Romance de la Monja

romances_monjasIl Romance de la Monja, da non confondersi col “Romance de la Monja gitana” di Federico Garcia Lorca, è anche sottotitolato “Contra su gusto” o “Que no lo queria ser”La prima versione scritta di questo Romance de la monja, appare nel 1550 nella Silva de Romances.

Questo uno dei testi integrali:

Testo del Romance de la Monja

Mi madre me metió a monja
por el velar de mi dote
me cogieron entre cuatro
me metieron en un coche
me pasearon todo el pueblo
y a una y a dos a dos
me iba yo despidiendo
de las amigas que tengo
me pararon en una puerta
me metieron para adentro
me quitaron gargantilla
las alhajas de mi cuerpo
y en una fuente de oro
a mi padre se lo dieron
me quitaron la ropilla
me vistieron de picote
y en alta voz gritan todas
pobre inocente

In questa sede ne ascolteremo due versioni, la prima proposta nella Magna Antologia del Cante e cantata da El Negro del Puerto, la seconda è una versione presente nel disco di Rafael Jimenez El Falo, “Corrido de la Monja”.

El Negro del Puerto, nato a El Puerto de Santa Maria nel 1913; tratto dalla Magna Antologia del Cante Vol.1 e/o da Cultura Jonda vol.19 Raices del cante jondo en la memoria de Jose de los Reyes, “El Negro de El Puerto, Corrido de las monjas – Romance por Petenera

Mi madre me metió a monja
por reservarse mi dote
me cogieron entre cuatro
me metieron en un coche
me pasearon por pueblos
y a un y a dos a dos
me iba yo despidiendo
de las amigas que tengo

Me apararon en una puerta
me metieron para adentro
me quitaron gargantilla
las alhajas de mi cuerpo
pero yo no siento mas
que me cortaron el pelo
y en una fuente de oro
a mi padre se lo dieron

Me vistieron de picote
y en alta voz gritan todas
pobre inocente

Rafael Jimenez Falo, nato a Oviedo nel 1964; tratto da El cante en movimiento, A Tío Jose de los Reyes el Negro – Romance – Contrabbasso: Luis Escribano – Por Petenera

*Nota del Falo: Nel 1998 presentai il primo disco “Cante Gitano” con una esibizione nella Sala de Columnas del Círculo de Bellas Artes in occasione del premio concessomi Copa Teatro Pavón. In quella occasione volli interpretare questo Romance,  tanto bello quanto unico, e per renderlo più attuale l’abbiamo interpretato con un arrangiamento melodico. Lì è iniziao tutto; successivamente lo interpretai in un teatro a New York, ed il The New York Times ne fece una critica stupenda nel qule diceva che quello era il high life della notte newyorkese. Abbiamo avuto 5 anni di spettacoli sempre al completo. Le comunità gitane e giudea di New York scelsero il Romance per un omaggio alle vittime di Auswitch e fu cantato in una sinagoga della 5ª Avenida. In Spagna, quando arrivò a Madrid lo spettacolo “Tiempo de gitanos” vollero che la interpretassimo nel Teatro Albéniz.Ricordo che quando l’ascoltò il manager la prima volta disse che avrebbe dovuto essere portato a New York, perché l’origine di questo Romance è giudeo-sefardita, proviene dall’esilio. E che rimane nella memoria dei gitani di qui perché loro non se ne andarono. Questa melodia che è rimasta immortalata in Spagna non è rimasta in nessuna altra parte del mondo. Esistono solo cinque versioni de “Monja contra su voluntad”: è una melodia unica”.

Mi madre me metió a monja
por reservarse mi dote
me cogieron entre cuatro
me metieron en un coche
me pasearon por pueblos
y a un y a dos a dos
yo me iba despidiendo
de las amigas que tengo

Me apararon en una puerta
me metieron pa adentro
me quitaron gargantilla
las alhajas de mi cuerpo
y en una fuente de oro
a mi padre se lo dieron

Me vistieron de picote
y en alta voz gritan todas
pobre inocente

Pero yo no siento mas
que me cortaron mi pelo

I due testi non sono molto diversi fra loro. El Negro aggiunge qualche verso, piuttosto diffuso nella provincia di Cádiz, in cui la bambina dice addio ai suoi amici. Qualche testo in circolazione aggiunge un ulteriore verso che contribuisce ad aumentare l’angoscia della bambina nel contrasto fra la sua vitalità e l’ambiente funereo del convento. Il fulcro drammatico è senz’altro costituito dal rituale di purificazione, la scena nella quale le monache spogliano la bambina dei suoi ornamenti e le tagliano i capelli come segno di addio al mondo. In tutte le versioni la bimba resta contraria al suo destino fino alla fine del Romance, per questo si afferma che el Negro termini la sua versione con versi estranei al resto della tradizione.   I due testi cantati sono identici, l’unica differenza sta nel fatto che Falo chiude con i versi: Pero yo no siento más/que me cortaron el pelo che El Negro del Puerto inserisce nella penultima letra.

Se a Mairena riconosciamo il valore di aver dato un’impronta stilistica a questo palo con stili ben riconoscibili e che tutt’oggi vengono reinterpretati e riconosciuti come Romance, al Negro del Puerto dobbiamo riconoscere il pregio di aver tramandato alcune letras, in forma narrata e cantata, eredità di valore inestimabile che lui ha appreso dalla sua famiglia; come dice Gamboa: “Cuando canta Jose canta el pasado.” Questa tradizione orale arriva al Negro tramite il padre Juan de los Reyes e dai suoi antenati Los Reyes, come egli stesso affermò: “Quello che so, lo devo a mio padre. Mio padre era un uomo al quale non piaceva essere ascoltato; si metteva nel patio e non voleva intorno nessuno tranne me, che ero il più grande. Iniziava a cantare, e cantava i Corridos, quello della Monja. I Romances che vengono cantati oggi sono una degenerazione. Io recito strofe di quando è stato creato il mondo, milioni di anni fa…
Per i gitani del Puerto di Santa Maria cantare Romance era tradizione; Luis Suarez Avila scrive: “Mi raccontano che nella portuense taverna de la Burra, El Caneco, El Negro, Chamrit e Moroncillo si riunivano fra di loro in intimità per cantare Romances. Ognuno doveva cantare quattro emistichi. Chi di loro sbagliava o dimenticava doveva necessariamente pagare una bottiglia di vino per i presenti.” Gonzalo Garciapelayo in merito al Negro e ai suoi Romances scrive: “Jose dimentica alcune cose del Romance, a volte perde il filo, recita, racconta, canta, interpreta vari personaggi, riconosce di non aver certi alcuni fatti, quindi trae conclusioni e noii iniziamo a pensare che la storia in sé per sè ha poca importanza…Que él es el romance!”. Il Romance de la Monja, è uno dei più famosi Romances cantati dal Negro, e uno fra quelli che più frequentemente gli veniva richiesto di cantare; è il più corto tra i Romances ed è uno dei più conosciuti dai gitani del Puerto. Lo racconta e canta, come aveva imparato dal padre, seguendo la cadenza della Petenera che gli imprime, senza alcun dubbio, una forte drammaticità.

La versione del Negro si colloca quindi fra le versioni originali del Romance in cui non è quindi presente nessuna delle forme melodiche odiernamente utilizzate quando ascoltiamo un Romances. Nel libretto del cd Cultura Jonda la stessa letra viene considerata come sua. Si tratta di una versione, come spiega lui stesso, recitata unica nel suo genere. Ad esempio anche el Chozas de Jerez interpreta Romances in forma narrata ma nelle sue versioni si evidenzia  l’andamento che Mairena successivamente imprimerà al Romance ovvero stili melodici definiti e accompagnati dal compás di Bulería por Soleá.

La versione del Falo è un omaggio al Negro del Puerto, anche il suo è un cante-racconto por Petenera ma la comparsa dell’accompagnamento musicale ci fa entrare in un’altra dimensione, quella della donna-bambina che viene spogliata della sua femminilità e rinchiusa in una realtà che non vede altre possibilità se non quella della clausura; alla voce tremolante del Negro si sostituiscono le corde del contrabbasso ad immergerci in un ‘inquietudine soffocante; questa volta l’ultimo pensiero non è da spettatori ma da protagonisti, non più solo racconto ma condivisione di un dramma, il Romance termina con l’ultimo atto fatto contro la volontà della donna, la privazione definitiva della sua identità: ”que me cortaron el pelo”. Un commento sulla traccia del Falo è indispensabile, riproporre un Romance del Negro è indubbiamente una impresa ardua, la sua spontaneità del racconto cantato, la purezza di questa eredità, la semplicità della sua interpretazione rendono la traccia un gioiello irripetibile. La genialità del Falo non si può non notare, la sua voce da cantaor virtuoso non gli permette un’interpretazione analoga; la sua voce è squillante, limpida, tutt’altro che tremula e roca, ma la cantilena che imprime al cante seguendo l’accompagnamento vibrante del violoncello rendono questa traccia sublime, sicuramente un grande omaggio al Negro.

Fonti web:


2 responses to “Romance de la Monja

  • la chica del skoda fabia

    Hola, en el vídeo de Rafael Jiménea Falo, el instrumetno que acompaña al cante no es un violonchelo, sino un contrabajo. Y el que toca el contrabjo no es José Luis López, es Luis Escribano.

    • Las Tres Gracias

      Hola querida, muchissima gracias por tu aporte. Es que dejé la dicion del cd. porque ante habia puesto la version registrada. Gracias otra vez. Katia

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