Cafés cantantes

Fotografía de Emilio Beauchy, "Café cantante", Sevilla, 1888.

Edgar Degas, Café chantant, 1876-1877

I cafés cantantes furono la versione popolare e flamenca dei cafés chantant francesi, che fecero letteralmente furore in Europa fino alla fine del XIX secolo.
Sul flamenco ebbero due effetti, uno contrapposto all’altro: da una parte ne compromisero  l’autenticità strappandolo alla sua naturale dimensione intima e familiare per inserirlo nelle logiche commerciali del mercato, dall’altra ne aumentarono lo sviluppo e la diffusione. Possiamo dire che proprio grazie ai cafés cantantes alcune forme di cante e di baile sono arrivate fino ai nostri giorni. Grazie a questi luoghi gli artisti del flamenco poterono infatti far carriera e divenire professionisti. Fra il 1870 e la fine del 1890 questi locali si diffusero in tutta la Spagna. Alcuni offrivano flamenco quotidianamente, altri, in base al loro orientamento commerciale, solo sporadicamente. Nella maggior parte dei casi gli spettacoli di flamenco erano alternati con quelli di Boleros, oppure con spettacoli comici o di varietà. Alcuni rimasero aperti per lungo tempo, altri non durarono più di qualche giorno. Qualcuno è rimasto nella storia, di altri non rimane il benché minimo ricordo.

cafés cantantes, come detto, rappresentano lo spazio in cui il cante, dopo una prima epoca in cui veniva praticato solo privatamente,  all’interno di piccole cerchie intime e familiari, appare davanti ad un pubblico numeroso. Erano luoghi dove, oltre ad assistere a spettacoli di flamenco, si servivano massicce quantità di bevande alcoliche tant’è che venivano additati come “centri d’immoralità” dai benpensanti dell’epoca. In effetti erano luoghi in cui il flamenco poteva essere affiancato all’alcol, al gioco d’azzardo e a “incontri amorosi”.

I cafés cantantes erano generalmente così strutturati: c’era un salone, il più grande possibile e decorato con specchi e poster inerenti alla tauromachia, in cui tra le rustiche sedie e i tavoli destinati al pubblico si erigeva il tablao, dove si esibiva il cuadro flamenco,  generalmente composto da 3 o 4 bailaoras (mozas de tronío) e un bailaor de fuste. Completava il tutto il chitarrista, un cantaor o cantaora e 4 o 5 ragazze che accompagnavano dando palmas,  jaleando, o ballando quando il proprietario del locale riteneva fossero pronte per poterlo fare.

Café cantante El Burrero, Disegno di García Ramos

Sul tablao erano presenti specchi e un paravento dietro il quale gli artisti tenevano le loro cose. I locali erano illuminati con lumi ad olio. Al lato del tablao si aprivano dei palchetti, zone in cui chi andava a sedersi sapeva che avrebbe speso molto in bevute e dove normalmente, a locale chiuso, proseguiva la festa con juergas o cene familiari. Naturalmente esistevano diverse varianti di questi locali, che erano frequentati, per lo meno nei primi tempi, dalle classi più umili della società: contadini, lavoratori e qualche commerciante, che per l’occasione sfoggiavano i loro vestiti migliori. Inizialmente infatti questi posti non furono frequentati da  persone di buona estrazione sociale. In seguito la tipologia della clientela si arricchì e si diversificò, allargandosi a toreri, studenti, aristocratici, artigiani e viaggiatori stranieri.

José María Alarcón Cáceres, Café Cantante

Si afferma che già nel 1842 vi fosse un café cantante a Sevilla, nella calle de Lombardo, e che i primi conosciuti in città fossero il Café de los Cagajones e quello della calle de Triperas (oggi Velázquez) chiamato appunto Cafe de la Triperas, entrambi di breve vita.

Fra i più importanti cafés cantantes di Spagna vi furono senza dubbio, il Café de Silverio e il Café del Burrero.  Nel 1871 Silverio Franconetti prese la direzione del Salón del Recreo di Sevilla, destinando il locale quasi esclusivamente ad esibizioni di flamenco: questo luogo passò alla storia come “Café de Silverio”. Nel 188o Franconetti e Manuel Ojeda, detto El Burrero, diedero vita ad un nuovo Café cantante chiamato de la Escalerilla. L’anno seguente, il 1881, la società si ruppe e rinacque il Cafè de Silverio, che il cantaor aprì in calle del Rosario, e che alla fine del 1897 divenne Café Novedades sito presso la “Campana”. Vi si esibivano la Niña de los Peines, La Macarrona e Juan Breva. Manuel Ojeda tenne il locale precedente, cui diede il nuovo nome di Café del Burrero, prima in calle de Tarifa e successivamente in calle Sierpes a Sevilla. Vi si esibivano Fosforito, El Canario e Concha La Carbonera.

Cafés a Sevilla: Café del Arenal, Café de Variedades, El Sevillanos, Café del Apolo, Café del Correo, Salón Cafe Filarmónico – in calle de Amor de Dios, Café de los Carros,  e il Café de San Agustín – presso la Puerta de Carmona, Café de la Marina in calle García de Vinuesa e i trianeri Tejar de Capuchinos e Monte Pirolo.

A Cadice: il Café Madrid, Café del Recreo, Café La Jardinera in Puerta Tierra, Café La Filipina in calle de Juan de Anda, l’estivo Café del Perejil, nell’antica alameda con lo stesso nome, oggi Parque Genovés.

A El Puerto de Santa MaríaCafé Navío e Café León de Oro in calle Luna, Café El Refugio nel barrio de Guía e Café del Carbón, nella piazza che porta l’omonimo nome.

A JerezCafé del CondeCafé de la Vera Cruz, situato in parte del solar occupato dall’antico edificio delle Poste e il cui proprietario era Juan Junquera, il Salón cantante Variedades, Café La Primavera de Jerez in calle Doña Blanca, Café de Caviedes in calle de las Bodegas, Café cantante de Teatro Principal e il Café de Rogelio, situato in parte del solar che oggi occupa il Teatro Villamarta, e a cui Fernando el de Triana aggiunge il Café del Palenque.

A MálagaCafé de Chinitas, glosado da José Carlos de Luna, Café Siete Revueltas, Café del Conventico, Café de IberiaCafé del Turco, Café Butibamba, Café de Torres e Café La Loba.

A CórdobaCafé del Recreo.

A Huelva: Café cantante de Silverio e il Café Baile de Perico.

Ad Almería: Salón del Sol, Café de los Amigos, Casino Almeriense, Café del Comercio, Café Novedades, Café de Santo Domingo, Cervecería Inglesa, El Suizo, Café Teatro Variedades e il Café Apolo.

A Madrid: Salón CapellanesCafé de la Bolsa, Cafè del Vapor, Café Neptuno, Café San Joaquín, Café cuatro naciones, Café Imparcial, Café de la Marina, Café de Romero, Café de la Magdalena, Café del Puerto, El Corrales, Café de Carmen, Café de Don Críspulo, Café Brillante, Café La Estrella, Café del Pez, Café de Naranjeros, Café de Progreso, Café de EncomiendaCafé de Barquillo.

A Barcellona: Café de la Alegría, Café de la Unión, Café Sevillano, Café Macía, Café de Sevilla, Café de la Bolsa, Café de la Mezquita.

A Cartagena:  Café cantante in Plaza del Rey, Café cantante in Plaza de La Merced, il Café cantante del Muelle, Café del Sol, Café Habanero, Salón Café cantante de San Fernando, Café el Recreo, Café de la Iberia, de la Marina, el Suizo, de Comerico, e quello de San Agustín

A Granada: Café Comercio, Café de la Plaza de la Marina e il Café cantante granadino e il Café de Cuéllar.

A Jaén: il Café Morales.

A Linares: il Café Minero e quello de lo Merelos.

A La UniónCafé cantante del Estrecho, quello de lo bajo del Casino de el Garbanzalde el Rojo, Café de la Petenera del Portman, Café Habanero.

A Badajoz: il Café Novedades.

A Oviedo: il Café Ambos Mundos e Café Madrid.

A Bilbao: il Café de las Columnas.

La crescente domanda di spettacolarizzazione del flamenco comportò la sempre più complessa elaborazione degli stili. La danza era l’elemento più apprezzato, e accrebbe qui le sue varianti espressive, mentre nel canto si affermarono le forme derivate dai cantes primitivi come Bulerías, Juguetillos e Alegrías. Ai cafés cantantes si deve anche l’afflamencamento del canto popolare, come ad esempio il Fandango e il Verdial. Oltre a questi vi furono i famosi Cantes de Ida y Vuelta: verso la metà del 1800 erano molto popolari in Spagna il Tango americano e la Habanera, forme musicali diverse che provenivano da Cuba, ma a loro volta derivazioni della danza europea del XVIII secolo. Questi due stili invasero i saloni da ballo e penetrarono nelle composizioni di Zarzuelas, nel carnevale di Cadice in forma di Tanguillo e anche nel flamenco, dove bailaoras specializzate nel genere, chiamate tangueras, dettero vita a quello che oggi è il Tango gitano.

La decandeza dei cafés cantantes iniziò a partire dal 1910, con il prevalere della canción española a discapito del cante jondo, ed arrivarono alla loro quasi sparizione nella prima metà del secolo. Si convertirono in ventas e colmaos e qualcuno fu sostituito con gli attuali tablaos flamencos.

A questi locali si può riconoscere il merito d’aver reso indipendente, agli occhi del grande pubblico, il cante dal baile, in un momento in cui il baile acquisiva maestosità e trovava le forme di bellezza ed eleganza che ancor’oggi lo rappresentano. Su questi tablaos fu utilizzato il Mantón de Manila e la Bata de Cola, e fu qui che si “allungarono” le linee delle braccia nel baile femminile (in quello de La Mejorana e delle più richieste nei cafés cantantes), slanciando la figura della bailaora. Hanno ugualmente contribuito alla diffusione del baile jondo, profondo e introverso, un baile che non ha mai comunque avuto bisogno di grandi spazi per riaffermare la sua enorme forza espressiva; furono quelle tablas di legno che insegnarono la varietà di suoni che si potevano perseguire e ricercare in una escobilla o un zapateado. La grandezza degli artisti che si esibirono in quei luoghi e in quel contesto sociale consistette proprio nel forgiare un’arte che ha finito per esercitare un fascino universale.

  • Bibliografie e Fonti web:
    José Luis Navarro Garcia, Historia del baile flamenco, vol.1
    Maria Cristina Asumma, Il fascino e la carne
    Wikipedia
    Serrania de Ronda
    Cadizpedia

One response to “Cafés cantantes

  • David

    In Granada, also, the ‘Montillana’, located in the Manigua quartier. Accoridng to Molina Fajardo, that was a major place for flamenco shows in the early 20th century.

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