Romance de Don Boiso o de la Cristiana cautiva

romances_boisoSull’identità del protagonista di questo romance esistono diverse ipotesi. Boiso, nome importato dalla Spagna e usato per pochi personaggi uno dei quali appare come Boiso, Boisone, don Bueso o don Boiso come “merino mayor” di Saldaña nel 1156-65 e come governatore di Carrión nel 1162; un altro don Bueso Gonçalez appare ad Aguilar de Campó nel 1190; e poi varie persone che sono probabilmente discendenti di questi come ad esempio Didago Boisone nel 1166 e due fratelli della terra di Palencia, Roy Diaz Buesso e Pedro Diaz Bueso, e il figlio Diago Pérez Bueso, vissuti tutti nel 1280. Il cognome perdura anche attualmente ma è molto raro. Nella letteratura spagnola il nome non appare fino al secolo XIII, nome messo ad un signore francese che fu ucciso da Bernardo del Carpio. Qualcuno racconta che questo francese, don Bueso, fosse cugino di don Bernaldo, sembra però che tutto questo fosse possibile e nessun uomo con questo nome appare attualmente nel Romance de Bernardo del Carpio. Non compare poi, nei poemi francesi riguardanti la guerra di Spagna, che una sola figura: un Bos de Escorpió ó de Carpión, consigliere. Poi si passa al secolo XV  per trovare un altro don Bueso, eroe di altre poesie tradizionali. Intorno al 1460 già c’erano vecchi Romances che narravano la storia di  don Bueso, ma non c’è motivo di pensare che si trattasse dello stesso Romance arrivato ai giorni nostri. In una versione conservata a Praga in un edizione del 1560 si leggono i seguenti versi: “A caca va el rey don Bueso/por los montes a correr“. Si tratta dell’unico testo citabile esistente di un vecchio Romance de don Bueso, versi che però non appartengono a nessuna delle versioni attualmente in auge. I Romances di don Bueso, già famosi e vecchi nel xv secolo, non sappiamo cosa narrassero; Ambrosio de Morales ne conosceva molti. Nella tradizione moderna ci sono due Romances principali di don Bueso: “el rescate de la hermana cautiva” e “la Muerte ocultada”. Entrambi hanno una forma primitiva hexasflaba en pareados, e una forma derivata e rivista in versi ottosillabici. Non è inverosimile che i due ottonari citati nella Ensalada de Praga appartenessero ad una versione de la Muerte Ocultada precedente alla versione monorrima attualmelmente conservata nella tradizione. Ramón Menendez Pidal scrive: “Il Romance de Don Boyso (Don Boiso, Don Lunes, Don Bueso, etc…) è uno dei racconti di tradizione orale più rappresentativi della Edad Media Leonesa; immagino abbia sofferto diverse modifiche; sono pervenute diverse versioni molte delle quali raccolte in Tradiciones Orales Leonesas II, Romancero General de León II, da San Martín de Agostedo, Quilos, San Clemente de Valdueza, Vierdes…( ne riportiamo qui sotto i link). Di melodia molto bello, si sottolinea l’adattamento di Federíco García Lorca. Ne esistono versioni asturiane, nell’ Algarve c’è un romance de Dom Bozo, nella provincia portoghese del Miño un altro Dom Bezo. Una variante è stata raccolta in Brasile con il título de Flor do día. In ognuno di questi si evidenzia la crudeltà della madre di Don Bueso con la nuora. In Cataluña lo chiamano Don Guespo (o anche Don Buespo) e raccontano che fu avvelenato da una donzella chiamata Gudriana. Diciannove le varianti raccolte da Milá.  Quindi non c’è niente nella storia odierna che spieghi chi realmente fosse Don Bueso, la tradizione orale contemporanea e poetica ne conserva comunque il nome e le versioni dei canti a lui dedicati. A grandi linee questo è ciò che abbiamo potuto leggere nelle versioni presenti in rete. Don Boyso, uomo cristiano, va, spesso a cavallo, nella terra dei Mori a cercare una sposa; molto spesso l’incontro con quella che lui crede essere una mora avviene vicino ad una “fuente” dove Boyso si ferma per abbeverare il cavallo, propone alla donna di prenderla in sposa se si converte al cristianesimo, la donna gli spiega quindi di essere cristiana. Nel viaggio che conduce i due attraverso il regno (il nome del luogo può variare o non essere presente) i due si scoprono fratelli, lei può avere più nomi da Rosalinda a Maria etc. La reazione della madre che ritrova una figlia e non una nuora può essere diversa, o essere del tutto assente. Il Romance de la Cristiana Cautiva, anche conosciuto come Romance de Don Bueso o della Cautiva o della Mora Cautiva o della Moralinda, è un Romance popolare anche cantato durante il lavoro dei campo e nelle notti d’inverno. Anche in questo caso la storia e i personaggi possono cambiare, ma come si vedrà dai due testi riportati, hanno molte cose in comune. La cristiana cautiva sembra quindi essere una parte del Romance di Don Bueso.  Ai fini del riscontro in ambito flamenco non fatichiamo a mettere in questa pagina questi due Romances. 

Romance de Don Boyso, raccolta da Federigo Garcia Lorca nel suo Cantares populares

Camina Don Boyso 
mañanita fría 
a tierra de moros 
a buscar amiga. 
Hallóla lavando 
en la fuente fría. 
—¿Qué haces ahí, mora, 
hija de judía? 
Deja a mí caballo 
beber agua fría. 
—Reviente el caballo 
y quien lo traía, 
que yo no soy mora 
ni hija de judía. 
Soy una cristiana 
que aquí estoy cativa. 
—Si fueras cristiana, 
yo te llevaría 
y en paños de seda 
yo te envolvería, 
pero si eres mora 
yo te dejaría.

Montóla a caballo 
por ver qué decía; 
en las siete leguas 
no hablara la niña. 
Al pasar un campo 
de verdes olivas 
por aquellos prados 
qué llantos hacía. 
—¡Ay, prados! ¡Ay, prados! 
prados de mi vida. 
Cuando el rey, mi padre, 
plantó aquí esta oliva, 
él se la plantara, 
yo se la tenía, 
la reina, mi madre, 
la seda torcía, 
mi hermano, Don Boyso, 
los toros corría. 
—¿Y cómo te llamas? 
—Yo soy Rosalinda, 
que así me pusieron 
porque al ser nacida 
una linda rosa 
n’el pecho tenía. 
—Pues tú, por las señas, 
mi hermana serías. 
Abre la mi madre 
puertas de alegría, 
por traerla nuera 
le traigo su hija.

Altre versioni:

Romance de la cristiana cautiva

“Una tarde torneo
pasé por la Morería,
y había allí una mora guapa
lavando en la fuente fría
“Quítate de ahí mora guapa
quítate de ahí mora linda
Que va a beber mi caballo
agua fría y cristalina.”
“Caballero no soy mora,
que soy cristiana cautiva;
me cautivaron los moros
en el monte de la Oliva.
Si tu quisieras morita
En mi caballito irías
“De buena gana me iría;
mas los pañuelos que lavo,
¿en dónde los dejaría?”
“Los de seda y los de Holanda,
aquí, en mi caballo, irían;
y los de menos valor
la corriente llevaría.”
– Y mi honra, caballero,
¿dónde me la dejaría?
– Aquí en la cruz de mi espada,
que en mi pecho está oprimida.
Por ella juro llevarte
hasta los montes de Oliva.
La hizo subir al caballo
y a su casa la traía.
Al pasar por la frontera
la morita se reía.
“¿De qué te ríes, mora bella?
¿De qué te ríes, morita?”
– No me río del caballo,
ni tampoco del que guía,
me río al ver esta tierra,
que es toda patria mía.
Al llegar a aquellos montes
ya lloraba la cautiva.
“¿Por qué lloras, mora guapa?
¿Por qué lloras, mora linda?”
“Lloro porque en esos montes
mi padre a cazar venía
con mi hermano Juan Alejo
y yo en su compañía
Las lágrimas de mis ojos
por mis mejillas corrían,
no me las pude secar
que amarrada me tenían.
“¿Cómo se llama tu padre?”
“Mi padre, Juan de la Oliva.”
“¡Dios mío! ¿Qué es lo que dices?
¡Virgen sagrada María!
Pensaba llevar mujer
y llevo una hermana mía.”
“Abra usted, madre, las puertas,
ventanas y celosías,
que aquí le traigo la rosa
que llora de noche y día.”

Versione tradizionale o non legate al flamenco:

 

Passiamo alle versioni legate al Flamenco. Riguardo alla traccia che segue, questa è unica in riferimento al Romance di Don Boiso; la registrazione è ripresa da Canciones populares antiguas di Federico Garcia Lorca, si tratta di un lavoro in cui  Carmen Linares riprende una vecchia registrazione del 1931 dove l’Argentinita cantava accompagnata al piano dallo stesso Lorca; tale registrazione prende il nome di Canciones Populares Antiguas e viene presentata nel 1933 alla conferenza di Rafael Alberti riguardante “La Poesia popular en la Lirica Española”, si tratta per lo più di canzoni andaluse che fanno parte del folclore spagnolo, il CD originale presentava 10 pezzi musicali quasi tutti appartenenti all’inizio del secolo XIX. Ben 62 anni dopo Carmen Linares riprende il lavoro di Lorca e l’Argentinita riproponendo le tracce musicali di allora con arricchendo il tutto con la sua personalità flamenca. La traccia in questione, ovvero il Romance di Don Boisio è in realtà un pezzo che non si ritrova nella registrazione originale dell’Argentinita, si tratta della canzone più antica di tutto il repertorio riportato, rivista chiaramente da Garcia Lorca per quanto riguarda il testo.
Lo stesso lavoro di Carmen Linares è stato affrontato anche dalla cantante mezzo-soprano Teresa Berganza, Madrid 1933, accompagnata dalla chitarra di Narciso Yepes, Marchena 1927; le due tracce sono comunque identiche per quanto riguarda lo stile del cante, le differenze sono chiaramente interpretative. 

Carmen Linares, nata a Linares (Jaen) nel 1951; tratto da Canciones populares antiguas, Romance de Don Boisio – Romance – letra: Federico Garcia Lorca – Piano: Mariano Marin

Camina Don Boiso
mañanita fria
a tierra de moros
a buscar amigas
a tierra de moros
a buscar amigas

Hallolas lavando
en la fuente fria
que haces ahi mora
hoja de judia
que haces ahi mora
hoja de judia

Si fuera cristiana
yo te llevaria
en paños de seda
yo te envolveria
pero se eres Mora
yo te dejaria

Montola a caballo
por ver que decia
en las siete leguas
no hablara la niña
en las siete leguas
no hablara la niña

¿Y como te llamas?
yo soy Rosalinda
que asi me pusieron
porque al ser nacida
una linda rosa
en el pecho tenia

Pues tu por la seña
mi hermana serias
abrelas a mi madre
puertas de alegria
por traer la nuera
le traigo a su hija

La traccia che segue, unica per il Romance de la Cristiana Cautiva, non presenta grosse variazioni rispetto a quella che abbiamo ascoltato, sempre cantata dal El Chozas, nel contesto del Romance di Zaide; gli stili sono analoghi sebbene nella letra 5, 6 e 7 allunghi il terzo verso quasi a rendere questo stile più vicino a quello che abbiamo chiamato valiente (“Y sale Cilinda al balcon” ) inoltre termina questa volta con un nuovo stile che è chiaramente uno stile di chiusura. La reale differenza con la traccia di Zaide sta in come il cante – racconto si modifica con la comparsa dell’accompagnamento, se per la prima traccia avevamo parlato di un cante assimilabile al gregoriano, alle Toná, a una sorta di nena che culla, con l’accompagnamento la musicalità si modifica, ed il cante prende una forma non più cantilenata entrando nella Bulería por Soleá, preannunciando così il lavoro di Mairena.

El Chozas de Jerez, nato a Lebrija (Sevilla) nel 1903; tratto da Quejio denominacion de origen Jerez CD 2, Romance de la cristiana cautiva – Romance Popular – Guitarra: Felix de Utrera *Por buleria por Soleá

Spotify

Romance de la Cristiana cautiva (Por el castillo de luna)
Que yo salí de los torneros
que cansaíto yo de perder
y yo tire pa la Moreria
y me he encontrao una mora
que lavando en la fuente fria

Romance de la Cristiana cautiva (Por el castillo de luna)
Yo le dije buenas tardes mora bella
y ella me dijo buenas tardes trairia
quiere usted darle agua a mi caballo
que de ese agua cristalina
o quiere usted pasar a España
?

Romance de la Cristiana cautiva (Y sale Cilinda al balcon)
Y mi honra caballero
que cuando yo la recobraría
y mi ropa caballero
que ha donde la colocaría

Romance de la Cristiana cautiva (Y sale Cilinda al balcon)
La mejor la cogeria
y la peor por el rio abajo iria
y al llegar a los montes Ulia
y que la mora que suspiraba

Romance de la Cristiana cautiva (Por el castillo de luna)
Que suspiras mora bella
que suspiras tu mora linda
suspiro que en estos montes
mi pare para cazar aqui venia
y con mi hermano Leonardo
y con toda su compañia

Romance de la Cristiana cautiva (Por el castillo de luna)
Y el caballero eso que fuentes
que los oidos se le hacian
y el pescuezo de su caballo
que fuente de sangre salian

Romance de la Cristiana cautiva (Por el castillo de luna)
Y abrete la puerta mare
ventanas y celosias
que yo me robe a una mora
que yo robe a una hermana mia

Romance de la Cristiana cautiva (Que las campanas)
Que las campanas de aquel pueblo
que se quejaban a pedazos
porque la mora sufria
que en ancas de su caballo
su hermano se la traia

Fontiweb e Bibliografia:


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