentrarsi in maniera intima nei personaggi, però riempiendo il poema di immagini sensuali che seducono il lettore. Come detto più volte, il riferimento a “la mañana de San Juan” è abituale nel Romancero. Di Arnaldos non sappiamo niente di più di ciò che sta facendo: cerca cacciagione per sfamare il suo falco. La sua attività è terrena. Nell’Età Media, l’uomo nobile è molto legato alla terra, ed il peggior male che possa succedere per un nobile del Medioevo è non possedere terra. La terra, l’onore, la vita hanno la stessa importanza. Quello che il Marinaio propone è quindi qualcosa di radicalmente opposto alla vita del ragazzo, e il seguirlo implica la sua vita stessa, da qui la relazione marinaio/morte. Se il nobile è legato alla terra, e per tanto sedentario, il marinaio offre un mondo sconosciuto e in costante movimento. La parte successiva del Romance è dedicata alla descrizione dell’imbarcazione e del canto. È interessante vedere che questa imbarcazione si avvicina alla terra cercando di incantare coloro che la vedono. Non è il ragazzo ad andarle incontro, ma è lei stessa a sorprenderlo: “vio venir una galera/ que a tierra quiere llegar“. Come la morte stessa, non si suppone che sia l’uomo ad andarla a cercare, ma è lei ad avvicinarsi a noi, dichiarando che non è l’uomo a scegliere la sua ora. Senza dubbio, in questo caso l’uomo ha invece la possibilità di scegliere se salire o no. La descrizione dell’imbarcazione è piena di sontuosità. Queste immagini cariche di sensualità annunciano il Rinascimento, dato che nel Medioevo non era ammissibile l’esaltazione del colore e dell’eccessiva luminosità. L’immagine della barca è grandiosa, in contrasto con il piccolo uomo. I colori dell’imbarcazione sono echi biblici e religiosi. Il colore della seta è bianco, che fa riferimento alla santità, a la bellezza de la purezza, al sacro. La “jarcia” che erano le reti da pesca, erano d’oro. Anche l’oro fa riferimento al sacro, come gli strumenti della pesca che ricordano i compiti degli apostoli. E l’ancora, d’argento. Le ancora sono strumenti che servono per assicurare le imbarcazioni nel momento del pericolo, l’argento rappresenta la parola di Dio che sostiene il fedele quando la sua vita vacilla. Poi le “tablas de fino coral”. Il legno, che rimanda alla Croce di Cristo, qui è di corallo e il colore bianco appare di nuovo relazionato al sacrificio di Cristo. L’idea del Divino, in questa imbarcazione conferma l’idea della morte, sempre superiore all’uomo, e nello specifico sempre Dio superiore all’uomo. Il Marinaio è presentato come una guida. Questo personaggio è una specie di Caronte stilizzato. Caronte era un personaggio mitologico che aiutava le anime ad attraversare questo e l’altro mondo. Benchè sia un personaggio temuto e mostruoso, in questo caso sembra essere un personaggio con un bel canto. Un cantare che domina il mare ed il vento, con un potere perciò Divino. La musica è qui capace di controllare le forze incontrollabili della Natura, così facendo si connettono le forze soprannaturali con quelle umane e naturali. Questo ricorda invece Orfeo che aveva il potere di commuovere la Natura col suo canto. Questo cantare è l’elemento che unisce cielo e terra.  Successivamente si fa riferimento a chi come Arnaldos è incantato da questo canto: si parla di pesci e di passeri. Si rispetta l’ordine stabilito: “mar”, “vientos” “peces”, “aves”, m anche l’ordine della creazione: prima le creature marine, poi quelle del cielo. L’ultima parte del Romance corrisponde al dialogo fra i personaggi. In conclusione il marinaio chiede ad Arnaldos di  lasciare la vita che conosce per accompagnarlo. Gli sta chiedendo la vita in cambio di quel canto che da cui Arnaldos è stato sedotto. Nel Romance non è chiara quale sia la decisione di Arnaldos. Ciò che differenzia questo Romances dagli altri è proprio che qui esiste  la volontà di permettere all’uomo di prendere una decisione. 

Romance del conde o Infante Arnaldos

Quién hubiera tal ventura
sobre las aguas del mar,
como hubo el conde Arnaldos
la mañana de san Juan

yendo a buscar la caza
para su falcón cebar,
vio venir una galera
que a tierra quiere llegar

las velas trae de seda
jarcias de oro torzal
áncoras tiene de plata
tablas de fino coral

marinero que la guía
diciendo viene un cantar
que la mar ponía en calma
los vientos hace amainar

las aves que van volando
al mástil vienen posar
los peces que andan al fondo
arriba los hace andar.

