Tangos del Chaqueta

tangos_chaqueta

“El tango se aprende en Caí,
esa es la verdad,
solo con ver por las aceras
a sus mocitas pasar
como juncos de ribera
que van derramando sal”
tratto da El pequeño ruiseñor

Antonio Fernandez de los Santos, conosciuto artisticamente come El Chaqueta, è una personalità praticamente unica nel flamenco. Purista del cante flamenco e suo profondo conoscitore proviene da una famiglia che lo rende unico nel suo genere. Il padre era di Málaga, la madre jerezana imparentata con la famiglia dei Rubichi e degli Agujetas; la nonna materna era del Puerto Santa Maria, lui linense. El Chaqueta, grazie al suo ventaglio di origini diventa conoscitore e divulgatore di stili diversi, provenienti da più città, che si mescolano tra loro per unirsi in un sentido personale, quello che per noi oggi è il “puramente gaditano”. Si tratta quindi di un profondo conoscitore del cante puro, che si permetteva di riprendere chiunque si permettesse variazioni stilistiche esclamando che lo stile non era quello e proponendosi egli stesso al cante a dimostrazione della sua conoscenza. Gli stili che adesso attribuiremo a lui, sono quelli che lui ha ripreso da altri , resi comunque unici dal suo modo di cantare.

Dunque un uomo rigoroso e austero? Tutt’altro! Frasi come “Sentadito en mi escalera/esperando el porvenir/y el porvenir nunca llega” esprimono tutta la sua essenza. Uno spirito libero, che ha sempre vissuto tentando di fare unicamente quello che amava fare, cantare. Ha però fatto un errore madornale non incidendo quasi niente di tutti i cantes che conosceva e che ha insegnato a molti. Si tratta di 11 tracce e 2 fiestas nelle quali la qualità audio nonostante il lavoro di ripulitura, resta scarsa rendendo davvero difficile l’ascolto. Quando iniziò a perdere la voce per problemi alle corde vocali dovute alla sua assoluta dedizione all’alcool, il medico gli disse che avrebbe dovuto smettere di bere aguardiente … egli rispose “passerò al Cognac!” e così fece.

Tutto quello che sappiamo sul suo cante, ad eccezione di ciò che riguarda le registrazioni, proviene dalle testimonianze di chi lo ha ascoltato, amato, osannato o semplicemente di chi ha cercato di dar seguito a quel suo modo di cantare e che da lui ha imparato. Non faremo un elenco, ma ricorderemo due dei suoi più grandi ammiratori e divulgatori  Chano Lobato, a cui si deve il fatto che il Chaqueta simboleggi il cante gaditano, e Camarón de la Isla, un grande suo allievo. Infine sono stati suoi divulgatori i suoi due nipoti El Flecha e Chaqueton, la seconda moglie Adela Vargas e il suo storico amico El Penicilina. Per dare un’idea della grandezza di questo cantaor riportiamo alcune testimonianze. El Penicilina dice che: “Porrina diceva che appena poteva andava ad ascoltarlo perché da lui s’imparava più che da altri”; Terremoto diceva “era impossibile cantare più a compás di come faceva lui por Tangos e Bulerías”; Juan Habichuela: “Era diverso da tutti, aveva così tanto compás che accompagnarlo era la cosa più semplice e bella del mondo” e infine Mario Maya: “Mi cantava. O meglio, io ballavo a lui”.

Questi gli stili riscontrati:

Tango del Chaqueta (Sentadito en mi escalera)

Sentaito en la escalera
esperando el porvenir
y el porvenir nunca llega

**Secondo quanto riportato da Ramon Soler Diaz nel libro “Antonio El Chaqueta, Pasion por el cante” questo Tango fu la “gaditanizzazione” e adattazione personale del Chaqueta di ciò che registrò nel 1948 il Principe Gitano. La versione del cantaor linense fu un’autentica creazione a partire da materiale esistente a cui seppe dare una peculiarità musicale che prima non aveva. È possibile che Antonio avesse ripreso la versione di Enrique Castellon, molto vicina agli stili granaini, per ricrearla in forma geniale. Nessuno ha dubbi che questo Tangos, anche se ha nelle sue origini reminiscenze granaine, sia una genuina creazione del Chaqueta. Effettivamente lo stesso Tango è cantato anche da Estrella Morente nel suo Tangos del Sacromonte, con un’impronta decisamente “de Graná”. El Portugués, nato a Merida (Badajoz) ne 1948  chiude la rassegna con la versione extremeña.

Tango del Chaqueta (Abreme la puerta)

Abreme la puerta, peña,peña,
que se ha llevaíto pa’ ti
la flor de las extremeñas

**Questo letra e musica sono state registrate prima del Chaqueta da Antonio el de La Calza con il titolo di Jaleo extremeño, in realtà si tratta di Tangos. Non ci è dato sapere se il Chaqueta riprenda fedelmente la versione di questo artista; ciò che sappiamo è che in ogni caso questo Tango è talmente conosciuto nella versione del Chaqueta che solitamente viene a lui attribuito, e così facciamo anche noi.

Tango del Chaqueta (A mi me lo a dicho el cura)

A mi me lo ha dicho el cura
que la carita de la Virgen
ha sido una copia tuya

**Anche questo stile è stato registrato da Antonio el de La Calza. Secondo quanto riportato da Ramon Soler Diaz si tratta di un Tango con origine a Cadice e successivamente radicato in altre zone come Triana e l’Extremadura. A Triana la Niña de los Peines dette vita alla sua personale versione, che noi abbiamo classificato come “Que te calles, que te calles” (si veda Tangos de la Niña de los Peines per il riscontro di questo stile); per quanto riguarda l’Extremadura ancora non possiamo dire niente poiché questi Tangos non sono ancora stati trattati nello specifico. Ci riserviamo di tornare sull’argomento in futuro. È dunque uno stile conosciuto come del Chaqueta perché quando furono registrate queste tracce pare che ebbero molto successo. Soler dice:”…I primi dischi del Chaqueta furono ascoltati in tutta Spagna. I Tangos venivano passati in radio e la gente li cantava. Versioni che catturarono l’attenzione di tutti, gli intenditori e gli ascoltatori casuali. Qualcosa di molto raro sia allora come oggi, in un prodotto di chiara vocazione commerciale”.

Tango del Chaqueta (La jaca de mi tartana)

La jaca de mi tartana
ya no tiene compañera.
La vendo por cinco duros
en Jerez de la Frontera

Tango del Chaqueta (Ay mariquilla)

Ay mariquilla,
prepárame la merienda.
Ay marichula,
prepáramela cuando venga.

Tango del Chaqueta (Darle vuelta a los caños)

Hay que darle vuelta a los caños
darle vuelta a los caños
que hasta el agua que me diste
que hasta el agua que me diste
me la diste con engaño

**Questi ultimi tre stili secondo Soler Diaz sono “muy canasteros” e aggiunge che prima del Chaqueta questi Tangos non si erano mai sentiti; sembra che egli li avesse ascoltati da sua madre Tomasa de los Santos Moreno, ottima cantaora non professionale.

El Chaqueta, nato a Linea de la Concepcion (Cádiz) nel 1918; tratto da Repompa de Málaga/Antonio El Chaqueta, Abreme la puerta pena – Tanguillo gitano (accompagnamento misto tra Tangos y Tanguillo,  cante por Tango)

Salida del Chaqueta
Taratratero

Tango del Chaqueta (Sentadito en mi escalera)
Sentaito
Sentaito en la escalera
esperando el porvenir
y el porvenir nunca llega

Tango del Chaqueta (Sentadito en mi escalera)
Eres gitana
Eres gitana y no me pensa
Eres gitana y no me pensa
que yo te voy a ti a coronar
de claveles la cabeza

Tango de Granada/Málaga de Pirula/Repompa/Gazpacha (Cautivaron a una mora)
Cautivaron
Cautivaron a una mora
y en España se la trajeron
y en España se la trajeron
y en la pila del bautismo
candelaria le pusieron
candelaria le pusieron

Tango del Chaqueta (Sentadito en mi escalera)
Que te llevan en el tembleque
Que te llevan en el tembleque
que cuando yo te veo de venir
que yo no se lo que entra a mi Pepe

Tango del Chaqueta (Abreme la puerta)
Abreme la puerta, peña,
peña,
‘Abreme la puerta, peña,
peña,
que se ha llevaíto pa’ ti
la flor de las extremeñas
que se ha llevaíto pa’ ti
la flor de las extremeñas

Tango del Chaqueta (A mi me lo ha dicho el cura)
A mi me lo ha dicho el cura
A mi me lo ha dicho el cura
que la carita de la Virgen
ha sido una copia tuya
valgame Dios compañera 
ha sido una copia tuya

Tango (El columpio)
Ay tu te vienes de frente hacia mi
por si acaso me caigo hacia atras
y empujale el columpio
y empujale el columpio
empujale el columpio ya
** Soler Diaz dice che el Chaqueta a volte ne cantava solo la melodia «Lerelerele».

El Chaqueta, nato a Linea de la Concepcion (Cádiz) nel 1918; tratto da Pasion por el cante, Cositas que nadie sabe – Tangos

Salida del Chaqueta
Taratatrero

Tangos del Chaqueta ( A mi me lo ha dicho el cura)
Que te calles, que te calles,
Que te calles, que te calles,
que te tengo tapaíta
cositas que nadie sabe.
Ay, válgame Dios, compañera,
cositas que nadie sabe
**L’interpretazione di questo stile è decisamente gaditano, corrisponde alla versione “Que te calles, que te calles” della Niña de los Peines.

Tango Extremeño de Porrina de Badajoz (Me voy pa las comisiones)
Me voy pa’ las,
Me voy pa’ las comisiones,
los médicos me mandan
caramelitos de limones

Tango del Chaqueta (La jaca de mi tartana)
La jaca de mi tartana
ya no tiene compañera.
La vendo por cinco duros
en Jerez de la Frontera

Tango del Chaqueta (Ay mariquilla)
Ay mariquilla,
prepárame la merienda.
prepárame la merienda
Ay marichula,
prepáramela cuando venga.

Tango del Chaqueta (Darle vuelta a los caños)
Hay que darle vuelta a los caños
darle vuelta a los caños
que hasta el agua que me diste
que hasta el agua que me diste
me la diste con engaño

Tangos del Titi (Te pongas como te pongas)
De toíto vecindario,
De toíto vecindario,
hay que tener una escopeta
pa’ matar a mi contrario

Tango del Chaqueta (A mi me lo ha dicho el cura)
Tiene mi serrana
que la carita como una rosa
cuando s’espierta por la mañana

Rosario La Tremendita, nata a Sevilla nel 1984; tratto da A tiempo, Chaqueta –  Tangos
Questo Tangos prende il nome da colui che così lo ha cantato, la Tremendita infatti canta le stesse letras, pur variandone l’ordine riproponendo quindi lo stesso “assemblaggio”; interpreta questi stili con un impornta piuttosto differente da quelli del Chaqueta. 

Tangos de la Niña de los Peines (Que te calle que te calle) y del Chaqueta (Sendaito en la escalera)
Que te calles, que te calles,
Que te calles, que te calles,
que te tengo tapaíta
cositas que nadie sabe.
Ay, válgame Dios, compañera,
cositas que nadie sabe
**Questo stile canoro se ascoltato nel cante del Chaqueta inizia esattamente come lo stile classificato “Que Te calles, que te calles”, della Niña de los Peines ma il timbro della ripetizione con l’intercalare è tipica di Cádiz. Questo stile è dunque un perfetto esempio di come un Tangos di una città e un’altra si vadano fondendo e l’appartenenza a una città diventi più un modo di cantare che uno stile definito. La Tremendita, sevillana, non arricchisce questa letra con il “salero gaditano” ma rispetta invece, pur utilizzando la ripetezione del Chaqueta, lo stile della sevillana Niña de los Peines. 

Tango Extremeño de Porrina de Badajoz (Me voy pa las comisiones)
Me voy pa’ las comisiones,
los médicos me mandan
caramelitos de limones

Tango del Chaqueta (La jaca de mi tartana)
La jaca de mi tartana
ya no tiene compañera.
La vendo por cinco duros
en Jerez de la Frontera

Tango del Chaqueta (Ay mariquilla)
Ay mariquilla,
prepárame la merienda.
Ay marichula,
prepáramela cuando venga.

Tangos del Titi (Te pongas como te pongas)
De toíto vecindario,
De toíto vecindario,
hay que tener una escopeta
pa’ matar a mi contrario

Tango del Chaqueta (Abreme la puerta)
‘Abreme la puerta, peña,
que se ha llevaíto pa’ ti
la flor de las extremeñas.
que se ha llevaíto pa’ ti
la flor de las extremeñas.

Tango del Chaqueta (Darle vuelta a los caños)
Hay que darle vuelta a los caños
darle vuelta a los caños
que hasta el agua que me diste
que hasta el agua que me diste
me la diste con engaño

Estrella Morente, nata a Granada nel 1980; tratto da Calle del aire, Salve gitana del Sacromonte – Tangos de los gitano del Sacromonte

Tangos de Granada (Dios te salve) in coro
Dios te salve gitana Maria 
candela encendida
lucero y jazmin
lucero y jazmin
lucero y jazmin

Tangos de Granada (Dios te salve) in coro
Dios te salve
divino lucero
rosal tempranero
de pitimini
de pitimini
de pitimini

Tangos de Granada (Ponte guapa Mariquilla)
Por la mar vendiendo flores
Por la mar vendiendo flores
las tuyas son amarillas
que las mias de mil colores
las tuyas son amarillas
que las mias de mil colores

Tango del Chaqueta (Sentadito en mi escalera)
Eres mi prima y no me pesa
Eres mi prima y no me pesa
que yo te voy a ti a coronar
de claveles la cabeza
que yo te voy a ti a coronar
de claveles la cabeza
**versione granaina

Tangos de Granada (Dios te salve) in coro
Dios te salve gitana Maria 
candela encendida
de mayo y abril
de mayo y abril
de mayo y abril

Principe Gitano, nato a Valencia nel 1928; tratto da Por todos los costaos Vol. 1, Sentaíto en la escalera – Tangos-Tientos – Letras: Montes-Palma – Guitarra: Manolo de Badajoz

Temple

Tangos del Chaqueta (Sentadito en mi escalera)
Sentaíto en la escalera
Sentaíto en la escalera
esperando el porvenir
y el porvenir nunca llega
esperando el porvenir
y el porvenir nunca llega

Tango de Cádiz de El Mellizo (El Barrio Santa Maria)
Pa saludar a mi gente
?
Pa saludar a mi gente
y cante por soleares
que es nuestro saludo viejo
que es nuestro saludo viejo

Tango de Cádiz de El Mellizo (El Barrio Santa Maria)
Pena que no cabe más
Pena que no cabe más
se han juntao una a otra
como la ola del mar
se han juntao una a otra
como la ola del mar

Tangos attualmente unico (Tu dices que eres feliz)
Tu dices que eres feliz
Tu dices que eres feliz
mentira que no lo eres
tu busca en otro placere
pa no acordarte de mi
que desgraciaíta tu eres

Joaquin el Zambo, natoa  Jerez de la Frontera (Cádiz); tratto da Duende y compas por tangos canta Jerez, Esperando el porvenir – Tango

Tangos de Jerez (Telefono chiquito)
Lo digo y lo voy a hacer
Lo digo y lo voy a hacer
un telefono chiquito
pa saber de tu querer

Tangos de Triana (Yo me la lleve a un palmar)
Esta gitana merece
que la fundieran de nuevo
que la fundieran de nuevo
y a pasitos le den la muerte

Tangos de Triana (Yo me la lleve a un palmar)
Dices que no me querias
Dices que no me querias
haberlo mirado antes
cuando remedio tenia
haberlo mirado antes
cuando remedio tenia

Tangos de Jerez (Reloj de la catedral)
Dile a tu madre que calle
Dile a tu madre que calle
que hija mocita tiene
y esta pendiente del aire

Tangos de Jerez (Telefono chiquito)
Lo digo y lo voy a hacer
Lo digo y lo voy a hacer
un telefono chiquito
pa saber de tu querer

Tangos del Chaqueta (Sentadito en mi escalera)
Sentadito en mi escalera
Sentadito en mi escalera
esperando el porvenir
y el porvenir que no llega
esperando el porvenir
y el porvenir que no llega

Ramón El Portugués, nato a Merida (Badajoz) nel 1948; tratto da Gitanos de la plaza, Plaza alta – Tangos
Guitarras: Montoyita, Paquete, El Bola – Palmas y coros: Guadiana, Antonio Carbonell, Pepe Luis Carmona, Juan Antoni Salazar y El Indio Gitano

Tangos extremeños de Ramón El Portugués (Plaza Alta) 5° stile
Plaza Alta
plaza de los gitanos
donde tocaba mi Juan
mi Juan
con mi familia Alejandro

Tangos generico anonimo- attualmente unico (En el arroyo vi)
En el arroyo vi
que anda mi niña
que anda mi niña
y en la flor de su mandíl
toda la brisa
toda la brisa
y en la minera esta llegando
la esencia de su jazmín
quiero besar prima tu labio
acordandome de ti

Tangos extremeños de Ramón El Portugués (No pierdas el sol) 6° stile
Ay no pierdas el sol
no pierdas el sol
porque en la Alamea
mare hay un camion
hay un camion
que a los niños se lleva

Tangos extremeños de Ramón El Portugués (No pierdas el sol) 6°stile
Si tu estas malita mala
malita mala
en lo hospital
que te curen a ti
las mares de la Caridad
de la Caridad

Tangos del Chaqueta (Sentadito en mi escalera) versione extremeña
Que te llevan en el tembleque
que yo no se lo que entra a tu cuerpo
que cada vez que te vea a mi Pepe
que yo no se lo que entra a tu cuerpo
que cada vez que te vea a mi Pepe

Tangos extremeños de Ramón El Portugués (Cuarentas kilos)
Ay cuarentas kilos
cuarentas kilos de pan
tiene mi gitana mare
cantaba y no guillaba
tiene mi gitana mare
cantaba y no guillaba

Tangos extremeños – Estribillo (Voy contento al andar)
Voy contento al andar
enamorao de ti
viendo como lavaba
junto al arroyo vi
Voy contento al andar
enamorao de ti
viendo como lavaba
junto al arroyo vi

Per chi volesse approfondire:

Fonti web e bibliografia:

  • Ramon Soler Diaz, Antonio El Chaqueta – Pasion por el cante

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