Romance del Moro Alcaide de Antequera y la perdida de Alhama

romances_moroLa presa di Antequera nel 1410 dopo svariati mesi di assedio ebbe una speciale risonanza fra i castellanos per l’essere “il più onorevole trionfo delle armi cristiane dalla battaglia di Salado fino alla resa di Granada, non solo per l’importanza della città conquistata e per il suo valore strategico, ma soprattutto per l’eroica resistenza dei suoi abitanti con i notevoli sforzi militari e diplomatici fatti dai granadini per sollevare l’assedio“. Dopo la riconquista, Antequera è un villaggio di frontiera, i cui cittadini vivevano in continuo stato di allerta, anche se questa circostanza non impediva i contatti con fra i mori e i cristiani aldilà delle sommosse e dei saccheggi.
I poeti della fine del XV e XVI secolo riflettono nei loro Romances il ricordo di quei momenti eroici, rendendo nobile la figura del moro sconfitto, che riporta con tristezza e dolore la perdita della sua terra. Curiosamente tutti i Romances, ad eccezione di quello del Caballero de Orbaneja, raccontano la storia della conquista di Antequera nella prospettiva del moro perdente. Lo schema che si ripete con alcune varianti è il seguente: 1) un moro arriva a Granada per informare il Re dell’assedio o della presa di Antequera, 2) il dolore provato dal Re ricevendo la notizia e 3) l’invio di truppe contro i cristiani. Nell’antico Romance del Moro Alcaide di Antequera l’emissario arriva dicendo da Archidona:
– Si supieras, el rey moro, – mi triste mensajería
mesarías tus cabellos – y la tu barba vellida

fino a Granada, dove incontra il Re nell’Alhambra:
-¿Qué nuevas me traes, el moro, – de Antequera esa mi villa?
– No te las diré, el buen rey, – si no me otorgas la vida.
– Dímelas, el moro viejo, – que otorgada te sería.

e lo informa della tragica situazione di Antequera:
– Las nuevas que, rey, sabrás – no son nuevas de alegría:
que ese infante don Fernando – cercada tiene tu villa.
Muchos caballeros suyos – la combaten cada día:

De día le dan combate, – de noche hacen la mina;
los moros que estaban dentro – cueros de vaca comían;
si no socorres, el rey, – tu villa se perdería.

Il Romance del Moro de Antequera non termina qui, ma continua riportando la severa reazione del Re di fronte alla notizia: l’invio di un potente esercito contro i cristiani, che risulta vinto nella batalla de la Boca del Asna, e al seguito del quale inizia l’assalto:
Después de aquesta batalla – fue la villa combatida
con lombardas y pertrechos, y con una gran bastida
con que le ganan las torres – de donde era defendida

e la conquista di Antequera:
Después dieron el castillo – los moros en pleitesía,
que libres con sus haciendas – el infante los pornía
en la villa de Archidona,- lo cual todo se cumplía.
Y así se ganó Antequera – a loor de santa María.

Testo integrale: Romance del moro alcaide de Antequera

Il Romance de la mañana de San Juan ci informa delle ripercussioni che ebbe a Granada la notizia della conquista di Antequera. Nella “mañana de San Juan“, quando i cortigiani granadini festeggiavano, un vecchio moro arrivò a Granada per comunicare al Re la perdita di Antequera:
Dando voces viene un moro – y mesándose la barba.
Como antel Rey fue llegado, – dijérale esta palabra:
– “con tu licencia, señor, – te diré una nueva mala:
que ese infante don Fernando – tiene Antequera ganada.
Han muerto allí muchos moros, – yo soy quien mejor librara,
[cuatro] lanzadas trayo,- que el cuerpo todo me pasan”.

Antequera fu conquistata in Settembre (il 16 il villaggio e il 24 il castello), per questo collocare la notizia della conquista nel giorno di San Juan costituisce un anacronismo storico. Il “la mañana de San Juan” del primo verso, tanto carico di suggestioni festive, sottolinea l’ambientazione nella quale il moro emissario rivelerá la sua brutta notizia. Questa introduzione, nella quale il poeta descrive il corteggiamento amoroso e i fastosi vestiti dei signori e delle damigelle, come succederà più tardi nei Romances moriscos, serve da contrappunto alla notizia del disastro annunciato dal messaggero. Menéndez Pidal riporta l’attenzione sull’effetto artistico evocato dalla notizia dopo  la lunga descrizione “del festival bullicioso de la corte” e spiega al seguito che “il poeta escogita il día de San Juan perché è una festa molto sentita, che insieme ai cristiani festeggiano anche i mori, sia in Oriente che in Andalucía”. Il Re reagisce con celerità, dopo che “la color se le mudara”, con un raid in terra di Alcalá la Real, dai quali ritornano vittoriosi a Granada. Questa azione lo conforta però il dolore per la perdita di Antequera è ancora vivo:
Bien fue desto el Rey contento, – mas Antequera lloraba,
que lo que el Infante toma, – siempre bien lo conservaba,
que la gente de Castilla – defiende muy bien la plaza.

Perdita alla quale non si rassegna e per la quale prepara truppe per riconquistarla nominando capitano a Muley Guadalpujarra, che giura di riprendere la città o morire nella lotta:
Éste hizo un juramento – y sobre el Alcorán jurara
de cobrar presto Antequera, – y aun Córdoba la llana,
aprender a don Fernando – o morir en la demanda.

Il forte impatto e l’afflizione dei granadini per la presa di Antequera si manifesta in alcuni nel Romance fronterizo, evoluzionando a metà con quello morisco. Così ad esempio capita nel Romance che Joan de Timoneda rielaborò nel suo Rosa de Amores, facendone due versioni, che proseguono quello che Menéndez Pelayo considerava il primitivo Romance (i primi 24 versi). In questo testo il Re di Granada lamenta la perdita di Antequera:
En Granada está el rey moro – que no osa salir della.
De las torres del Alhambra – mirando estaba la vega.
Miraba los sus moricos – cómo corrían la tierra.
El semblante tiene triste, – pensando está en Antequera.
De los sus ojos llorando – destas palabras dijera:
– ¡Antequera, villa mía, – oh, quien nunca te perdiera!

e vorrebbe riscattarla per Granada:
Si le pluguiese al buen rey – hacer conmigo una trueca,
que le diese yo a Granada – y me volviese Antequera.

Il carattere epico si tronca totalmente a partire dal verso 19, acquisendo un tono lirico.

Testo integrale: Romance Mañana de San Juan

La serie di Romances dedicati alla conquista di Granada ha inizio con Il Romance de la pérdida de Alhama. Molto diffuso ai suoi tempi, se ne conservano varie versioni, e Ginés Pérez de Hita ne presentó due versioni nel suo libro Guerras civiles de Granada (1595): una, la più poetica, ha un estribillo ogni due versi “¡Ay de mi Alhama!” e l’altra senza estribillo. Pérez de Hita credeva che questo Romance fosse stato scritto originariamente in arabo e tradotto posteriormente in castellano. Così credettero anche Milá y Fontanals e Menéndez Pelayo, però in seguito Menéndez Pidal dimostrò che era invece scritto in castellano, pero in un’ottica mora, come successe con molti altri: “Desde antiguo revelan los romances influjo, a veces muy fuerte, de ideas y sentimientos moros, simpatía al pueblo enemigo, pero no traducción de originales árabes”.
Il Romance riflette la commozione del Re di Granada di fronte alla perdita di una città così importante e così vicina alla capitale nazarí. Nel 1482 le truppe dei Re Cattolici, capitanate da Rodrigo Ponce de León, marchese di Cádiz, presero la città di Alhama, che costituì senza dubbio un duro colpo per la monarchia granadina. Il Re granadino Muley Abul Hasan (1466-1485), cercoò senza successo di recuperare la città, poiché erano certi che a partire da questa vincita i castellani potevano facilmente assaltare la capitale del regno:
Cartas le fueron venidas – que Alhama era ganada.
Las cartas echó en el fuego, – y al mensajero matara.

Senza perdere tempo(“descabalga de una mula y en un caballo cabalga”) si dirige alla Alhambra per convocare urgentemente i suoi vassalli al suono della tromba e dei tamburi di guerra:
Los moros, que el son oyeron – que al sangriento Marte llama,
uno a uno y dos a dos – juntado se ha gran batalla

Dopo che il sovrano informa della caduta di Alhama, un uomo “de barba crecida y cana”, lo incolpa di essersi avvicinato ai cegríes, “tornadizos de Córdoba”, contro gli abencerrajes, “que eran la flor de Granada”, durante la guerra civile fra questi, che finisce il suo discorso maledicendolo:
Por eso mereces, rey, – una pena muy doblada:
que te pierdas tú y el reino, – y aquí se pierda Granada.

Testo integrale: Romance de la péerdida de Alhama

Completano il tema di Alhama due brevi Romances fragmentarios, che arrivano probabilmente da altri sicuramente più lunghi, ne è un esempio il: “Moro alcaide, Moro alcaide,- el de la barba vellida”. Questo Romances-scena tratta la perdita di Alhama mostrando l’altro aspetto della guerra, il lato personale e umano di uno dei protagonisti della guerra. Il Re manda a prendere l’alcaide per chiedere spiegazioni circa la sua assenza durante il giorno nel quale Alhama fu presa dai castellanos. A sua discolpa l’alcaide risponde che dovette andare a Ronda al matrimonio di una cugina, e che però lasciò ben custodita la città:
Yo dejé cobro en Alhama, – el mejor que yo podía.

Conclude dicendo al messaggero che il suo dolore non era inferiore a quello del Re dato che  egli aveva perso una città, ma lui tutto quello che possedeva:
perdí mi mujer y hijos, – la cosa que más quería.

Testo integrale: Romance del alcaide de Alhama

In relazione a questo romance abbiamo tre tracce nella nostra discografia, ognuna titolata diversamente; la prima di Antonio Mairena viene chiamata Romance, la seconda di Carmen de la Jara viene chiamata Giliana e la terza del Lebrijano e la Perrata abbiamo già visto nel Romance di Gerineldo trattarsi di una Alboreá.

Antonio Mairena, nato a Mairena del Alcor (Sevilla) nel 1909; tratto da Antonio Mairena Vol. 9, Lloran por Granada – Romance – A. Cruz Garcia – Guitarra: Melchor de Marchena *Bulerías por soleá

Romance de La pérdida de Alhama (Por la puerta de Celinda)
Se paseaba el rey moro
por la ciudad de Granada
desde la Puerta de Elvira
hasta la de Villa Rambla.

Romance de La perdida de Alhama (Buenos dias tengais mora)
Cartas le fueron venidas
de que Alhama era ganada;
echó las cartas al fuego
y al mensajero matara.

Romance de La perdida de Alhama (Por la puerta de Celinda)
Como a
la Alhambra subió
al mismo tiempo mandaba
que se toquen las trompetas
sus añafiles de plata.

Romance de La perdida de Alhama (Buenos dias tengais mora)
Que los tambores de guerra
aprisa toquen a alarma
pa que la oigan los moros
de la Vega de Granada.

Romance de La perdida de Alhama (Por la puerta de Celinda)
Y los moros que el son oyeron
que al sangriento Marte llama,
uno a uno y dos en dos
juntos van a la batalla.

Romance del Moro Alcaide (Buenos dias tengais mora)
Era la mañana de San Juan,
cuando apenas alboreaba,
grande guerrita tenía el moro
por la ciudad de Granada.

Romance del Moro Alcaide (Por la puerta de Celinda)
Bien te se emplea, buen rey,
estas horas desdichadas
mataste a los Abencerraje
que es una pena doblada.

Romance del Moro Alcaide (Por la puerta de Celinda)
Y que si el rey perdió su tierra,
yo perdí mi honor y fama;
perdí una hija que yo tenía,
que era la flor de Granada.

Giliana di Jeroma la del Planchero (Giliana giliana) *Bulería
A la giliana,
moros y cristianos
lloran por Granada
moros y cristianos
lloran por Granada

In relazione a Mairena al solito ci viene in aiuto Ramon Soler Diaz, si tratta della terza por Romance da lui registrata nel 1969. Il testo, che sulla sua Antologia viene attribuito a lui stesso, è molto probabile che sia di derivazione libresca ma Mairena ci dice che lo aveva raccolto da Carmela Perez Gutierrez, non gitana, che a sua volta lo aveva appreso da bambina ad Alcalá de Guadaíra dalla famiglia de Los Paula. Come ci dice Suarez Avila in questo caso siamo di fronte a una tradizione atipica che lui chiama mista, ovvero abbiamo una fusione tra una parte libresca della “Conquista de Alhama” proveniente dal testo trascritto da Gines Perez de Hita in Historia de los bandos de Cegries y Abencerrages, Caballeros Moros de Granada, y las civiles guerras que hubo en ella, hasta que el Rey D. Fernando el V la ganó, riprodotto nel Romancero di Don Agustin Duran e in altri più moderni, con una parte conosciuta tra i gitani come “La Perdida de Antequera + Moro Alcaide” che Antonio apprese dal suo amico Juan Barcelona, figlio della “Roezna”, ad Alcalá de Guadaíra proveniente dalla casa de Los Paula.

La traccia di Carmen de la Jara viene chiamata Giliana, affronteremo in un secondo momento questa dizione, per ora ci soffermiamo esclusivamente sul primo frammento è il Romance del Moro Alcaide, mentre il secondo è ricostruito basandosi direttamente sul testo trascritto da Gines Perez de Hita del 1805.

Carmen de la Jara, nata a Cádiz nel 1955; tratto da Tesoros del cante antiguo gaditano Vol.1, Giliana – Guitarra: Antonio Carrion *Bulería por soleá

Spotify

Romance del Moro Alcaide (Esta noche voy a ver)
Moro alcayde, moro alcayde
morito alcayde
el de la crecidas barbas
y los ojos grandes
el rey te mando a prender ay
que por los montes de Granada

Romance de la perdida de Alhama (Esta noche voy a ver)
Granada, los que regis Granada
decid de mi parte al rey
como no le debo nada
que yo estaba en Antequera
en las bodas de mi hermana

Alboreá romanceada (Esta noche voy a ver)
Que salga la novia
que la quiero ver
su boquita huele
a rosas, nardos y clavel

Alboreá por Bulería
Bendita es la madre
que tiene que dar
rosas y algodones
por la madruga

Juguetillo de Cantiña de la Rosa por Bulería
Arandito, arandito y arando
rosas y lirios va derramando
rosas y lirios va derramando

La traccia del Lebrijano e la Perrata presenta un unico frammento del Romance del Moro Alcaide. Da un punto di vista stilistico si tratta di stili precedentemente valutati, tipici del Romance, sia la traccia di Carmen de la Jara che del Lebrijano e la Perrata presentano letras di Alboreá. 

Abbiamo poi una traccia di Agujeta El Viejo: canta solo 4 letras delle quali le prime due sono testi di Alboreá, la terza è un frammento del Romance del Moro Alcayde e l’ultima è una letra di Bulería. Gli stili utilizzati sono tipici del Romance come anche l’accompagnamento por Bulería por Soleá che comunque in questo caso è meno sostenuto e si avvicina di più a una Soleá vera e propria.

Vi è poi una seconda traccia di Mairena. La traccia, nonostante contenga il Romance del Moro Alcaide e De la perdida de Alhama usando proprio gli stili tipici del Romance non viene segnalata come tale ma come Fiesta por Bulería. Effettivamente nonostante canti Romance l’accompagnamento non è por Bulería por Soleá e non ritroviamo stili e letras tipiche dell’Alboreá; in definitiva la struttura è lievemente differente.

Fonti web: 

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