Allí habló el infante Arnaldos
bien oiréis lo que dirá
“Por tu vida el marinero
dígasme ahora ese cantar”

Respondiole el marinero
tal respuesta le fue a dar
“Yo no digo mi canción
sino a quien conmigo va”

Altre versioni: 

Trattiamo adesso quanto riscontrato nella discografia flamenca. Si tratta di un Romance che cantò Mairena quando ricevette a Segovia, nel 1980, il diploma La Nave de Arnaldos da parte di Diego Catalan Mendez Pidal. Il geniale cantaor si era riproposto di registrarlo nel CD “El calor de mis recuerdos”, l’ultimo dei suoi capolavori, ma alla fine questo Romance non vide la luce nelle sue registrazioni. La traccia che proponiamo è quella di Pedro Cintas che utilizza il testo cantato da Mairena che, come al solito, è un misto tra la versione popolare e la sua variante. Pedro Cintas ha vinto numerosissimi premi tra i quali spicca quello del Festival del Cante Jondo di Antonio Mairena nel 2010, da buon extremeño la sua interpretazione del Romance risulta sublime, ci sono infatti molte caratteristiche, in questo palos così come Mairena ce lo ha insegnato (l’allungamento dei versi, i melismi), che si avvicinano molto alla scuola extremeña.
Da un punto di vista stilistico il Romance in questione presenta tutte le caratteristiche tipiche del Romance maireniano: l’accompagnamento por Bulería por Soleá, l’alternarsi dei due stili tipici di cui valiente, la chiusura in stile di Alboreá por Bulería e gli “olesjaleati, tipici dell’Alboreá; la differenza è nell’interpretazione che è senza dubbio personale e di ottimo risultato. Per comprendere il lavoro di Cintas riportiamo parte dell’intervista pubblicata sul Periodico de Mairena del Alcor in riferimento all’uscita del suo CD “Papeles intimos”:

Maestros, chi ti ha ispirato?
Da tutti si può prendere qualcosa, ma la mia guida è Antonio. Se si vuole apprendere i cantes, fra lui e Pastora, troviamo il 90% del repertorio conosciuto. Nonostante questo, io ho appreso molto da Calixto. Soprattutto la maniera di intendere la tecnica vocale e dell’essere diverso da Antonio poiché uscì dalla sua terra natii, mentre quelli che respavano copiavano Antonio a menadito. Questo è il segreto del suo successo: aver trovato un proprio stie. Da Antonio Mairena c’è molto da apprendere, ma ciò che si deve copiare è il suo modo di intuire il cante. E per questo si deve essere come lui: cantare mentalmente 24 ore al giorno.

– Presenti il disco a Mairena, perchè in questo paese?
Con questo disco volevamo mettere in mostra l’Antonio Mairena più intimo. Le molte registrazioni domestiche esaminate per questo lavoro dimostrano che Antonio non era un “inquisitore del cante”. Forse lo è stato qualcun altro al posto suo. Questo messaggio vogliamo farlo partire da Mairena del Alcor.

– Cosa vorresti dal popolo di Mairena?
Quando nel 2010 vinsi il concorso, Mairena mi accolse come un figlio in più. Qui ho molti amici che sono come fratelli e che mi danno“gloria bendita” ogni volta che vengo. A Mairena del Alcor non posso chiedere nient’altro perchè mi ha già dato tutto. Ah sí, una cosa: che non mi abbandoni mai…

– Il tuo disco “Papeles íntimos”, è il più intimo per la tua arte?
E’ gran parte del mio modo di essere artista. C’è qui, uno studio che mi ha fatto crescere come interprete e mi ha dato l’opportunità di mostrare uno dei miei aspetti: quello che mi unisce a Mairena. Però manca un altro aspetto: quello della mia terra extremeña, che ha un proprio stile bellissimo e che proverò a mettere nei miei lavori successivi.

Pedro Cintas, nato a La Albuera (Badajoz) nel 1976; tratto da Papeles intimos, Romance del Conde Arnaldos – Romance* por Bulería por Soleá – Popular/Antonio Cruz Garcia – Guitarras: Antonio Garcia – Palmas, jaleo y nudillos: Abel Harana y Roberto Jaen

Romance del Conde Arnaldo (Por la puerta de Celinda)
Quién tuviera tal ventura
sobre las aguas del mar,
como tuvo el conde Arnaldos
la mañana de San Juan

Romance del Conde Arnaldo (Buenos dias tengais mora)
Con un halcon en la mano
la caza fue a cazar
y vio venir un navio
que a tierra quiere llegar

Romance del Conde Arnaldo (Por la puerta de Celinda)
Las velas trae de seda
Y las cuerdas de cristal
y el ancla trae de oro
y las tablas de coral

Romance del Conde Arnaldo (Buenos dias tengais mora)
Marinero que la manda
diciendo viene un cantar
que la mar ponía en calma
y los vientos hace amainar

Romance del Conde Arnaldo (Por la puerta de Celinda)
Los peces que habia en el fondo
arriba los hace andar
las aves que van volando
al mástil se posan

Romance del Conde Arnaldo (Buenos dias tengais mora)
Mujeres que estan preñadas
pronto las hacia abortar
Dios te libre de esta cosa
cuando vas a navegar

Romance del Conde Arnaldo (Por la puerta de Celinda)
De los peligros del mundo
De las fortunas del mar
De los llanos de Almeria
De el estrecho Gibraltar

Romance del Conde Arnaldo (Buenos dias tengais mora)
Y de lo castillos moros
que combaten con la mar
alli hablo el Conde Arnaldo
que bien lo pude eschucar

Romance del Conde Arnaldo (Por la puerta de Celinda)
Marinero, marinero
Dime tu a mi este cantar
Yo no digo mi cancion
si no a quien conmigo va

Alboreá por Bulería
La media naranja
en la laguna
to aquel que la vieren
creerá que es una
to aquel que la vieren
creerá que es una

Fonti web:

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: