Ballerine Gaditane

Le prime ballerine famose della storia furono proprio quelle andaluse. La loro fama si diffuse in tutti i confini dell’Impero Romano. Da loro proviene la passione per la danza che ha sempre caratterizzato le donne andaluse. Erano conosciute come gaditanas, però in realtà erano turdetanas (antico popolo pre-romano erede dei Tartesi), alcune nate nella millenaria Cádiz e altre no. Tutte discendenti per grazia e attitudine dalle loro antecedenti tartesie (appartenenti alla popolazione che si suppone precedesse l’Impero Romano e stanziati in Andalusia, fiorente nei secoli VII e VI a.c.).

Le loro danze sono l’eredità dei riti antichi e delle cerimonie religiose in onore della Dea Astarté. Successivamente nella Gades Iocosae (Cadice), cosmopolita, marinera, allegra e per molti svergognata, il rito e la cerimonia lasciarono il passo allo spettacolo, e anziché ballare alle divinità, le gaditane ballarono per gli uomini.

 La prima traccia si ha a partire dalla fine del II secolo a.c. ed è dovuta ad Estrabón nel suo Geografía scritto agli albori dell’periodo cristiano. Queste donne saranno ballerine per tutti coloro che possono permettersi il lusso di contrattarle e per chi non è benpensante, poichè non si trattava di spettacoli adatti a menti puritane.
Il baile di queste donne era sensuale e voluttoso, colmo di insinuazioni erotiche. Il loro effetto era veramente devastante, con reazioni “spasmodiche” negli uomini presenti, benché accompagnati dalle proprie moglie. Non ne riportiamo le descrizioni perché veramente spinte 😉 Una Eyes Wide Shut dei tempi che furono!

Proprio queste reazioni furono la motivazione che le rese tanto popolari e richieste. Queste ballerine eseguivano movimenti ritmici e rapidi che facevano vibrare interamente il corpo, muovevano separatamente glutei  e fianchi ed erano accompagnate da battiti di mano. Si contorcevano e piegavano a tutte le parti fino ad arrivare al suolo. È una descrizione che rimanda a qualcosa che evidentemente attualmente è più simile alla danza del ventre, oltretutto queste movenze erano accompagnate dal tintinnare dei sonagli.

Queste ballerine sono ritratte nella Casa dei Misteri a Pompei o sulla Terra sigilata conservata presso il Museo Arqueologico di Jerez e datata I–II Secolo.

Una di queste famose ballerine aveva un nome che è rimasto nella storia: Telethusa, che significa florida. Di lei si dice che ispirò la Venus Calipige oggi conservata al Museo Nazionale di Napoli.
Già dal II secolo non si trovano più notizie su queste ballerine, quello però su cui non vi è dubbio è che a Cadice si continuò a ballare e anche se non con la stessa “esagerata malizia”, le donne continuarono a muovere fianchi e braccia allo stesso modo, accompagnandosi con sonagli e castañuelas e con un ritmo cadenzoso, un ritmo che come dice Quiñones “caratterizza totalmente le danze e i cantes attuali di Cadice”.

Bibliografia:

Fernando Quiñones, De Cádiz y sus Cantes.
José Luis Navarro Garcia, Historia del Baile Flamenco

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: